Dalla faraona dimenticata alla prima donna broker, fino alla cecchina che ha cambiato le sorti dell’Ucraina nella seconda guerra mondiale: un viaggio nel tempo e nello spazio per guardare alla storia con nuovi occhi e recuperare la voce sommersa di donne che hanno lasciato il segno
In collaborazione con Pisa 1940
Silenzio. Oblio. Ricacciate nelle mura domestiche, tacciate di stregoneria se ribelli, dimenticate o non prese abbastanza sul serio. La storia delle donne, per essere raccontata, deve riaffiorare da un mare di nebbia. Essere filtrata, setacciata, da un racconto dei fatti accaduti che, nei secoli, è sempre stato fatto dagli uomini. La loro traccia è spesso memoria orale, sottofondo di testimonianze, documenti e missive. Ma tutte le volte che la voce femminile riaffiora da questo magma, sa essere quanto mai potente. Ci accorgiamo della sua irriducibilità, di quanto tutto quello che non è stato raccontato abbia lasciato un’impronta, cambiato le sorti, gli eventi più sostanziali. Ci accorgiamo che la parte in ombra irradia luce. Che il recupero di quella voce sommersa ci permette di vedere.
Un cambio di punto di vista che educa. Prendiamo, ad esempio, un classico manuale di storia letteraria: alle scrittrici sono spesso riservati trafiletti o percorsi tematici, postille o paragrafi. Esiste però un manuale di letteratura destinato alle scuole superiori, Controcanone (Loescher Editore, 2022), che propone di invertire il punto di osservazione. Ripercorrere l’intera storia della letteratura italiana, quella classica, dalla poesia religiosa del Duecento fino all’ermetismo del Novecento, senza Petrarca, Leopardi, né Manzoni. Ai loro posti, Caterina da Siena e Chiara d’Assisi, Vittoria Colonna, Matilde Serao e Anna Banti. Ma anche figure meno note, come Margherita Sarrocchi, la prima donna italiana (a quanto ne sappiamo) a scrivere un poema epico. Sfogliarlo fa un certo effetto. La sensazione è che non si tratti solo di affare letterario. L’intento non è contrapporre – ma nemmeno per forza confrontare – i grandi nomi della letteratura, donne e uomini che siano, ma mostrare un altro valore: quello della testimonianza. Lo si intuisce nella postilla al titolo: “Con percorsi tematici di altri ‘esclusi’ dal canone”.
Quante storie resteranno sepolte per sempre? Quante abbiamo dimenticato? Proprio dalle scrittrici, in particolar modo del Novecento, è stato portato avanti un lavoro febbrile, quotidiano e cronachistico di recupero delle storie dimenticate dalla memoria degli uomini. Ricordiamo solo Matilde Serao, che scrisse articoli su articoli, poi confluiti in Parla una donna: un diario di guerra femminile, dove il trauma della guerra ha voce femminile. La giornalista, in un articolo del 1917, scriveva che quello che le interessava raccontare erano proprio “i nomi non stampati cento volte”. Si tratta di una nuova cifra del reale, che a partire dalla testimonianza femminile resuscita e riempie uno spazio non più vuoto e residuale, ma essenziale per comprendere davvero il mondo, finora miope.
Un lavoro simile lo si ritrova in “Storie che non esistono”, il podcast di Pisa 1940 scritto e ideato da Antonio Losito che, non senza ironia e capacità di coinvolgimento, racconta alcune di queste storie sepolte. Da Hatshepsut, la faraona dimenticata, il cui vissuto è stato nascosto per duemila anni, alla prima donna broker, Victoria Woodhull, fondatrice della prima società femminile di agenti di borsa. Dalla guerra combattuta in solitudine dalla cecchina Ljudmila Pavličenko fino alle voci prodigiose delle figlie del coro, amate in tutto il mondo. Orfane che suonavano dietro a una grata, coperte da un velo. Un viaggio nel tempo e nello spazio, suggellato dalla viva voce di donne, un ospite per puntata, che stanno cambiando l’oggi. Una giovanissima campionessa di scacchi. Un’archeologa subacquea che recupera il passato. Una fisica che studia l’origine dell’universo in condizioni estreme. Un’esperta di etica delle nuove tecnologie. Una ghost writer. Un’astrofisica che ha fotografato un buco nero. Luce. Voce.
