La Barbie in mostra al Design Museum di Londra
di Daniela De RosaLONDRA - Compie 65 anni e non li dimostra, come si dice sempre in queste occasioni. Barbie, però, non li dimostra davvero. La bambola più famosa al mondo (ma ha ancora senso chiamare bambola un fenomeno di costume così travolgente?) nel corso degli anni ha saputo cambiare e adattarsi al mondo in cui abitano le bambine da tre a dieci anni che la usano per giocare e per identificarsi e le donne (e sono tante) che la collezionano. Il Design Museum di Londra le dedica una mostra che resterà aperta fino al 25 febbraio 2025. Barbie si trova perciò vicino a pezzi di design che hanno fatto storia, una posizione invidiabile ma del tutto meritata.
“Barbie è un fenomeno del design”, ha detto Tim Marlow, direttore del museo, davanti a una platea di giornalisti durante l’apertura per la stampa. Molte delle donne presenti erano vestite di rosa in onore al fucsia della bambola. Pochi oggetti hanno la sua capacità di reiventarsi. Nata come pin up dalla vita stretta, le immancabili scarpe con il tacco…
LONDRA - Compie 65 anni e non li dimostra, come si dice sempre in queste occasioni. Barbie, però, non li dimostra davvero. La bambola più famosa al mondo (ma ha ancora senso chiamare bambola un fenomeno di costume così travolgente?) nel corso degli anni ha saputo cambiare e adattarsi al mondo in cui abitano le bambine da tre a dieci anni che la usano per giocare e per identificarsi e le donne (e sono tante) che la collezionano. Il Design Museum di Londra le dedica una mostra che resterà aperta fino al 25 febbraio 2025. Barbie si trova perciò vicino a pezzi di design che hanno fatto storia, una posizione invidiabile ma del tutto meritata.
“Barbie è un fenomeno del design”, ha detto Tim Marlow, direttore del museo, davanti a una platea di giornalisti durante l’apertura per la stampa. Molte delle donne presenti erano vestite di rosa in onore al fucsia della bambola. Pochi oggetti hanno la sua capacità di reiventarsi. Nata come pin up dalla vita stretta, le immancabili scarpe con il tacco a spillo (che ora non porta più, preferendo delle più comode e contemporanee sneakers), Barbie ha cambiato colore di pelle, di capelli, ha cambiato forma fisica, arrivando ad avere fianchi larghi e diventando perfino un po’ sovrappeso. E’ diventata anche uno spiritoso film di orientamento femminista e di enorme successo globale,
È andata anche nello spazio nel 2022 insieme a Samantha Cristoforetti e la bambola con le sembianze dell’astronauta dell’Esa, prima donna in Europa a comandare una missione spaziale, ha galleggiato in assenza di gravità per oltre 170 giorni insieme all’astronauta che, durante l’impresa, si è prestata a rispondere alle domande di bambine provenienti da diverse parti del mondo, cercando di convincerle che le donne possono fare tutto, diventare astronaute o fisiche nucleari. La Barbie-Cristoforetti è presente in prima assoluta, non essendo mai stata resa pubblica dopo la sua missione spaziale.
Ma gli agganci tra Barbie e l’Italia non finiscono qui. Barbie è stata vestita da oltre 100 stilisti. E se il primo è stato Oscar de la Renta, in seguito Prada, Armani e Versace non si sono fatti pregare e hanno ideato abiti per lei. Per i 50 anni di Barbie, Vogue Italia le ha dedicato una copertina con una Barbie di pelle scura.Uno dei libri meglio realizzati sulla storia del costume e della Barbie – e le due cose vanno di pari passo – è scritto da Massimiliano Capella è in consultazione alla fine della mostra, nella quale le bambine e le donne (che sicuramente hanno giocato alla Barbie, visto che il 99% delle piccole del mondo tra i tre e i dieci anni lo ha fatto) potranno trovare non solo le Barbie d’antan, suddivise cronologicamente per poter vedere come si è evoluta la bambola nel corso degli anni, ma anche tutti quegli oggetti che del mondo Barbie fanno parte, come la casa, la macchina, gli accessori, le sedie, i letti.
Avendo alle spalle un colosso come Mattel, le evoluzioni di Barbie continueranno: e se ora è scesa dai tacchi e ha i capelli rosa o viola, chissà come sarà la bambola dei prossimi anni. “Stiamo pensando al 2026”, ha raccontato Kim Culmone, che lavora da 25 anni come designer al perfezionamento e all’evoluzione di Barbie. Che ormai rappresenta proprio tutti: c’è quella con le lentiggini e quella con la vitiligine, quella con la gamba prostatica e quella sulla sedia a rotelle, quella incinta e quella glam. Insomma, Barbie è tutto fuorché poco inclusiva.