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Toyota raddoppia nell’elettrico e lancia la Urban Cruiser a batteria. Anche integrale

Toyota raddoppia nell’elettrico e lancia la Urban Cruiser a batteria. Anche integrale
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BRUXELLES - Con il nuovo Urban Cruiser, Toyota si lancia nella mischia elettrica europea dei Suv più compatti. Un’area di mercato presidiata con successo nel full hybrid con la Yaris Cross, ma più complicata da scalare nell’elettrico. Oltre alle difficoltà comuni nella vendita dei veicoli a zero emissioni, il marchio giapponese dovrà battersela con un’ampia concorrenza nel segmento più in crescita d’Europa, in molti casi arrivata prima.

Urban Cruiser è soltanto il secondo modello a zero emissioni di Toyota (dopo il più grande bZ4X). Il modello è costruito in India sullo stesso pianale della Suzuki e Vitara con cui sono condivisi oneri di sviluppo e molte componenti.

Il Suv giapponese ha misure urbane con i suoi 4,28 metri di lunghezza e un passo di 2,7 metri, 14 centimetri in più rispetto alla Yaris Cross, a vantaggio della abitabilità interna. Non sono ancora stati resi noti prezzi, autonomia e capacità del bagagliaio perché le prime consegne sono attese per l’estate in alcuni paesi, mentre in Italia arriverà all’inizio del 2026.

“La categoria dei B-Suv vale da noi circa il 24% - ci dice l’amministratore delegato di Toyota Italia Alberto Santilli – e Urban Cruiser ci permette di avere una proposta completa a fianco della Yaris Cross ibrida”. Sul mercato sarà in vendita con due capacità di batteria, da 49 e da 61 kWh. Il modello a trazione anteriore può contare su un motore con due potenze, da 106 kW (144 CV) e da 128 kW (174 CV), la versione con trazione integrale su una potenza da 135 kW (184 CV), con un secondo motore sull’asse posteriore da 48 kW (65 CV).

Ma che mercato elettrico sarà in Europa in questo 2025? “Difficile fare previsioni – ci dice Andrea Carlucci, vice president sviluppo prodotto di Toyota Europe – si apre un nuovo capitolo interessante, considerando anche la questione delle multe per chi sforerà i nuovi limiti di CO2 oggi in vigore”. Se l’obiettivo generale per i costruttori è di vendere il 20% di elettrico per rientrare nei limiti, Toyota rischia meno di altri potendo contare sull’ibrido di cui ha la leadership. Che tuttavia non basta, tant’è che il costruttore giapponese ha deciso – come altri - di comprare crediti virtuosi da Tesla per recuperare il gap.

Contemporaneamente, Toyota conferma di voler spingere sui veicoli a zero emissioni – Carlucci ha confermato il lancio di 6 modelli entro due anni. “Il nostro obiettivo in Europa non è ovviamente del 20% di elettriche – continua il manager - abbiamo una nostra quota da

vendere che non posso dire. Ma è certo che non lo faremo a discapito dell’ibrido, perché significherebbe andare contro il consumatore”. Diversi rivali stanno sterzando verso piccole auto a zero emissioni, Toyota cosa farà? “Ci si arriverà ma solo quando ci sarà piena accessibilità in termini di costi. E credo che ciò avverrà per tutti più tardi di quanto si creda”.

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