LONDRA – 29 marzo 2069. In occasione dei cinquant’anni dalla Brexit, pubblichiamo di seguito una insolita testimonianza d’epoca: alcuni estratti dal diario personale di Luca Cupani, un comico italiano residente a Londra in quegli anni e che non ha lasciato alcuna traccia di sé, tranne questi pochi appunti su una vecchia agenda 2019 del Monte dei Paschi.
Vivo a Londra da anni e, da quando c’è stato il referendum, i miei amici in Italia mi chiedono sempre: e allora? Come va con la Brexit? Eh... boh… Brexit è una strana cosa che nemmeno i suoi creatori riescono a definire. Diciamo che la Brexit è talmente brutta che sembra fatta dai politici italiani, uno penserebbe che sia un’idea di Toninelli (NdR un ministro italiano dell’epoca, famoso per aver proposto ponti autostradali dove si potesse fare la spesa e giocare). Da un punto di vista pratico, per ora non è cambiato quasi nulla, soprattutto a Londra. Però, dal giorno del referendum, è come se qualcosa di vagamente sinistro si fosse affacciato all’orizzonte. Avete presente il Trono di Spade? Ecco, se lì il problema è che Winter is coming e arriva un’armata di zombie a invadere il mondo, qui da noi Brexit is coming... Ok, ok, non dico che preferirei un’invasione di morti viventi a questo pasticcio burocratico, ma almeno avrebbe un qualcosa di epico, con il suo contorno di draghi, cavalieri monchi, principesse assassine e relazioni incestuose... (NdR - il Cupani qui si riferisce a una popolare serie televisiva dell’epoca, che permise a milioni di cittadini di concentrarsi su immaginari problemi di popoli mai esistiti piuttosto che pensare a risolvere i propri).
Quelli che avevano votato per restare nella UE sono molto preoccupati, elencano ogni giorno tutte le cose che possono andare storte e il loro elenco è sempre più lungo: in genere, dopo essersi depressi da soli, fanno un sospiro di sollievo poco convincente e dicono “beh, ma vedrai che secondo me alla fine questa Brexit non si farà”. Poi ci sono quelli che hanno votato per andarsene e sono ancora convintissimi di aver fatto un’ottima scelta. Ho l’impressione che siano sempre di meno, ma ormai non conta granché, perché quando si è votato hanno vinto loro...Io vorrei condividere il loro entusiasmo, ma mi sembrano un tantino esaltati: in genere, se uno chiede loro cosa pensano dei rischi della Brexit, si limitano a rispondere che andrà tutto bene, perché già una volta i loro nonni hanno sconfitto i nazisti a El Alamein. Non dico che non sia vero, ma ho come il sospetto che aggrapparsi ai successi del passato serva a poco... io nel 2000 ero biondo, ma non me ne vanto più (NdR da alcune foto si evince che al tempo della Brexit il Cupani era completamente calvo).
Ieri alcuni esperti hanno detto che, con la Brexit, ci sarà scarsità di alimenti e che converrebbe fare provviste di cibo in scatola. Mi sembrava un’esagerazione, ma oggi la BBC nella sezione Ricette e cibo riportava “i dieci migliori cibi in scatola per allietare la tavola” e quindi forse dovrei preoccuparmi. Oggi ho avuto un incubo: ero in una Mini Cooper, di quelle con la bandiera inglese dipinta sul tetto. Io ero sul sedile dietro, e Theresa May e Jeremy Corbyn (NdR May era primo ministro durante la Brexit, Corbyn capo della opposizione) erano seduti davanti e stavano litigando per decidere chi dovesse guidare. Ho chiesto: “Ma scusate, dove dobbiamo andare?” E loro hanno detto: “Lo vedi quel palazzo là davanti, quello con la bandiera europea? Dobbiamo infilarci dentro a tutta velocità entro fine marzo”. Io: “Ma non sarà pericoloso? Non è che ci schiantiamo? Sapete, io ho una certa allergia alle lamiere accartocciate, specie se ci sono dentro”. E loro: “tranquillo, vedrai che il palazzo si sposta, altrimenti il suo intonaco andrà in pezzi”.
