LONDRA – Una surreale commedia web tutta da ridere, o su cui forse spargere una lacrima, perché fa anche riflettere sul caos portato dalla Brexit. “Totò e Daiana”, scritto proprio così, come si pronuncia in italiano il nome della scomparsa lady D, non come si scrive, è il titolo di una serie scritta, prodotta e interpretata da Marco Gambino, l’attore siciliano che vive da molti anni a Londra, insieme ad Anna Elena Pepe, con la collaborazione di Ciccio Bozzi, autore dei testi di Fiorello, e la regia di Riccardo Sai.
“Abbiamo finito di girare la prima puntata e ce ne sono in programma altre sei prima di lanciare l’intero serial online”, dice Gambino del progetto. È la storia tragicomica dell’incontro fra un uomo maturo e una giovane donna, lui di Palermo, lei di Ferrara, lui da molto tempo in Inghilterra, lei appena arrivata sotto il Big Ben, nell’era della Brexit. Una allegra riflessione su diversità regionali e di vita, calcio, caffè e fish and chips, con lo scopo di sorridere ma pure di pensare al momento che stanno vivendo gli italiani di Londra.
Intanto Gambino si appresta a tornare in Italia per portare in scena “Pio La Torre, orgoglio di Sicilia”, al teatro di Villa Torlonia a Roma il 12-13 aprile, da un testo di Vincenzo Consolo; e “La colpa di Otello”, un monologo creato apposta per lui da Roberto Cavosi, dal 7 al 12 maggio al teatro stabile di Palermo, un adattamento del dramma di Shakespeare in cui Otello e Jago sono la stessa persona, un po’ come Jekyll e Hyde, già da lui interpretato due anni fa a Londra. In autunno l’attore farà poi un tour in Inghilterra e nella capitale con il suo spettacolo su Primo Levi.
Laurea in legge ma sui palcoscenici fin da quando aveva 19 anni, Marco Gambino è venuto a Londra nel 1987 a 28 anni e non l’ha più lasciata, pur tornando regolarmente in Italia e nel resto d’Europa per le sue performance nel teatro, in tivù e nel cinema. Fra i suoi lavori più noti, un ruolo in “Il traditore”, il film di Marco Bellocchio sul pentito di mafia Tommaso Buscetta; “Parole d’onore”, dal libro del giornalista di “Repubblica” e scrittore Attilio Bolzoni su Cosa Nostra, portato in scena ormai più di 800 volte fra Gran Bretagna, Italia e altri paesi europei, dapprima a lungo come suo monologo, quindi insieme all’autore; e la serie comica “Romolo e Giulia” su Fox tv. “Nonostante gli sbarramenti della lingua”, afferma, “mi sento un attore a cavallo fra l’Italia e Londra”.
“Abbiamo finito di girare la prima puntata e ce ne sono in programma altre sei prima di lanciare l’intero serial online”, dice Gambino del progetto. È la storia tragicomica dell’incontro fra un uomo maturo e una giovane donna, lui di Palermo, lei di Ferrara, lui da molto tempo in Inghilterra, lei appena arrivata sotto il Big Ben, nell’era della Brexit. Una allegra riflessione su diversità regionali e di vita, calcio, caffè e fish and chips, con lo scopo di sorridere ma pure di pensare al momento che stanno vivendo gli italiani di Londra.
Intanto Gambino si appresta a tornare in Italia per portare in scena “Pio La Torre, orgoglio di Sicilia”, al teatro di Villa Torlonia a Roma il 12-13 aprile, da un testo di Vincenzo Consolo; e “La colpa di Otello”, un monologo creato apposta per lui da Roberto Cavosi, dal 7 al 12 maggio al teatro stabile di Palermo, un adattamento del dramma di Shakespeare in cui Otello e Jago sono la stessa persona, un po’ come Jekyll e Hyde, già da lui interpretato due anni fa a Londra. In autunno l’attore farà poi un tour in Inghilterra e nella capitale con il suo spettacolo su Primo Levi.
Laurea in legge ma sui palcoscenici fin da quando aveva 19 anni, Marco Gambino è venuto a Londra nel 1987 a 28 anni e non l’ha più lasciata, pur tornando regolarmente in Italia e nel resto d’Europa per le sue performance nel teatro, in tivù e nel cinema. Fra i suoi lavori più noti, un ruolo in “Il traditore”, il film di Marco Bellocchio sul pentito di mafia Tommaso Buscetta; “Parole d’onore”, dal libro del giornalista di “Repubblica” e scrittore Attilio Bolzoni su Cosa Nostra, portato in scena ormai più di 800 volte fra Gran Bretagna, Italia e altri paesi europei, dapprima a lungo come suo monologo, quindi insieme all’autore; e la serie comica “Romolo e Giulia” su Fox tv. “Nonostante gli sbarramenti della lingua”, afferma, “mi sento un attore a cavallo fra l’Italia e Londra”.