ROMA – Elettriche? Sì ma senza spina. L’idea di rendere indipendente dalla ricarica esterna delle vetture con una propulsione quasi o totalmente a batterie ha radici lontane.
Lasciando da parte quei costruttori che hanno proposto modelli della categoria con piccoli range extender endotermici in grado di garantire solo pochi chilometri di strada senza dover fare un pieno di elettroni da qualche parte, i primi a provarci, vantando apprezzabili risultati, sono stati quelli della Chevrolet e della Opel con le gemelle di pianale Volt e Ampera.
A dare una importante svolta a questo tipo di tecnologia in tempi più recenti è stata però la Nissan. La casa giapponese ha presentato nel 2016 il sistema e-Power, disponibile in Italia da giugno 2022 sui Suv Qashqai e X-Trail.
Di cosa si tratta esattamente? Spiegarlo è abbastanza semplice. A bordo delle vetture e-Power sono presenti delle unità elettriche: nel caso di Qashqai un powertrain 140 kW (190 Cv), mentre sul X-Trail è impiegato un motore da 150 kW (204 Cv), abbinato a una seconda unità da 100 kW (136 Cv) sulla versione a trazione integrale e-4Orce.
Queste sono le sole e le uniche a muovere le ruote in ogni condizione di marcia e vengono alimentate dall’energia generata da motore turbo benzina a 3 cilindri da 1.5 litri e 158 Cv, direttamente inviata alla propulsione o stoccata in un’apposita batteria in base alle esigenze di funzionamento.
I vantaggi di tale architettura sono molteplici. A cominciare dal fatto che l’e-Power garantisce una guida elettrica pura, scattante e lineare, grazie alla coppia immediata, con un impatto positivo anche sulla silenziosità di marcia e il comfort a bordo.
Il motore termico impiegato come generatore vanta poi dei rendimenti molto elevati e delle emissioni di CO2 estremamente ridotte. Nei contesti urbani, dove sono frequenti ripartenze e frenate che facilitano la rigenerazione dell’energia, l’unità di controllo tende a mantenerlo spento il più possibile, limitandone di circa il 65% le accensioni rispetto a un ibrido tradizionale. E il tutto consente a Qashqai e X-Trail di percorrere rispettivamente con un pieno di benzina (55 litri) rispettivamente oltre 1.000 e 900 km.
«L’e-Power rappresenta la soluzione ideale per chi apprezza al volante le qualità di una propulsione elettrica, ma non si sente ancora pronto a passare a una vettura a batteria»: ha spiegato David Moss, responsabile ricerca, sviluppo e ingegneria Nissan AMIEO, ribadendo come dal lancio l’esclusiva tecnologia abbia già convinto oltre 140.000 clienti in Europa, dei quali più di 16.000 in Italia.
Un sistema per alcuni aspetti simile all’e- Power della Nissan lo adotta oggi anche la Honda sulla sua intera gamma di vetture. Si chiama e:HEV ed è un’evoluzione in chiave ancora più ecologica della tecnologia full hybrid che tutti conosciamo.
Prevede, infatti, un motore elettrico collegato alle ruote, alimentato da una batteria che riceve energia prodotta da un generatore mosso da un propulsore termico: quest’ultimo chiamato ad intervenire direttamente nella trazione della vettura solo ed esclusivamente nella marcia a velocità elevate.
Il risultato, anche qui, sono delle prestazioni oltre la norma, caratterizzate da una rapidissima prontezza quando si preme il pedale dell’acceleratore, associate a una marcata riduzione di consumi ed emissioni.
Prendendo ad esempio il Suv CR-V del marchio nipponico nella versione e:HEV entry level a due ruote motrici, dotata di un’unità elettrica da 135 kW (184 Cv) e un di un 2.0 benzina da 148 Cv, può scattare da 0 a 100 in 9 secondi per poi raggiungere i 194 km/h di velocità. Il tutto richiedendo 4,8 litri di benzina per fare 100 km e lasciandosi dietro 111 g/km di CO2.
Tornando, invece, a parlare di auto spinte da una trazione 100% elettrica, anche Mazda ha ideato recentemente una soluzione per non dipendere da fonti esterne nella ricarica.
Lo ha fatto sul crossover MX-30 che nella variante R-EV, dotata comunque a differenza di modelli e-Power della Nissan e di quelli e:HEV della Honda di una presa per collegarla a una colonnina o una wall-box, sfrutta come generatore integrato un propulsore Wankel. In pratica una derivazione in chiave compatta del motore rotativo a benzina montato in passato su celebri sportive che hanno fatto la storia del marchio come la RX-8.
Stando a quanto dicono i progettisti di Hiroshima il Wankel garantisce una resa ben superiore ai tradizionali range extender. Quando la batteria è scarica lavora in asse con il motore elettrico da 125 kW (170 Cv) della vettura e permette alla giapponese con un pieno di carburante (50 litri) un’autonomia di 680 km, oltre delle emissioni limitate fino a 21 g/km di CO2.
Unico neo è forse la rumorosità del sistema che, soprattutto nei momenti in cui si richiede alla MX-30 la massima potenza, può risultare un po’ eccessiva.
Guidare un’elettrica senza avere l’ansia da autonomia può però decisamente far passare sopra a un piccolo difetto se proprio si vuole essere pignoli.