ROMA – Chissà cosa direbbe Colin Chapman vedendo uscire dalla fabbrica Lotus di Hethel solo delle automobili a batteria? Così succederà infatti tra qualche anno e alla domanda nessuno può ovviamente rispondere. Scontato è però che anche lo stesso ingegnere e pilota, fondatore della celebre Casa britannica, se oggi fosse stato ancora in vita avrebbe dovuto fare i conti con la rivoluzione cui sta andando incontro il mondo dell’auto.
Gli stessi conti che tutti i costruttori, compresi quelli che producono auto sportive, stanno facendo imboccando la via obbligata dell’elettrico e colorando di verde nell’anima persino auto a tutta grinta intoccabili per tradizione con gemelle o sostitute di queste a zero emissioni.
È già successo alla Ford, la prima a sdoganare il cambiamento con la variante Mach-e della Mustang, e alla Fiat che ha attaccato alla spina la 500 Abarth .
Adesso però, a quanto sembra, sono in arrivo una valanga di modelli della categoria che, soltanto per essere stati annunciati hanno fatto saltare dalla sedia i puristi della guida rumorosa e fumante.
Così, solo a citarne alcune, se General Motors sembra sia già all’opera per lanciare una versione elettrica della Chevrolet Corvette e della Camaro. Dodge con la serie Last Call ha mandato in pensione le sue iconiche muscle car spinte dal V8 benzina, ovvero la Charger e Challenger, per lasciare spazio alla futura SRT Charger SRT Daytona.
Mentre Bmw si prepara a dare un futuro a tutto elettroni al brand “M” avendo già previsto che dalla architettura Neue Klasse nascerà nel 2027 una super M3 a batterie destinata ad affiancare l’omonimo modello termico.
Prossime ad uscire dagli stabilimenti della Porsche sono invece le versioni elettriche della Cayman e della Boxster, sviluppate sulla stessa piattaforma di gruppo PPE su cui è stata nata la nuova Macan a corrente e che potrebbe essere impiegata sulla prossima Audi R8 a batteria al debutto entro i prossimi 3 anni.
Rimanendo ai marchi sotto l’ala di Wolfsburg, Volkswagen è intenzionata a proporre delle elettriche inedite sotto la storica effige GTI: tra le quali la versione sportiva dell’attesa ID.2, derivata dal concept ID.GTI.
Mentre tornando alla Lotus, la Emira è stata annunciata come l’ultima vettura termica del marchio. A questa seguiranno solo nuovi modelli con la spina che il costruttore, appartenete oggi alla cinese Geely, produrrà in parte utilizzando un pianale che avrebbe dovuto essere studiato in collaborazione con Renault per fare base pure all’erede in chiave elettrica della Alpine A110.