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Nuovo segnale stradale a forma di rombo: cosa significa

Nuovo segnale stradale a forma di rombo: cosa significa

Il simbolo appare sempre più spesso in Francia e Spagna, viene da Usa e Canada, ma potrebbe sbarcare anche in Italia. E potrebbe rivoluzionare il modo di spostarsi su quattro ruote

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ROMA - C’è un simbolo che sempre più spesso appare sull’asfalto o nella segnaletica delle grandi strade europee e che continua a lasciare perplessi molti automobilisti: un rombo bianco, talvolta dipinto direttamente sulla carreggiata, altre volte inserito su cartelli blu sopra la corsia. Per chi viaggia negli Stati Uniti o in Canada non è una novità. Da decenni indica le corsie HOV (High Occupancy Vehicle), ovvero corsie riservate ai veicoli con più occupanti. Ma oggi quel simbolo sta lentamente attraversando l’Atlantico e sta iniziando a comparire anche sulle strade del Vecchio continente, specialmente in Francia e Spagna.

Corsie riservate per chi viaggia in compagnia

Il principio è semplice: dedicare una corsia a chi condivide l’auto o utilizza veicoli meno inquinanti, riducendo traffico e emissioni nelle ore di punta. Nella maggior parte dei casi l’accesso è consentito solo a determinate categorie: auto con almeno due o tre persone a bordo (stabilite dall’indicazione “2+” o “3+” sui pannelli integrativi); mezzi pubblici e taxi; veicoli elettrici o a bassissime emissioni, spesso identificati tramite bollini ambientali; veicoli al servizio di persone con disabilità.

In alcune città il sistema è dinamico: il rombo compare su pannelli luminosi e la corsia diventa riservata solo in determinate fasce orarie (soprattutto durante il traffico pendolare del mattino e della sera).

Francia e Spagna fanno da apripista

In Europa la sperimentazione più avanzata è quella della Francia, dove le cosiddette corsie di covoiturage sono ormai operative su diverse tangenziali urbane, in particolare nell’area di Lione, Grenoble e Parigi. Il sistema è supportato da telecamere intelligenti in grado di contare automaticamente il numero di occupanti all’interno dell’abitacolo. Chi usa la corsia senza averne diritto rischia una multa di 135 euro.

Anche la Spagna sta spingendo molto sul modello delle corsie VAO (Vehículos de Alta Ocupación), già diffuse su alcune autostrade di accesso a Madrid e Barcellona. Qui la sanzione può arrivare fino a 200 euro.

Perché l’Europa guarda alle corsie HOV

Il successo di queste corsie si basa su un principio semplice ma efficace: premiare chi riduce il numero di auto in circolazione. Del resto, negli Stati Uniti, dove il sistema è nato negli anni Settanta durante la crisi petrolifera, alcune corsie HOV riescono a trasportare fino al doppio delle persone rispetto alle corsie normali nelle ore di punta.

I vantaggi potrebbero essere notevoli, perché spingendo le persone ad adottare il carpooling, cioè a condividere un’auto in due, tre persone per poter usufruire delle corsie preferenziali, si potrebbero decongestionare le tangenziali urbane e ridurre di conseguenza anche le emissioni.

Dove potrebbe arrivare in Italia

In Italia il rombo bianco non è ancora previsto dal Codice della Strada, ma diversi esperti di mobilità ritengono plausibile una futura introduzione, soprattutto nelle aree urbane dove il traffico pendolare è più intenso.

Le prime candidate sarebbero le grandi tangenziali metropolitane, dove esistono già corsie preferenziali o sistemi di gestione dinamica del traffico. E tra queste ci sono sicuramente:

Tangenziale Est di Milano (A51)

Uno dei corridoi più congestionati d’Europa nelle ore di punta. Una corsia HOV potrebbe essere attivata nei tratti più urbani, soprattutto verso l’area di Segrate e Cologno.

Grande Raccordo Anulare di Roma

Il GRA ha sezioni molto ampie e flussi pendolari enormi. Una corsia dedicata al carpooling nelle fasce orarie critiche potrebbe alleggerire il traffico in ingresso alla capitale.

Tangenziale di Bologna (A14-A13)

Qui il traffico urbano e autostradale si mescola. L’ipotesi di corsie dinamiche per veicoli condivisi è già stata discussa in vari studi di mobilità.

Tangenziale di Torino e Milano-Varese

Altre aree con forte traffico pendolare dove il modello potrebbe funzionare, soprattutto per chi entra in città.

E’ chiaro che per far funzionare al meglio questa innovazione, c’è bisogno di un cambio culturale. L’obiettivo è spingere gli automobilisti a non viaggiare più da soli, trasformando la corsia più veloce della strada in un vantaggio per chi condivide l’auto o guida veicoli a emissioni ridotte. Un’impresa difficile, soprattutto in Italia, ma che potrebbe ridisegnare il modo di spostarsi su quattro ruote nel nostro Paese.

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