Per molti studenti italiani, Londra rappresenta una delle mete più ambite per proseguire gli studi universitari. Tuttavia, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea ha modificato profondamente le condizioni per chi sogna di intraprendere questo percorso.
Prima della Brexit, studiare in UK per un cittadino dell'Unione Europea era semplice e relativamente economico. Bastava iscriversi, pagare le stesse tasse degli studenti britannici e prepararsi a un'esperienza formativa in uno dei sistemi educativi più rinomati al mondo.
Dopo la Brexit, però, molte cose sono cambiate. Oggi gli studenti italiani, ed europei in generale – a meno che non abbiano il settled status (ovvero, con alcune eccezioni, il pre-settled) - sono considerati "internazionali" al pari di quelli provenienti dai Paesi non europei; il che significa che devono affrontare procedure di iscrizione più complesse, la necessità di ottenere un visto e soprattutto costi decisamente più alti, anche il triplo di quelli riservati a…
Per molti studenti italiani, Londra rappresenta una delle mete più ambite per proseguire gli studi universitari. Tuttavia, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea ha modificato profondamente le condizioni per chi sogna di intraprendere questo percorso.
Prima della Brexit, studiare in UK per un cittadino dell'Unione Europea era semplice e relativamente economico. Bastava iscriversi, pagare le stesse tasse degli studenti britannici e prepararsi a un'esperienza formativa in uno dei sistemi educativi più rinomati al mondo.
Dopo la Brexit, però, molte cose sono cambiate. Oggi gli studenti italiani, ed europei in generale – a meno che non abbiano il settled status (ovvero, con alcune eccezioni, il pre-settled) - sono considerati "internazionali" al pari di quelli provenienti dai Paesi non europei; il che significa che devono affrontare procedure di iscrizione più complesse, la necessità di ottenere un visto e soprattutto costi decisamente più alti, anche il triplo di quelli riservati agli studenti britannici.
Peraltro, la situazione potrebbe presto cambiare anche per questi ultimi, e dunque anche per gli italiani stabilmente residenti in Inghilterra da prima della Brexit, visto che è di questi giorni la notizia che un gruppo di 141 università inglesi ha chiesto al governo di consentire un aumento delle fees anche per gli home students, le cui rette sono ferme dal 2017 a 9.250 sterline annue (poco più di 11.000 euro).
Come scegliere il percorso giusto
Il Regno Unito offre una varietà incredibile di corsi di laurea, spesso con combinazioni di discipline che potrebbero sorprendere chi, come noi italiani, è abituato ad un percorso accademico più convenzionale.
Uno strumento indispensabile per questa ricerca è UCAS (Universities and Colleges Admission Service https://www.ucas.com), il portale attraverso il quale si gestiscono tutte le domande di ammissione, e dove è possibile trovare tutte le informazioni sui corsi disponibili e sulle università del Regno Unito.
Tempistiche e procedure di ammissione
Per chi vuole iniziare nell’autunno 2025, il processo di iscrizione è già in corso. UCAS ha aperto le registrazioni per l'anno accademico 2025/26 a maggio 2024, e le domande si possono presentare fino alla scadenza ultima del 29 gennaio 2025. Nonostante possa sembrare lontano, è fondamentale muoversi in anticipo, soprattutto se si ambisce a università come Oxford o Cambridge, che richiedono colloqui e test specifici, con una deadline anticipata al 15 ottobre 2024.
La domanda di iscrizione si fa online e richiede documenti come il certificato di nascita, il passaporto e una lettera motivazionale (personal statement). Quest’ultima è particolarmente importante: è uno spazio per spiegare perché si è scelto quel corso e quali sono le proprie passioni. Un altro elemento importante è la lettera di referenze di un insegnante o del preside della propria scuola, che certifica le capacità accademiche del candidato. Per gli studenti internazionali c’è anche la necessità di provare la conoscenza dell'inglese, da dimostrare tramite test riconosciuti come IELTS o TOEFL. E naturalmente poi ci sono i voti: più le università sono ambite e prestigiose e più alti saranno i requisiti d’ingresso.
