Mese nuovo vecchio calo: anche a maggio le vendite di auto in Italia colano a picco: sono state immatricolate in Italia 136.129 nuove vetture, in calo del 7,98% rispetto alle 147.942 di un anno fa. E il bilancio dei primi 5 mesi del 2013 quindi è sempre più in rosso visto che le immatricolazioni si sono attestate a 608.579 unità, in flessione così dell'11,3% rispetto allo stesso periodo del 2012.
La crisi insomma non accenna a diminuire e non va dimenticato che il 2013 si sta confrontando con un anno, il 2012 appunto, già in forte calo.
TABELLE 1 - 2
In questo scenario Fiat Group Automobiles fa meglio del mercato: "Abbiamo immatricolato - spiegano a Torino- nel mese oltre 41 mila vetture per una quota al 30,2 per cento; nel progressivo annuo le registrazioni sono state 180 mila e la quota del 29,5 per cento in crescita rispetto all’anno scorso di 0,2 punti percentuali. Il marchio Fiat migliora la quota: 0,1 punti percentuali nel mese, 1,6 punti percentuali nell’anno. Sono quasi 3 mila le vetture vendute che non è stato possibile consegnare a causa della mancata fornitura di componenti. Cinque vetture del Gruppo (Panda, Punto, 500, Ypsilon e 500L) sono le più vendute del mese".
In realtà ancora non si capisce come si possa venir fuori da questa crisi. L'Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) ha appena chiesto un incontro al Neo-Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato per istituire in tempi rapidi la Consulta automotive, interlocutore esperto per l’emanazione di tutti i provvedimenti legislativi in materia di mobilità, che sosterrà le strategie fondamentali per mantenere e rilanciare la crescita del comparto. Ma la strada è ancora lunga anche se qualcosa di buono c'è: "Una nuova caduta per il mercato italiano, appena più contenuta di quella registrata ad aprile - ha commentato Gianmarco Giorda, Direttore di ANFIA. Un piccolo segnale di incoraggiamento, deriva, tuttavia, dalle rilevazioni degli ordini, che sia ad aprile, sia a maggio, hanno avuto segno positivo, pur non avendo ancora avuto effetto sull’andamento delle immatricolazioni. In Europa occidentale, com’è ben noto, il mercato dell’auto è saturo e tra i maggiori Paesi europei l’Italia è quello più in crisi, non solo in termini di immatricolazioni, ma anche di produzione (-7,8% nel primo trimestre 2013 rispetto a gennaio-marzo 2012)".
"Si può, tuttavia, individuare uno spazio di recupero rispetto al tracollo a cui ci ha condotto la recessione – ha aggiunto il Direttore - la vita media di un’auto è aumentata, negli ultimi anni, a causa del rinvio dell’acquisto di un’auto nuova per scelta o per necessità. Il calo delle percorrenze medie ha determinato, inoltre, anche un
allungamento della ‘vita tecnica’ del veicolo. Negli anni 2000, 2001, 2002 sono state immatricolate complessivamente oltre 7,1 milioni di auto, pari ad una media annuale di circa 2,37 milioni di vetture. Si tratta, ‘potenzialmente’, di mezzi con 10-13 anni di vita che potrebbero essere sostituiti nel breve termine".
Più pessimista il commento dei concessionari: "Alcuni per maggio avevano pronosticato un recupero, ma così purtroppo non è. E i primi cinque mesi del 2013 segnano un –11,3% rispetto al pari periodo dello scorso anno. E peggiorare i dati del 2012 sarebbe una tragedia per la filiera italiana dell’automotive che ha bisogno di provvedimenti immediati del Governo, sulla traccia di quelli appena varati per l’edilizia. Il nostro settore è come fosse stato colpito da un forte terremoto". Questo il pensiero di Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l’associazione che rappresenta i concessionari di auto.
La crisi insomma non accenna a diminuire e non va dimenticato che il 2013 si sta confrontando con un anno, il 2012 appunto, già in forte calo.
TABELLE 1 - 2
In questo scenario Fiat Group Automobiles fa meglio del mercato: "Abbiamo immatricolato - spiegano a Torino- nel mese oltre 41 mila vetture per una quota al 30,2 per cento; nel progressivo annuo le registrazioni sono state 180 mila e la quota del 29,5 per cento in crescita rispetto all’anno scorso di 0,2 punti percentuali. Il marchio Fiat migliora la quota: 0,1 punti percentuali nel mese, 1,6 punti percentuali nell’anno. Sono quasi 3 mila le vetture vendute che non è stato possibile consegnare a causa della mancata fornitura di componenti. Cinque vetture del Gruppo (Panda, Punto, 500, Ypsilon e 500L) sono le più vendute del mese".
In realtà ancora non si capisce come si possa venir fuori da questa crisi. L'Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) ha appena chiesto un incontro al Neo-Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato per istituire in tempi rapidi la Consulta automotive, interlocutore esperto per l’emanazione di tutti i provvedimenti legislativi in materia di mobilità, che sosterrà le strategie fondamentali per mantenere e rilanciare la crescita del comparto. Ma la strada è ancora lunga anche se qualcosa di buono c'è: "Una nuova caduta per il mercato italiano, appena più contenuta di quella registrata ad aprile - ha commentato Gianmarco Giorda, Direttore di ANFIA. Un piccolo segnale di incoraggiamento, deriva, tuttavia, dalle rilevazioni degli ordini, che sia ad aprile, sia a maggio, hanno avuto segno positivo, pur non avendo ancora avuto effetto sull’andamento delle immatricolazioni. In Europa occidentale, com’è ben noto, il mercato dell’auto è saturo e tra i maggiori Paesi europei l’Italia è quello più in crisi, non solo in termini di immatricolazioni, ma anche di produzione (-7,8% nel primo trimestre 2013 rispetto a gennaio-marzo 2012)".
"Si può, tuttavia, individuare uno spazio di recupero rispetto al tracollo a cui ci ha condotto la recessione – ha aggiunto il Direttore - la vita media di un’auto è aumentata, negli ultimi anni, a causa del rinvio dell’acquisto di un’auto nuova per scelta o per necessità. Il calo delle percorrenze medie ha determinato, inoltre, anche un
allungamento della ‘vita tecnica’ del veicolo. Negli anni 2000, 2001, 2002 sono state immatricolate complessivamente oltre 7,1 milioni di auto, pari ad una media annuale di circa 2,37 milioni di vetture. Si tratta, ‘potenzialmente’, di mezzi con 10-13 anni di vita che potrebbero essere sostituiti nel breve termine".
Più pessimista il commento dei concessionari: "Alcuni per maggio avevano pronosticato un recupero, ma così purtroppo non è. E i primi cinque mesi del 2013 segnano un –11,3% rispetto al pari periodo dello scorso anno. E peggiorare i dati del 2012 sarebbe una tragedia per la filiera italiana dell’automotive che ha bisogno di provvedimenti immediati del Governo, sulla traccia di quelli appena varati per l’edilizia. Il nostro settore è come fosse stato colpito da un forte terremoto". Questo il pensiero di Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l’associazione che rappresenta i concessionari di auto.