ROMA - Santo Ficili, è passato il primo anno della sua avventura in Maserati come direttore operativo, oltre che ceo di Alfa Romeo. Quali risultati ha raggiunto?
«Sono arrivato a metà ottobre 2024. Ho sentito una grande emozione e responsabilità: guidare marchi iconici come Alfa Romeo, che ha 115 anni, e Maserati, che ne ha 111, è un onore. Rappresentano l’automotive italiano: sportività, artigianalità e un’eredità che il mondo ci invidia. Un anno fa siamo partiti dall’aspetto più importante: le persone».
Come?
«Abbiamo ricostruito una squadra forte a Modena, innestando esperienze utili anche da Torino. Un ibrido virtuoso tra passione, progettualità e metodo, una squadra appassionata, competente e determinata. Le battaglie si vincono con le persone che sanno fare prodotti e numeri».
Sia l’auto sia il lusso sono in crisi. Come vi state muovendo?
«Il lusso è un segmento che si sta restringendo, le crisi geopolitiche ed economiche pesano sulla domanda. Quello di Maserati però è un valore su cui lavorare. E lo stiamo facendo, sull’intera nostra gamma, che esiste ed è solida, composta dalla MCPura, MCPura Cielo, dalla GT2 stradale, dalla Grecale, e infine da GranTurismo e GranCabrio. Non siamo intervenuti, come fanno in molti, solo sul fronte prezzi».
L’alternativa qual è?
«Ampliare le versioni, la palette dei colori, le personalizzazioni e dare sempre maggiore disponibilità ai clienti. Rendere viva la gamma con novità mirate, serie e allestimenti che rispettano l’identità Maserati. Si è innestata la correzione rispetto al percorso solo elettrico con un ritorno al multienergia, sostenibile, emozionante e orientato alle scelte dei clienti. Oggi l’offerta è completa, dalle Bev, con la linea Folgore autenticamente Maserati, e siamo gli unici a poterla vantare nel settore del lusso, fino all’ibrido».
Maserati non è in vendita, per un anno si sono rincorsi solo rumors?
«L’ultimo anno è stato un susseguirsi di progetti, lanci e scelte industriali concrete. Siamo qui e investiamo sul Tridente, la volontà di proseguire, con i fatti, è chiara. Anche la partnership con le Olimpiadi di Milano-Cortina è per sottolineare il legame a un evento italiano. Maserati pensa, disegna e produce in Italia».
Il ritorno a Modena di due modelli, la GranTurismo e GranCabrio, che significato ha?
«In parallelo con l’avvio della produzione della 500 a Mirafiori, dove ci si attende una crescita importante dei volumi, si è deciso di riportare a casa, nel loro luogo di nascita, la GranTurismo e la GranCabrio, nel cuore della Motor Valley, dove ci sono competenze uniche e maestranze adatte a processi quasi sartoriali».
Modena come ha reagito?
«Bene, è stata una festa. Abbiamo coinvolto le istituzioni, dal sindaco al presidente della Regione, e in onore di Modena si sono realizzate due colorazioni ad hoc. Nel 2026 le attività continueranno con le celebrazioni per i cento anni del nostro simbolo, il Tridente».
A novembre avete lanciato Bottega Fuoriserie. Un nuovo progetto che unisce le eccellenze di Alfa Romeo e Maserati. Parlando nello specifico di personalizzazioni Maserati Fuoriserie, quali risultati avete raggiunto?
«È un pilastro importante. La struttura è operativa: un ambiente pensato per lavorazioni sartoriali, di qualità, grazie anche alla realizzazione di una nuova verniciatura di altissimo livello dedicata. Possiamo creare configurazioni speciali pazzesche dei nostri modelli, coinvolgendo da subito i clienti nella scelta dei colori e dei materiali. Pilastro da cui ci attendiamo un ritorno importante anche in termini economici. Siamo partiti molto bene: c’è già una lista d’attesa che con il lavoro dei concessionari crescerà ancora».
Sul fronte Heritage è nato invece il progetto Officine Classiche: fin dove volete arrivare?
«Ovunque nel mondo dove ci sia un possessore di Maserati d’epoca. Vogliamo fornire certificazioni ufficiali, ricambi, riparazioni e restauro. Stiamo costruendo una rete selezionata di officine partner internazionali che diventino riferimento per i nostri clienti. Ci sono Maserati storiche che toccano valori altissimi, come il modello battuto a 5,5 milioni di dollari negli Usa. Se un cliente è a Miami con una 3500 GT, deve sapere a chi rivolgersi per il suo gioiello. L’Heritage è importante, lo dobbiamo curare, lo facciamo con il nostro museo in collaborazione con Panini, che fa parte della nostra famiglia, a Modena e con le Officine Classiche».
Il piano di sviluppo è pronto, ma sarà svelato solo nel 2026 al Capital Market Day di Stellantis. Ci sarà un riposizionamento di Maserati?
«No, Maserati è e rimarrà l’unico marchio di lusso di Stellantis. Il nostro Dna è rappresentato dalla GranTurismo, una filosofia di vita ancor prima che un’auto. Abbiamo previsto investimenti per una ridefinizione del passaggio dal “solo elettrico” a una strategia più articolata su motori, piattaforme e architetture digitali».