la storia della nuova DS3 comincia con l'originalità. Quell'originalità che da sempre è stata protagonista nelle vetture di André Citroen, colui che inventò la Traction Avant, e l'azienda che realizzò DS e 2CV, testimoni di una proiezione nel futuro dell'automobile. Il futuro Citroen però è un altro. E la DS3 si segna il primo passo: in merito alle voci su un ritorno della "Due Cavalli", ad esempio, Frederic Banzet, Direttore Generale di Citroen a livello mondo, ha commentato: "Il domani della Due Cavalli si chiamerà C-Cactus, oggi allo stadio di prototipo, ma ci stiamo lavorando. Il modello definitivo sarà un'auto grande, con caratteristiche di grande praticità, ma non pensiamo ad una low cost, non vogliamo un'altra Logan, punteremo ad un prodotto che abbia anche grande personalità."
Quanto alla Citroen DS3, la macchina è il simbolo del ritorno al futuro, con una sigla da vecchia gloria e una silhouette moderna anche se "sotto il vestito" poi resta una C3. "Non ci sarà la 5 porte per non rischiare di cannibalizzare la C3 - spiega però Jean-Philippe Imparato, DG di Citroen Italia - ma arriveranno DS4 e DS5 già il prossimo anno, a creare una gamma che si affiancherà alle C3, C4, C5". Non si parla di un'ipotesi sulle più piccole DS2 o DS1. Il futuro comprende, invece, un taglio sportivo, in cui i 150 cavalli del motore saliranno forse a 200, forse più, ma in Citroen non negano che il debutto della 2 ruote motrici (ci sarà, dunque, anche una 4WD?) potrebbe avvenire al prossimo rally di Sanremo.
Difficile è stato coniugare - in questa berlina inferiore ai 4 metri - il taglio elegante ed aggressivo con l'accurato assemblaggio degli interni, insieme ad un comportamento stradale che riesce a mettere insieme la guida rilassante e in tutto silenzio (l'opera di insonorizzazione compiuta sulla DS 3 è notevole) con il rombo pieno dei 150 cavalli che imprimono un'accelerazione da sportiva di classe a questa "piccola". Un centinaio di chilometri equamente divisi tra il traffico parigino delle "péripherique" e dei tratti di strade di campagna ha permesso di apprezzare l'assetto ben tarato, che mantiene l'auto sempre in traiettoria, lo sterzo diretto e preciso, un cambio a sei rapporti preciso e rapido e la riuscita ergonomia del posto di guida.
Quanto alla Citroen DS3, la macchina è il simbolo del ritorno al futuro, con una sigla da vecchia gloria e una silhouette moderna anche se "sotto il vestito" poi resta una C3. "Non ci sarà la 5 porte per non rischiare di cannibalizzare la C3 - spiega però Jean-Philippe Imparato, DG di Citroen Italia - ma arriveranno DS4 e DS5 già il prossimo anno, a creare una gamma che si affiancherà alle C3, C4, C5". Non si parla di un'ipotesi sulle più piccole DS2 o DS1. Il futuro comprende, invece, un taglio sportivo, in cui i 150 cavalli del motore saliranno forse a 200, forse più, ma in Citroen non negano che il debutto della 2 ruote motrici (ci sarà, dunque, anche una 4WD?) potrebbe avvenire al prossimo rally di Sanremo.
Difficile è stato coniugare - in questa berlina inferiore ai 4 metri - il taglio elegante ed aggressivo con l'accurato assemblaggio degli interni, insieme ad un comportamento stradale che riesce a mettere insieme la guida rilassante e in tutto silenzio (l'opera di insonorizzazione compiuta sulla DS 3 è notevole) con il rombo pieno dei 150 cavalli che imprimono un'accelerazione da sportiva di classe a questa "piccola". Un centinaio di chilometri equamente divisi tra il traffico parigino delle "péripherique" e dei tratti di strade di campagna ha permesso di apprezzare l'assetto ben tarato, che mantiene l'auto sempre in traiettoria, lo sterzo diretto e preciso, un cambio a sei rapporti preciso e rapido e la riuscita ergonomia del posto di guida.