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Auto Sapiens, una rivoluzione in movimento

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ROMA – L’ auto come l’abbiamo conosciuta fino a qualche tempo fa non esiste più. Ma la rivoluzione, contrariamente a quello che ci si aspettava, non riguarda tanto le motorizzazioni e la transizione verso l’elettrico, che anzi, nonostante la continua uscita di modelli sempre più nuovi e interessanti, sta rallentando perché per ora le vetture elettriche non si vendono. La rivoluzione riguarda la natura stessa dell’auto, che non è più solo un mezzo di trasporto, ma che, dopo l’avvento e la crescita esponenziale dell’Intelligenza artificiale, è in grado di “pensare” autonomamente. Un’Auto Sapiens che non è più un prodotto meccanico, ma è un prodotto tecnologico a tutto campo, in grado di imparare anche da solo e che già adesso monta a bordo i servizi di ChatGPT, è in grado di sorpassare o parcheggiare senza intervento del guidatore, ha fari, radar e lidar che presto, d’intesa con il computer centrale, le consentiranno anche di guidare in maniera totalmente autonoma. Inoltre ha gomme con sensori che ne controllano usura e chilometraggio. E in qualche caso è in grado anche di prevedere le mosse del pilota, scegliendo a quale ruota dare maggiore trazione.

Questa rivoluzione è dovuta a un completo cambio di paradigma che prevede l’avvento dei veicoli definiti dal software (Sdv), che, come gli smartphone o i computer, hanno le componenti elettroniche gestite da un unico sistema operativo aggiornabile di continuo. È una rivoluzione in movimento perché la via è stata imboccata, ma c’è ancora molta strada da fare. L’itinerario però è tracciato. E questo porterà anche ad un sostanziale cambiamento nella composizione della torta dei ricavi delle case automobilistiche e dell’intero sistema Automotive. Ci sarà un ribaltamento di forze, le aziende (e i Paesi) produttori di chip e di software avranno il pallino in mano. E chi saprà muoversi meglio potrà vincere la sfida dei veicoli definiti dal software: una partita che, per i principali centri di ricerca, arriverà in un decennio a valere circa 1,5 trilioni di dollari, cioè 1.500 miliardi.

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