ROMA - La guerra commerciale sui dazi innescata dal neo presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump, non risparmia nemmeno le moto. Un coinvolgimento stigmatizzato nettamente da Confindustria Ancma (Associazione nazionale ciclo motociclo accessori), che in una nota ha espresso “forte preoccupazione” per la risposta europea ai dazi americani. Mariano Roman, presidente dell’associazione, ha sottolineato che “per quanto doverosa, la reazione della Commissione rischia di aprire una dannosissima escalation per il nostro settore. L’Italia con oltre 420mila veicoli, è il primo produttore in Europa e vanta un significativo surplus commerciale nei confronti degli Stati Uniti: importiamo, infatti, veicoli per 1,2 milioni di euro e ne esportiamo per oltre 238 milioni. Questi numeri dimostrano chiaramente che i dazi puniranno prettamente l’industria Made in Italy delle due ruote, settore trainante nel Paese con quasi 10 miliardi di fatturato e oltre 36mila addetti diretti”.
A sostegno delle parole del presidente Roman, Confindustria Ancma ha inviato una lettera alla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea a Bruxelles, mentre Roman ha ribadito la posizione del comparto durante la seduta del tavolo Automotive alla presenza del ministro del Made in Italy Adolfo Urso. Insomma, se dovesse passare la linea dura sostenuta dal presidente americano si aprirebbe una fase decisamente critica per il comparto motociclistico italiano già provato dalle vendite altalenanti del mercato interno.