CRETA – Terra d’origine della civiltà minoica e frastagliato ecosistema di lagune marine dai colori polinesiani contrapposte alle Lefka Ori (le montagne bianche), Creta è un giardino dell’eden Mediterraneo in cui ogni spostamento stradale è allietato da echi storici tra fertili paesaggi di ulivi, abeti, oleandri, ginepri, cipressi e fiammeggianti bouganvillae fucsia.
1. On the road
Pur essendo estremamente turistica ed ammaestrata in alcune località, la maggior parte di Creta è ancora autentica e selvaggia. Per scoprirla al meglio considerando le grandi dimensioni e distanze tra le attrattive, è indispensabile munirsi di una vettura. Il consiglio è di noleggiare la macchina da operatori internazionali quali Avis che oltre a garantire modelli in ottime condizioni come la Toyota Yaris Hev utilizzata per questo viaggio, utilizzano un ameno taxi londinese per traghettare i clienti dall’aeroporto al parco auto adibito a ritiro e riconsegna dei mezzi.
2. Un grande viaggio
Passando ai tanti possibili itinerari, uno dei tragitti più evocativi per conoscere la plurimillenaria storia dell’isola, rilassarsi nelle sue mitiche spiagge e scoprire la vita lenta e longeva dei suoi abitanti nei sonnacchiosi borghi in pietra celati da boschi e alture, si snoda lungo la Greek National Road. Anche nota come EO90, la spettacolare strada a scorrimento semi veloce solca Creta da oriente a occidente. L’arteria centrale è come il tronco di un pitosforo da cui partono migliaia di diramazioni verso campagna, montagne, mare e patrimoni archeologici capitanati dal monumentale Palazzo di Cnosso.
3. Lo splendore dell’epoca minoica
Ubicato alle porte del capoluogo, il primo edificio del complesso del Palazzo di Cnosso risale al 1900 a.C. e qui, secondo la mitologia, l’abile architetto ateniese Dedalo fu incaricato da Re Minosse (figlio di Zeus ed Europa) di costruire il labirinto dove rinchiudere e nascondere il Minotauro, conturbante figura nata dall’unione tra sua moglie Pasifae ed un toro. A poca distanza dal più eclatante sito archeologico dell’isola, sorge inoltre l’antica città di Festo costellata di reperti dell’epoca minoica, geometrica ed ellenistica. La destinazione è inoltre associata al ritrovamento da parte di una spedizione italiana, dell’enigmatico Disco di Festo oggi esposto al museo di Chania.
4. Le Montagne Bianche: gole, altipiani e vita slow
Con l’animo arricchito dalla prodigiosa architettura ed archeologia riconducibile all’età del bronzo, l’esplorazione di Creta può proseguire guidando in direzione Rethymno. Nei pressi della città costiera edificata al centro del versante settentrionale, la EO90 lambisce chiese bizantine, chilometriche spiagge e luoghi di culto come il monastero di Arkadi. Lasciata la via maestra, l’ascesa di curve e tornanti verso le montagne bianche sancisce un netto cambio di scenario e temperatura. Raggiunti i 1.800 metri di quota, la strada immersa in una vegetazione di abeti, larici e olmi inizia a serpeggiare tra brulli altipiani rocciosi, squarciati da profonde gole. La più celebre ed imponente è quella di Samaria; custode delle preziose risorse idriche dell’isola che può essere approcciata dall’alto oppure da Chora Sfakia. Il grazioso paesino portuale da cui partono anche i battelli per Gavdos, l’isola più a sud del Mediterraneo bagnata dal Mar Libico.
5. Le taverne greche, come una volta
Da qui ha inizio un altro meraviglioso percorso sull’asfalto della Vruson-Chora Sfakion. Come molte altre strade dell’entroterra cretese, la statale ha un manto di buona qualità ed ai margini, tante soste d’interesse culturale, geologico e gastronomico. Sempre distante dalla costa, la buona cucina locale è uno dei grandi piaceri della vacanza a Creta e tra le tappe più apprezzabili, c’è la Taverna Kouvaros di Frès. Il ristorante attivo dal XIX secolo, sorge nel centro di un borgo in pietra fortemente radicato nella memoria collettiva isolana. L’indirizzo si distingue per i suoi piatti squisitamente casalinghi e tradizionali, preparati con salubri materie prime (formaggi freschi, ortaggi, capre), del territorio circostante. L’arcaica atmosfera del luogo unita al costo di 10 euro a persona per mangiare tanto e bene, renderanno la sosta indimenticabile.
6. La Venezia d’Oriente
Tornati sulla National Road in direzione Kissamos, il mare scorre dal finestrino destro e l’approssimarsi di Chania è annunciato dal profilo di enormi penisole, istmi e baie. La seconda città più grande di Creta è un piccolo gioiello architettonico plasmato da confluenze culturali, faide marittime e prosperoso commercio. Il porto di La Canea è veneziano come l’arsenale. La moschea dei giannizzeri evoca invece il periodo arabo, mentre la vivacità di vicoli, botteghe e ristoranti è tipicamente greca.
7. Lagune e tramonti
E tipicamente greca, è la lucentezza, freschezza e trasparenza del mare sul versante rivolto alla quotidiana sparizione del sole nell’Egeo. A nord-ovest, accanto all’isola di Gramvousa, scintilla la stupefacente Balos. L’off-road per raggiungere il sentiero escursionistico che conduce alla laguna, è una piccola avventura a filo d’acqua. Non sono da meno i tratti scavati nella roccia della Tavronitis – Paleochora fiancheggiata da bancarelle ombrate dai centenari ulivi, in cui acquistare miele, raki e propoli. Quest’ultima strada conduce al bivio per la laguna di Elafonissi, paradiso perduto tramutato in bolgia sovrumana dal turismo di massa. Ben più godibile è infatti Falassarna, un’oasi di sabbia bianca, acque turchesi e magica energia. L’arenile è protetto dai venti del nord da enormi falesie ed in alcuni momenti del giorno, sembra quasi di essere in una spiaggia del Pacifico. A Creta tuttavia la storia è sempre dietro l’angolo e basta dirigersi nell’estremità settentrionale per esplorare le rovine dell’Antica Falassarna, città portuale di circa 2.000 anni fa con resti di mura, templi e abitati.
8. Yaris Hev, i dati di bordo
Ci sono sicuramente macchine più divertenti e potenti con cui affrontare le belle strade di Creta ma pur essendo un’efficientissima utilitaria, la Toyota Yaris Hev che abbina un 1.5 litri a benzina a un motore elettrico, ha affrontato senza particolari criticità sterrati, strade a scorrimento rapido e percorsi misti. Al termine dei 500 km percorsi ad una velocità media di 56 km/h, il consumo medio è stato di 4 l/100km. L’esemplare guidato durante il viaggio aveva numerosi Adas ed il sistema d’infotainment con compatibilità Apple Car Play.