ROMA - L'Automobile Sapiens piace agli italiani e sarà la regina del mercato dato che più della metà dei potenziali utilizzatori si sente già pronto a mettersi al volante di un'auto guidata dall'Intelligenza artificiale, ritenuta una tecnologia rivoluzionaria e sentita come familiare e facile da usare, anche se emergono dei dubbi sui possibili costi imprevisti e sulla delega completa per ogni decisione. E’ quanto emerge dalla ricerca “Dall'Automobile Sapiens, all'Automobilista Sapiens - Reazioni, aspettative e timori nei confronti dell'auto della nuova specie ed analisi della sua diffusione sul mercato” realizzata dall’ Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School, che sottolinea come i Software defined vehicle (Sdv), cioè i veicoli definiti da software, sul mercato siano già 11 e che, in uno scenario espansivo, ne arriveranno almeno altri 18 nei prossimi due anni.
La base per la ricerca è il concept Automobile Sapiens, modello teorico elaborato dall'Osservatorio Auto e Mobilità che rappresenta un’idea innovativa di veicolo dotato di tecnologie avanzate di IA, capaci di prendere decisioni autonome per migliorare la sicurezza e ottimizzare l’esperienza di guida.
Il campione
Per la ricerca è stato utilizzato un questionario con un campione di automobilisti adulti di età compresa tra i 18 e i 60 anni. Oltre il 57% dei partecipanti è laureato, il 91,5% possiede o utilizza regolarmente un veicolo e il 32,4% ha familiarità con sistemi di guida assistita.
Prima della compilazione del questionario, ai partecipanti è stato mostrato un video, realizzato dal gruppo di ricerca con l’ausilio dell’IA, con il compito di introdurre il concept di Automobile Sapiens: un veicolo ipotetico progettato per integrare tecnologie avanzate di IA, capaci di prendere decisioni autonome e migliorare sicurezza ed esperienza di guida.
I risultati
I risultati hanno evidenziato che più della metà dei potenziali utilizzatori si vede già pronta ad entrare nell'era dell'Automobile Sapiens, con l'intenzione di utilizzo manifestata dal 55,2% degli intervistati.
Il 67,9% ha espresso un livello di familiarità medio-alto e otto su dieci (75,8%) hanno definito la tecnologia come altamente innovativa. La sicurezza, invece, viene percepita con il 53,5% di fiducia nella capacità di prevenire incidenti e il 62,3% di tranquillità sul fatto che l'Automobile Sapiens sia progettata per evitare sinistri.
Le resistenze sono legate al possibile alto costo di manutenzione e aggiornamento in caso di problemi tecnici o vulnerabilità informatiche, con l’83,2% degli intervistati che ha manifestato preoccupazioni, mentre in merito alla delega totale dal punto di vista decisionale, solo il 28% si è detto favorevole.
In uno scenario altamente espansivo per l'IA, si contano poi 11 piattaforme già lanciate sul mercato europeo, progettate per essere alla base di modelli appartenenti alla famiglia degli Sdv (Software defined vehicle - Veicoli definiti da software). Nei prossimi due anni se ne aggiungeranno almeno altre 18, numero destinato a crescere secondo gli esperti man mano che arriveranno ulteriori rivelazioni da parte dei brand auto, visto che ben 12 di quelle già note arriveranno su strada entro il 2025.
Le chatbox
Le chatbot, cioè i software in grado di interagire in forma scritta e parlata con l'utente, sono l’espressione attualmente più riuscita, semplice e diffusa dell’IA all’interno di tutti i processi dell’industria automotive. Sono stati analizzati 38 marchi auto e tutti propongono un assistente vocale proprietario a bordo e permettono di utilizzare in vettura Google Assistant e Siri. Ben 13 consentono poi ad Alexa di accedere e comandare funzioni di bordo all’interno della stessa vettura, 6 marchi utilizzano (o possono utilizzare) Alexa built-in (incorporato e delegato dal sistema), 5 Google Assistant built-in, mentre sono 4 le case che associano agli assistenti vocali un avatar e 14 quelle che già incorporano ChatGpt.
Il giro d’affari
Il business che ruota intorno all’IA nello sviluppo dei sistemi di sicurezza a bordo dell’Automobile Sapiens per i sistemi In-Cabin Sensing è stimato in netta crescita, passando dagli attuali 2,5 miliardi di dollari a 6-8 miliardi entro il 2030.