Sanzioni triplicate per chi affitta a immigrati italiani irregolari a Londra
di Manuela TravagliniChi gestisce un’attività commerciale a Londra lo sa bene: trovare personale non è facile, e spesso, soprattutto in passato, si chiamavano in aiuto parenti ed amici dall’Italia, magari ragazzi desiderosi di perfezionare l’inglese o guadagnare qualcosa nei mesi estivi.
Una pratica diffusa ed assolutamente legittima, almeno fino a quando non è intervenuta la Brexit: finito il diritto alla libera circolazione delle persone, dal primo gennaio 2021 i cittadini europei sono equiparati a quelli provenienti dai paesi terzi, e a meno che non abbiano il (pre-) settled status, per vivere e lavorare in Regno Unito tipicamente hanno bisogno di uno datore di lavoro che faccia da sponsor e consenta loro di ottenere un visto. Non tutti i lavori sono sponsorizzabili - i camerieri ad esempio non lo sono, e cercare di aggirare il sistema potrebbe rivelarsi molto costoso.
Chi gestisce un’attività commerciale a Londra lo sa bene: trovare personale non è facile, e spesso, soprattutto in passato, si chiamavano in aiuto parenti ed amici dall’Italia, magari ragazzi desiderosi di perfezionare l’inglese o guadagnare qualcosa nei mesi estivi.
Una pratica diffusa ed assolutamente legittima, almeno fino a quando non è intervenuta la Brexit: finito il diritto alla libera circolazione delle persone, dal primo gennaio 2021 i cittadini europei sono equiparati a quelli provenienti dai paesi terzi, e a meno che non abbiano il (pre-) settled status, per vivere e lavorare in Regno Unito tipicamente hanno bisogno di uno datore di lavoro che faccia da sponsor e consenta loro di ottenere un visto. Non tutti i lavori sono sponsorizzabili - i camerieri ad esempio non lo sono, e cercare di aggirare il sistema potrebbe rivelarsi molto costoso.
Le misure contro l’immigrazione clandestina, e perché ci riguardano
Il Ministero dell’Interno britannico ha annunciato di voler stringere la morsa sui lavoratori illegali: con una nota dello scorso 7 agosto, la ministra Suella Braveman ha infatti dichiarato di voler triplicare le multe per chi affitta una casa o dà lavoro ad immigrati che non abbiano uno status che gli consente di vivere e lavorare in Regno Unito.
La proposta di legge, che nelle intenzioni del governo è un deterrente volto a reprimere i richiedenti asilo che attraversano la Manica su piccole imbarcazioni, in realtà ci riguarda molto più da vicino di quanto si pensi.
Gli italiani raramente arrivano a Londra via mare, ma anche a causa dell’impossibilità di colmare i vuoti di personale soprattutto nel settore hospitality, in tanti entrano come turisti e poi accettano in nero lavoretti saltuari, ad esempio nel settore della ristorazione. Si tratta di ruoli che spesso non sono sponsorizzabili, e per i quali il turnover elevato ed il fatto che magari a ricoprirlo è un amico o un parente all’apparenza mitiga il rischio.
A volte si tratta di persone entrate per brevi periodi come turisti e che quindi non possono lavorare, altre di studenti, legittimamente nel Paese ma il cui visto consente un limitato numero di ore di lavoro, che invece vengono abbondantemente superate.
Altre ipotesi sono poi quelle di chi, entrato con un visto lavorativo, resta in Uk e continua a lavorare anche allo scadere dello stesso, magari a causa dell'errata lettura della data di scadenza di un documento relativo allo status di immigrato o l'assenza di controlli successivi prima della scadenza del visto. Insomma, i lavoratori illegali non sono solo quelli arrivati via mare, e non sono solo extracomunitari.
Impiegare lavoratori europei non mitiga le conseguenze dell’essersi serviti di lavoratori irregolari, o dell’aver fornito loro un alloggio senza aver preventivamente svolto i dovuti controlli di legge, i right to work/right to rent checks.
Ma quali sono queste nuove sanzioni?
In quello che il governo definisce il più grande cambiamento dell’ultimo decennio, la multa per i datori di lavoro che assumono personale non in regola secondo le norme sull’immigrazione sarà aumentata da 15.000 sterline fino a 45.000 sterline per ogni lavoratore privo di requisiti. Le violazioni ripetute potrebbero comportare multe fino a 60.000 sterline per lavoratore.
Niente sconti anche sugli affitti: per i proprietari di casa, le multe aumenteranno da 80 a 5000 sterline per gli irregolari in subaffitto e da 1.000 a 10.000 sterline per inquilini con uso esclusivo dell’immobile. Con picchi fino a 20.000 sterline per inquilino in caso di infrazioni ripetute. Queste sanzioni più elevate entreranno in vigore all'inizio del 2024.
Cosa occorre fare
I datori di lavoro e i proprietari di casa devono assicurarsi di agire in conformità con la legge, effettuando un'adeguata verifica del diritto al lavoro e del diritto all'affitto prima di offrire un impiego o di dare in locazione una casa.
L’aumento delle sanzioni riguarda solo la responsabilità civile. A questa bisogna aggiungere il danno reputazionale per la propria attività ed il rischio che venga “declassata” o revocata la licenza di sponsor. Inoltre, un datore di lavoro o un locatore possono incorrere anche in responsabilità penali se assumono o affittano consapevolmente a qualcuno che non ha i requisiti per vivere e lavorare in Regno Unito. E questo, anche se il lavoratore o l’inquilino sono cittadini europei.