Il processo di selezione
La selezione avviene sulla base dei predicted grades cioè i voti che si prevede verranno conseguiti agli esami di maturità, oltre naturalmente al personal statement e alla lettera di referenze della scuola. Nella primavera del 2025 si riceveranno le offerte, quasi sempre conditional, cioè subordinate all’esito degli esami; qualora si ricevano diverse offerte bisognerà decidere quali accettare. Se poi il voto di maturità conferma o eccede i predicted grades, l’offerta diventa unconditional, cioè definitiva, e si avrà la certezza di avere un posto nel corso prescelto. In caso contrario, o se non si ottiene nessuna offerta, c’è un’ulteriore possibilità, chiamata Clearing – cui è possibile accedere ancora adesso per iscriversi ad un corso iniziato nell’autunno 2024. La sezione Clearing si trova sempre nel portale UCAS e raccoglie tutti i corsi per i quali non è stato raggiunto il quorum di iscrizioni e dunque sono ancora disponibili dei posti. Il vantaggio di accedere tramite Clearing, oltre ad offrire una possibilità in più a chi non ha ottenuto un’offerta nell’università preferita, è che i posti vengono generalmente assegnati sulla base di voti d’esame più bassi di quelli richiesti in prima battuta.
Visto e costi: cosa aspettarsi
Uno degli aspetti più significativi post-Brexit è la necessità, per gli studenti internazionali, di ottenere un visto. Il visto può essere richiesto fino a sei mesi prima del proprio arrivo nel Regno Unito e costa 490 sterline. Per richiedere un visto da studente bisognerà prima di tutto poter dimostrare di aver ottenuto un’offerta da un’università britannica che abbia lo status di sponsor, e che genererà un codice di accettazione agli studi. Questo codice dovrà quindi essere utilizzato quando si presenterà la domanda di visto; spesso è l’università stessa a guidare poi lo studente nella richiesta del visto, ma non sempre. Inoltre, si dovrà pagare una tassa obbligatoria per accedere al sistema sanitario nazionale, pari a 776 sterline all’anno. Gli studenti europei impegnati in un corso full-time che possiedono la tessera sanitaria (per gli italiani “TEAM”) potrebbero avere la possibilità di chiedere il rimborso di tale ultimo importo. Per saperne di più sulla procedura per richiedere un visto, o sul rimborso, si rimanda alle informazioni presenti sul sito del governo ed all’apposita sezione del sito di UCAS.
Lavorare in Regno Unito
Gli studenti internazionali impegnati in un corso full-time potrebbero anche avere la possibilità di lavorare in UK, ma sempre con contratti temporanei e per un massimo di 10 o 20 ore lavorative settimanali durante il “term-time” e full-time durante le vacanze. Le regole sono complesse e legate al corso di studi ed al visto rilasciato. Prima di intraprendere un’attività lavorativa, è dunque sempre opportuno verificare cosa è consentito fare con il proprio visto.
Rette universitarie più elevate
Il cambiamento più radicale riguarda le tasse universitarie. Prima della Brexit, anche gli studenti italiani non considerati home students pagavano 9.250 sterline all’anno, una cifra allineata a quella degli studenti britannici. Oggi, invece, le tariffe per gli studenti internazionali sono molto più alte e possono variare in modo significativo in base al corso di laurea e all’università scelta. Ad esempio, un corso in materie umanistiche potrebbe costare tra 20.000 e 30.000 sterline all'anno, mentre i corsi di ambito scientifico o tecnologico, come Chimica o Medicina, possono superare le 50.000 sterline annue (£53.700 per medicina ad Imperial College London).
Come sostenere i costi: borse di studio e altri aiuti
La Brexit ha avuto un impatto negativo anche sulle possibilità di accesso a borse di studio per gli studenti europei. Molti dei fondi pubblici disponibili prima del 2020 non sono più accessibili per chi viene dall’UE, ma esistono ancora delle borse di studio parziali offerte direttamente dalle singole università e rivolte a studenti con eccellenti risultati accademici. Anche il British Council https://www.britishcouncil.org e il UK Council for International Student Affairs (UKCISA) www.ukcisa.org.uk possono essere ottime fonti di informazioni per cercare opportunità di finanziamento e supporto più in generale.
Ai costi dei corsi bisogna poi naturalmente aggiungere il costo della vita, che varia molto a seconda della città in cui si decide di studiare. Per il primo anno, molte università offrono l’opzione di alloggiare in residenze studentesche (halls of residence), che sono generalmente la soluzione più economica, ma dal secondo anno in poi bisognerà cercare un appartamento in affitto.
Il valore di una laurea britannica: una porta aperta sul mondo
Nonostante le difficoltà legate ai costi e alla burocrazia, una laurea in una università inglese continua a essere altamente apprezzata nel mercato del lavoro internazionale. Con Oxford saldamente al primo posto, e Cambridge, UCL ed Imperial College tutte nella top 10 delle migliori università al mondo, l’esperienza di vivere in un ambiente internazionale e multiculturale come quello del Regno Unito rappresenta un sicuro arricchimento sia a livello personale che professionale.