Ljudmila Pavličenko
La cecchina che leggeva Tolstoj e poi sparava a Hitler
Episodio 1
Ljudmila Pavličenko
Una puntata che ci porta tra donne di “ghiaccio”. Nel freddo sovietico, nascosta sui tetti, da sola col suo fucile, Ljudmila è una cecchina. Entra nell’esercito per difendere il suo Paese, l’Ucraina, dall’invasione nazista nella Seconda Guerra Mondiale.
Ospite di puntata è invece Sofia Fatigoni, fisica neanche trentenne, alla terza missione scientifica in Antartide. Per portare avanti le sue ricerche ha vissuto in isolamento a meno quaranta gradi. Tra le sue scoperte, l’immagine più dettagliata di sempre della galassia Andromeda.
Una puntata che ci porta tra storie sommerse. È una vicenda gloriosa, ma nascosta, quella della prima grande donna della storia di cui abbiamo notizia. Imperatrice per quasi 20 anni, i successori hanno cancellato la sua storia. Teresa Saitta, ospite di puntata, è un’archeologa subacquea e con il suo lavoro riporta in luce le storie rimaste nascoste da secoli, proprio come la storia della Faraona Hatshepsut.
Hatshepsut
La faraona che è stata ghostata dalla Storia
Episodio 2
Hatshepsut
Le Figlie del Coro
Le indesiderate che ci hanno dato un assaggio del Paradiso
Episodio 3
Le Figlie del Coro
Accorrevano re, principi, imperatori, filosofi da tutta Europa per vederle all’opera. Siamo a Venezia, nel 1703. Antonio Vivaldi entra in un orfanotrofio e lavora per “Le figlie del coro”, un corpo musicale composto di sole trovatelle. Suonavano dietro una grata, coperte da un velo, perché i loro corpi erano sfregiati dalle malattie dell’epoca. Invisibile per mestiere è anche Morgana Chittari, ospite di puntata. Ghost writer, è un’autrice professionista che aumenta o crea la fama di personaggi celebri scrivendo le loro biografie.
Le donne dell’Angola ancora oggi si sposano sotto la sua statua. È la regina africana Nzinga, che nel 1500 fu una stratega abilissima, al pari del nostro Machiavelli. Comandò da sola, senza consorte e prole e riuscì in un’impresa impossibile: fermare lo strapotere del colonialismo. Ospite di puntata la palermitana Tea Gueci che intesse le sue strategie in un altro campo: è una giovanissima campionessa di scacchi!
Nzinga Mbande
La stratega che ha preso a schiaffi il colonialismo
Episodio 4
Nizinga Mbande
Teodora
L’imperatrice che ha cambiato l’etica della sua epoca (e della nostra)
Episodio 5
Teodora
La storia si ricorda di lei soprattutto come “la moglie di Giustiniano”. Giustiniano fu l’imperatore romano d’Oriente che ordinò la raccolta delle leggi nota come Corpus Iuris Civilis. Per secoli, è stato la base del diritto comune europeo. Ma dietro al corpus, ci sono le idee innovatrici dell’imperatrice. Così sono nate anche le prime leggi a tutela della donna. Ospite di puntata Tiziana Catarci, ingegnera elettronica che lavora per migliorare l’etica contemporanea attraverso lo studio dell’Intelligenza Artificiale.
Prima donna candidata alla presidenza del Paese, broker e fondatrice della prima società femminile di agenti di borsa. È Victoria Woodhull. Una vita difficile e straordinaria che la portò a combattere per le donne. Sostenitrice dell’amore libero, col quale intendeva la libertà di sposarsi e divorziare, si battè per il suffragio femminile. Ha anticipato il futuro anche Mariafelicia de Laurentis, ospite di puntata. Professoressa di Astronomia e Astrofisica, ha contribuito a “scattare” la “foto del millennio”: la prima immagine reale di un buco nero.
Victoria Woodhull
La politica che voleva fare il ’68 nel 1800
Episodio 6
Victoria Woodhull