Mi sono svegliato mentre Theresa May accelerava. Ho comprato venti scatolette di tonno, venti di fagioli e trenta di carne in scatola, mi sento pronto. Verrà la Brexit, e saprà di Simmenthal.
Vivo a Londra da anni e, da quando c’è stato il referendum, i miei amici in Italia mi chiedono sempre: e allora? Come va con la Brexit? Eh... boh… Brexit è una strana cosa che nemmeno i suoi creatori riescono a definire. Diciamo che la Brexit è talmente brutta che sembra fatta dai politici italiani, uno penserebbe che sia un’idea di Toninelli (NdR un ministro italiano dell’epoca, famoso per aver proposto ponti autostradali dove si potesse fare la spesa e giocare). Da un punto di vista pratico, per ora non è cambiato quasi nulla, soprattutto a Londra. Però, dal giorno del referendum, è come se qualcosa di vagamente sinistro si fosse affacciato all’orizzonte. Avete presente il Trono di Spade? Ecco, se lì il problema è che Winter is coming e arriva un’armata di zombie a invadere il mondo, qui da noi Brexit is coming... Ok, ok, non dico che preferirei un’invasione di morti viventi a questo pasticcio burocratico, ma almeno avrebbe un qualcosa di epico, con il suo contorno di draghi, cavalieri monchi, principesse assassine e relazioni incestuose... (NdR - il Cupani qui si riferisce a una popolare serie televisiva dell’epoca, che permise a milioni di cittadini di concentrarsi su immaginari problemi di popoli mai esistiti piuttosto che pensare a risolvere i propri).
Quelli che avevano votato per restare nella UE sono molto preoccupati, elencano ogni giorno tutte le cose che possono andare storte e il loro elenco è sempre più lungo: in genere, dopo essersi depressi da soli, fanno un sospiro di sollievo poco convincente e dicono “beh, ma vedrai che secondo me alla fine questa Brexit non si farà”. Poi ci sono quelli che hanno votato per andarsene e sono ancora convintissimi di aver fatto un’ottima scelta. Ho l’impressione che siano sempre di meno, ma ormai non conta granché, perché quando si è votato hanno vinto loro...Io vorrei condividere il loro entusiasmo, ma mi sembrano un tantino esaltati: in genere, se uno chiede loro cosa pensano dei rischi della Brexit, si limitano a rispondere che andrà tutto bene, perché già una volta i loro nonni hanno sconfitto i nazisti a El Alamein. Non dico che non sia vero, ma ho come il sospetto che aggrapparsi ai successi del passato serva a poco... io nel 2000 ero biondo, ma non me ne vanto più (NdR da alcune foto si evince che al tempo della Brexit il Cupani era completamente calvo).
Ieri alcuni esperti hanno detto che, con la Brexit, ci sarà scarsità di alimenti e che converrebbe fare provviste di cibo in scatola. Mi sembrava un’esagerazione, ma oggi la BBC nella sezione Ricette e cibo riportava “i dieci migliori cibi in scatola per allietare la tavola” e quindi forse dovrei preoccuparmi. Oggi ho avuto un incubo: ero in una Mini Cooper, di quelle con la bandiera inglese dipinta sul tetto. Io ero sul sedile dietro, e Theresa May e Jeremy Corbyn (NdR May era primo ministro durante la Brexit, Corbyn capo della opposizione) erano seduti davanti e stavano litigando per decidere chi dovesse guidare. Ho chiesto: “Ma scusate, dove dobbiamo andare?” E loro hanno detto: “Lo vedi quel palazzo là davanti, quello con la bandiera europea? Dobbiamo infilarci dentro a tutta velocità entro fine marzo”. Io: “Ma non sarà pericoloso? Non è che ci schiantiamo? Sapete, io ho una certa allergia alle lamiere accartocciate, specie se ci sono dentro”. E loro: “tranquillo, vedrai che il palazzo si sposta, altrimenti il suo intonaco andrà in pezzi”.
Mi sono svegliato mentre Theresa May accelerava. Ho comprato venti scatolette di tonno, venti di fagioli e trenta di carne in scatola, mi sento pronto. Verrà la Brexit, e saprà di Simmenthal.