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Una festa in ambasciata per celebrare la libraia italiana di Londra

La comunità italiana si è ritrovata per ringraziare Ornella Tarantola per trent’anni di libri
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LONDRA – “Trent’anni di libri”. È il titolo della serata organizzata mercoledì dall’ambasciata italiana di Londra per celebrare Ornella Tarantola, per appunto tre decenni direttrice dell’Italian Bookshop, storica e unica libreria italiana della capitale britannica, chiusa qualche mese fa per le conseguenze della Brexit, a cui si sono aggiunti i lockdown per il Covid e la crescente concorrenza di Amazon. Una libreria che è stata un polo di attrazione culturale per la vasta comunità di italiani residenti lungo le rive del Tamigi (oggi sono 350 mila, prima dell’uscita del Regno Unito dalla Ue erano anche di più), un luogo non solo per acquistare libri in italiano, ma anche per avvicinarsi allo studio della nostra lingua, per ascoltare presentazioni di scrittori, per incontrare connazionali. E per ricevere una parola di conforto, un consiglio, un bicchiere di vino da Ornella, impareggiabile libraia, figlia di una famiglia di librai bresciani.

All’evento erano presenti l’ambasciatore Inigo…

LONDRA – “Trent’anni di libri”. È il titolo della serata organizzata mercoledì dall’ambasciata italiana di Londra per celebrare Ornella Tarantola, per appunto tre decenni direttrice dell’Italian Bookshop, storica e unica libreria italiana della capitale britannica, chiusa qualche mese fa per le conseguenze della Brexit, a cui si sono aggiunti i lockdown per il Covid e la crescente concorrenza di Amazon. Una libreria che è stata un polo di attrazione culturale per la vasta comunità di italiani residenti lungo le rive del Tamigi (oggi sono 350 mila, prima dell’uscita del Regno Unito dalla Ue erano anche di più), un luogo non solo per acquistare libri in italiano, ma anche per avvicinarsi allo studio della nostra lingua, per ascoltare presentazioni di scrittori, per incontrare connazionali. E per ricevere una parola di conforto, un consiglio, un bicchiere di vino da Ornella, impareggiabile libraia, figlia di una famiglia di librai bresciani.

All’evento erano presenti l’ambasciatore Inigo Lambertini, il console generale Domenico Bellantone, la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura Katia Pizzi e più di quattrocento invitati: amici di Ornella, rappresentanti della comunità italiana, fedeli clienti della libreria e naturalmente le sue “ragazze”, che hanno lavorato con lei in tutti questi anni, diventando come delle sorelle. “Quando abbiamo chiesto a Ornella che cosa potessimo fare per rendere in qualche modo onore al suo lungo lavoro di libraia italiana a Londra, ci ha risposto: organizzate una festa, e questo abbiamo fatto”, ha detto nel suo discorso l’ambasciatore Lambertini. “Quando le ho chiesto cosa avrebbe voluto come descrizione di sé nella biografia per presentarla in questa occasione, Ornella ha detto: una donna contro la Brexit, e questo dice molto di lei”, gli ha fatto eco la direttrice dell’Istituto di Cultura Pizzi.

Poi ha preso la parola Ornella, trattenendo a fatica le lacrime, per ringraziare tutti. Nonostante l’auspicio di molti, al momento sembra difficile che la libreria riapra come era prima, ma la libraia non se ne va: continuerà a organizzare eventi culturali, nell’ambito dell’Istituto di Cultura, e presentazioni di scrittori, alla Estorick Collection, il museo d’arte italiana di Londra, come ha già cominciato a fare. Nel museo c’è anche una piccola libreria, lo spazio è bellissimo, sarà un club ideale per la comunità italiana londinese. Da ultimo ha parlato lo scrittore Luca Bianchini, che ha reso Ornella protagonista di uno dei suoi romanzi, “Dimmi che credi al destino”, ed è venuto a Londra apposta per partecipare alla serata: con la consueta ironia ha ricordato battute e gaffes che hanno accompagnato la loro amicizia. Infine sono passati su uno schermo tanti personaggi, scrittori, giornalisti, ciascuno con un ricordo e un augurio per Ornella: da Gianni Morandi a Luciana Littizzetto, due delle centinaia di autori venuti nel corso del tempo all’Italian Bookshop, le cui presentazioni si concludevano sempre con un drink, una focaccia e una foto di gruppo.

Nessuno ha fatto più di Ornella, per così tanto tempo, per diffondere la cultura italiana a Londra. Sicuramente per il suo contributo meriterebbe onorificenze da parte del nostro Paese. Ma una festa in ambasciata è stata il modo migliore per cominciare e per ricordare a tutti gli italiani sotto il Big Ben che, se l’Italian Bookshop non c’è più, Ornella Tarantola è ancora qui a organizzare dibattiti e a parlare del suo grande amore: i libri.

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