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Addio wallbox: per Xiaomi la ricarica si fa con il braccio robotico intelligente. Come funziona

Addio wallbox: per Xiaomi la ricarica si fa con il braccio robotico intelligente. Come funziona

Si attiva anche con lo smartphone, evita il fastidio di dover armeggiare con i cavi e ha molti vantaggi rispetto alle piastre magnetiche

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MILANO - L’evoluzione della mobilità elettrica non passa soltanto attraverso l’autonomia delle batterie o nella velocità di ricarica delle colonnine pubbliche, ma si gioca sempre di più tra le mura del garage di casa. Il colosso tecnologico Xiaomi, che ha recentemente debuttato sul mercato automobilistico con la sua prima vettura, e, ora ha deciso di alzare ulteriormente l'asticella presentando una soluzione che promette di mandare in pensione le classiche wallbox. Si tratta di un braccio robotico completamente automatizzato, progettato per gestire il processo di ricarica in totale autonomia, eliminando definitivamente la necessità per il conducente di maneggiare cavi pesanti o connettori scomodi.

In particolare, questa tecnologia che farà il suo debutto ufficiale sul mercato cinese nel quarto trimestre di quest'anno, si distingue per una compattezza sorprendente. In numeri: ha una larghezza di centocinquantadue millimetri e il dispositivo può essere installato sia a parete sia a terra, adattandosi con estrema facilità anche ai box più angusti dove lo spazio di manovra è limitato. Il fulcro del sistema risiede in un sofisticato software di riconoscimento visivo basato sull'intelligenza artificiale, che guida il braccio verso la presa dell'auto con una precisione millimetrica.

Le modalità d’uso

Il funzionamento del braccio robotico è stato pensato per assecondare le abitudini quotidiane degli utenti, introducendo concetti innovativi come la cosiddetta ricarica pigra. In questa modalità, una volta che il veicolo viene parcheggiato correttamente, il sistema si attiva in automatico senza richiedere alcun input manuale o comando vocale. Il robot individua la posizione della vettura, apre lo sportello di ricarica se motorizzato e inserisce il connettore. Una volta raggiunto il livello di energia desiderato o impostato dall'utente, il braccio provvede autonomamente allo scollegamento, liberando l'auto per la successiva partenza.

Per chi invece desidera un controllo più diretto, Xiaomi offre la possibilità di gestire l'intera operazione tramite lo smartphone. Grazie all'integrazione nell'ecosistema proprietario che connette casa, auto e dispositivi mobili, l'utente può avviare la sessione di ricarica a distanza, purché il veicolo si trovi nel raggio d'azione del braccio. Questo approccio trasforma la ricarica da una piccola incombenza quotidiana a un processo invisibile e fluido, perfettamente integrato nella domotica domestica.

La logica

La scelta di puntare su un braccio robotico fisico piuttosto che sulla ricarica wireless a induzione non è casuale e risponde a precise logiche di efficienza. Sebbene i sistemi a induzione siano visti da molti come il traguardo tecnologico definitivo, essi presentano ancora limiti significativi in termini di dispersione energetica e potenza massima erogabile. Una connessione fisica tramite cavo, garantita dal robot di Xiaomi, permette di mantenere un'efficienza vicina al novantacinque per cento, superando le prestazioni dei sistemi wireless che risentono della distanza tra le piastre magnetiche. Inoltre, la soluzione proposta dal colosso cinese non richiede l'installazione di componenti costosi o pesanti a bordo del veicolo, poiché il braccio è compatibile con le prese standard già presenti su tutte le auto elettriche. Questo rappresenta un vantaggio competitivo enorme rispetto alla ricarica a induzione, che necessita di hardware specifico integrato nel sottoscocca della vettura. Xiaomi si inserisce così in un mercato in rapida espansione dove altri produttori come Hyundai, Tesla e startup specializzate stanno cercando la formula perfetta per automatizzare l'energia, ma con l'obiettivo ambizioso di rendere questa tecnologia accessibile e quotidiana per il grande pubblico entro i prossimi anni.

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