Motori

La prova

Renault, la scossa Scenic E-Tech. La rivoluzione elettrica della monovolume diventata crossover

Renault, la scossa Scenic E-Tech. La rivoluzione elettrica della monovolume diventata crossover

Sulle strade di Malaga con la “storica” familiare.

Il Ceo Cambolive: “Veicolo versatile ma sostenibile”

2 minuti di lettura

MALAGA – Con 625 chilometri di autonomia, la nuova Renault Scenic con batteria da 87 kWh e 220 cavalli, prova a dire addio all’ansia da ricarica: ecco una vettura che cambia la prospettiva di chi si avvicina all’elettrico. Nell’uso reale, pur togliendo dal 15% al 30% di autonomia in base al tipo di percorso e la temperatura, si scende comunque tra 530 e 440 chilometri reali, ovvero un grande passo avanti per l’auto a batteria.

E la nuova Scenic non arriva dalla Cina, ma è made in France, prodotta nello stabilimento di Douai a Nord di Parigi e disponibile in Italia tra maggio e giugno. In questa nuova generazione cambia tutto, ma non la vocazione: quella della voiture à vivre, un invito al viaggio con la famiglia. Non più un monovolume ma un comodo crossover compatto dalle dotazioni tecnologiche avanzate.

“Nel 1996, Scenic era un nuovo veicolo che sconvolgeva i codici e reinventava il concetto di auto familiare per i lunghi viaggi e la vita all’aria aperta”, spiega Fabrice Cambolive, Ceo di Renault. “La nuova Scenic E-Tech abbraccia la stessa filosofia: ritorna come veicolo versatile ma solo elettrico e sostenibile”.

Promesse mantenute? La nuova Scénic che impiega la piattaforma AmpR Medium (ex CMF-EV) vanta proporzioni ottimali per offrire una grande abitabilità grazie al passo lungo 2,58 metri. Le dimensioni sono quelle di un veicolo di segmento C: 4,47 metri di lunghezza (+70 mm), 1,86 di larghezza e 1,57 di un’altezza.

“Il design della Scénic E-Tech è al servizio dell’efficienza, dell’accessibilità e dell’integrazione sostenibile nell’ambiente ed è espressione del nostro nuovo linguaggio stilistico”, spiega Gilles Vidal, capo del design Renault.

Saliti a bordo si percepisce un abitacolo pensato come uno spazio abitativo ampio e luminoso, con elementi disegnati come pezzi d’arredamento, impiego di materiali di pregio e tante funzionalità per godersi il viaggio. Tra le novità il tetto panoramico Solarbay (un optional a 1.500 euro) che si oscura a segmenti e sfrutta la tecnologia basata sullo spostamento delle molecole provocato da un campo elettrico. La plancia è condivisa con la Megane E-Tech, così come l’eccellente sistema multimediale che prevede un doppio display a forma di L rovesciata e il cruscotto digitale in posizione orizzontale.

Lo schermo centrale, verticale, è diviso in due parti, una parte dedicata all’infotainment e alle mappe del navigatore, l’altra alla climatizzazione. Il tutto molto intuitivo e facile da usare. Comune alla Megane anche l’infotelematica R-Link, sviluppata con Google, che tra l’altro consente di poter programmare un viaggio tenendo conto delle soste e dei tempi di ricarica. L’abitabilità posteriore è da business class con un’altra chicca: il bracciolo “ingenius”, introdotto con Rafale, utilizzabile per ricarica e supporto di tablet e telefoni. Anche il bagagliaio è a prova di lunghi viaggi: da 545 a 1.670 litri.

Nel lungo test che abbiamo svolto sulle strade attorno a Malaga, con le versioni top di gamma Esprit Alpine (da 49.050 euro) e Iconic (da 50.450) con batteria long range da 87 kWh, abbiamo apprezzato la posizione di guida e il volante generoso che trasmette solidità. Ottimo il comfort di guida e la visibilità complessiva, unico neo quella posteriore, ma c’è lo specchietto retrovisore centrale che mostra l’immagine ripresa dalla telecamera. Una sorpresa la maneggevolezza e l’agilità della vettura sia in curva sia in manovra nonostante il passo generoso, merito sia del telaio ma anche dell’assetto e dello sterzo molto diretto.

La nuova Scenic è offerta in quattro allestimenti: Evolution con batteria standard da 60 kWh a 40.050 euro, Techno con le due batterie da 60 e 87 kWh e prezzi da 41.550 e 47.250 euro, che dovrebbero coprire il 65% dei volumi e infine le top Esprit Alpine e Iconic.

I commenti dei lettori