Nuova Audi Q7, la rivincita del turbodiesel mild hybrid: come va il maxi Suv di Ingolstadt
di Paolo OdinzovLE CROZET - Di meglio quelli dell’Audi non potevano scegliere. Se all’inizio avevamo qualche dubbio, le strade che circondano il comune di Le Crozet, in Francia, tra tornanti, saliscendi e rettilinei veloci, si sono rivelate il terreno ideale per provare la terza generazione della Q7. La sorpresa è arrivata subito. Lunga 5,06 metri e con un passo di 3 metri, la sport utility tedesca è rimasta sostanzialmente invariata nella lunghezza e nel passo, mentre l’altezza è cresciuta di 5 centimetri, fino a 1,81 metri, ma fin dai primi metri al volante ha dato l’impressione di aver fatto un deciso salto in avanti per quanto riguarda i contenuti tecnologici e, soprattutto, la guidabilità.
Equipaggiata con il V6 3.0 turbodiesel mild hybrid plus a 48 Volt da 299 Cv e 630 Nm di coppia, abbinato al cambio tiptronic a 8 rapporti e alla trazione integrale permanente quattro, la Q7 scorre sull’asfalto con una naturalezza che fa dimenticare ingombri e massa (2.455 kg, conducente da 75 kg compreso). Il merito va in primis alla risposta pressoché istantanea del motore. Powertrain generator, compressore elettrico e turbocompressore lavorano in sequenza per cancellare praticamente ogni ritardo quando si affonda il pedale dell’acceleratore.
Il primo a intervenire è il motore del sistema mild hybrid, capace di aggiungere fino a 24 Cv e 370 Nm, poi entra in azione la sovralimentazione elettrica e, infine, il turbo tradizionale. E il risultato è una spinta piena già ai bassi regimi, accompagnata da un’erogazione progressiva e mai brutale. Nei sorpassi basta premere l’acceleratore e il Suv di Ingolstadt prende velocità senza esitazioni, bruciando lo 0-100 km/h in 6 secondi, mentre la trasmissione passa da un rapporto all’altro in modo fulmineo e quasi impercettibile.
È però nei percorsi misti che la best seller dei Quattro Anelli dà il meglio di sé. Lo sterzo integrale fa girare le ruote posteriori in controfase rispetto a quelle anteriori, fino a 60 km/h e con un angolo massimo di 5 gradi. Nei tornanti il muso entra in curva con prontezza, il raggio di sterzata si riduce e la Q7 sembra accorciarsi di colpo. Alle velocità superiori le ruote posteriori sterzano invece nella stessa direzione di quelle anteriori, aumentando stabilità e precisione nei cambi di traiettoria.
Anche le sospensioni pneumatiche adattive contribuiscono a mascherare la stazza. In modalità Dynamic limitano il rollio senza compromettere il comfort e, viaggiando ad andature più tranquille, la vettura torna a essere una grande stradista in grado di assorbire con disinvoltura asperità e irregolarità del fondo stradale. L’altezza da terra può variare complessivamente fino a 90 millimetri. I freni, con dischi anteriori da 400 millimetri e pinze a sei pistoncini, sono potenti e ben modulabili, anche se nelle staccate più decise il peso del Suv si fa inevitabilmente sentire.
Passando all’abitacolo, dentro cambia praticamente tutto. Davanti al guidatore si apre il nuovo Audi Digital Stage, composto dal virtual cockpit da 11,9 pollici e dal display Oled curvo da 14,5 pollici del sistema MMI, ai quali si aggiunge lo schermo dedicato al passeggero, offerto di serie. Il sistema operativo è Android Automotive OS, mentre l’assistente vocale può sfruttare l’intelligenza artificiale di ChatGPT. Le funzioni sono tante, forse persino troppe, e consentono di cucirsi addosso la tedesca in base alle diverse esigenze. Peccato solo che i satelliti dei comandi dietro il volante richiedano un po’ di pratica e non risultino particolarmente intuitivi da gestire.
La vera forza della vettura resta comunque lo spazio. Viene proposta nelle configurazioni a cinque, sei o sette posti, con un bagagliaio da 670 a 2.075 litri nella versione a cinque posti e da 581 a 1.980 litri in quella a sette. La seconda fila di sedili è regolabile in più direzioni e può accogliere tre seggiolini affiancati. All’esterno, invece, la Q7 si distingue adesso per il taglio sportivo della carrozzeria, caratterizzata da una scenografica dotazione luminosa che può abbinare i gruppi ottici anteriori Digital Matrix Led ai fari Oled 3.0 sulla coda. Di notte, gli indicatori di direzione proiettano al suolo i segnali luminosi, rendendoli più visibili a pedoni e ciclisti.
Il tutto ha comunque un prezzo: il listino della tedesca, disponibile nelle concessionarie a settembre, parte infatti da 87.150 euro per la 3.0 TDI mild hybrid plus da 245 Cv e da 89.850 euro per la variante TDI da 299 Cv protagonista della nostra prova.