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La polemica

Auto elettrica, fine di un amore?

Auto elettrica, fine di un amore?

Sul futuro sempre più incerto della mobilità a batteria interviene il regista Marco Tullio Giordana

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ROMA – Nulla mi è più caro dell’Automobilismo, amore nato prima ancora del Cinema e del Teatro, passione addirittura infantile, dato che ho imparato a guidare all’età di nove anni, nell’autunno del 1959. D’accordo, era un trattore e non una sfavillante berlinetta come avrei voluto, ma è un fatto che ho cominciato con un possente NUFFIELD 45, allora assai diffuso nelle campagne cremasche.

Sono dunque cresciuto assistendo all’evoluzione dell’auto che spesso fa rima con quella del cinematografo e delle sue costanti rivoluzioni; in mezzo secolo sono avvenuti tanti di quei cambiamenti che nulla, sia nell’industria cinematografica che televisiva, assomiglia a quello che c’era prima.

Nel fondo di qualche giorno fa, Valerio Berruti ci ha invitato a riflettere sulla nuova dizione di mobilità “consapevole” che da qualche tempo in qua, senza dar troppo nell’occhio, il marketing di tante industrie automobilistiche sta sostituendo al precedente, anche ampiamente abusato, aggettivo “sostenibile” che sin qui l’aveva fatta da padrone. Consapevole è effettivamente un piccolo passo indietro, forse perché la sostenibilità del mercato automobilistico non è così scontata come sembrava all’inizio.

Infatti, la sostituzione dell’automobilismo “fossile” con quello proveniente da fonti rinnovabili si avrà quando saremo riusciti a imprigionare l’energia solare senza troppo spendere in batterie (e relativo inquinamento per produrle e per smaltirle). Ho la sensazione che il generale innamoramento per l’auto elettrica si stia affievolendo anche perché mancano all’appello tutte le infrastrutture (colonnine, ricarica casalinga etc.) necessarie ad alimentarlo.

Forse l’industria occidentale sta pensando a una nuova divisione mondiale del lavoro, lasciando la produzione di auto a quei paesi ricchi delle materie prime necessarie, indipendenti dalle forniture altrui e agli alti e bassi dei loro prezzi. Posso dire che spero ardentemente di sbagliarmi?

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