Scommessa Renault
Dalle low cost alla F1
di MASSIMO TIBERI
L'impegno parallelo sul fronte delle vetture a basso costo, restituendo slancio e visibilità internazionale al marchio romeno Dacia, non solo ha permesso risultati remunerativi interessanti nel periodo più difficile, ma anche di articolare la strategia intuendo le potenzialità commerciali di modelli economici sia per i nuovi mercati emergenti che per quelli più maturi
Non è stato certo facile il 2010 per Renault, ma la risposta alla crisi non ha visto i francesi in posizione difensiva. Anzi, la scelta di puntare, più di ogni altro costruttore, sulle auto elettriche "pure" e di giocare la carta di una completa revisione dei connotati stilistici, dimostra il coraggio di giocare le carte del futuro sul tappeto dell'innovazione tecnologica e sul rafforzamento dell'immagine.
D'altra parte, l'impegno parallelo sul fronte delle vetture "low cost", restituendo slancio e visibilità internazionale al marchio romeno Dacia, non solo ha permesso risultati remunerativi interessanti nel periodo più difficile, ma anche di articolare la strategia intuendo le potenzialità commerciali di modelli economici sia per i nuovi mercati emergenti che per quelli più maturi, dove cresce la fascia dei consumatori con redditi in ribasso.
Il vasto programma "emissioni zero", che comprende ben quattro modelli di…
D'altra parte, l'impegno parallelo sul fronte delle vetture "low cost", restituendo slancio e visibilità internazionale al marchio romeno Dacia, non solo ha permesso risultati remunerativi interessanti nel periodo più difficile, ma anche di articolare la strategia intuendo le potenzialità commerciali di modelli economici sia per i nuovi mercati emergenti che per quelli più maturi, dove cresce la fascia dei consumatori con redditi in ribasso.
Il vasto programma "emissioni zero", che comprende ben quattro modelli di…
Non è stato certo facile il 2010 per Renault, ma la risposta alla crisi non ha visto i francesi in posizione difensiva. Anzi, la scelta di puntare, più di ogni altro costruttore, sulle auto elettriche "pure" e di giocare la carta di una completa revisione dei connotati stilistici, dimostra il coraggio di giocare le carte del futuro sul tappeto dell'innovazione tecnologica e sul rafforzamento dell'immagine.
D'altra parte, l'impegno parallelo sul fronte delle vetture "low cost", restituendo slancio e visibilità internazionale al marchio romeno Dacia, non solo ha permesso risultati remunerativi interessanti nel periodo più difficile, ma anche di articolare la strategia intuendo le potenzialità commerciali di modelli economici sia per i nuovi mercati emergenti che per quelli più maturi, dove cresce la fascia dei consumatori con redditi in ribasso.
Il vasto programma "emissioni zero", che comprende ben quattro modelli di diversa categoria da lanciare progressivamente, vedrà nel 2011 il debutto della berlina di taglia media Fluence, derivata dalla quattro porte costruita in Turchia e destinata con meccanica convenzionale soprattutto all'est, e del furgone Kangoo ZE, interessante in particolare per aziende e amministrazioni pubbliche sensibili ai temi ecologici e alla massima libertà di circolazione nei centri urbani. Siamo naturalmente ancora in un ambito sperimentale e pionieristico, ma Renault si distingue dagli altri costruttori che assai più timidamente hanno imboccato la stessa via e, tra l'altro, la vittoria del titolo di Auto dell'Anno da parte della Leaf di casa Nissan, marchio giapponese del gruppo, non fa che accrescere l'ottimismo che guarda a previsioni future di almeno un 10-15% del mercato mondiale riservato alle elettriche entro il 2020.
Alta tecnologia alla quale Renault non rinuncia neppure sui modelli dagli alti numeri produttivi, come testimoniato dall'arrivo dell'ultima generazione della media Laguna, berlina e wagon votata allo spazio e al comfort ma che non si nega un sofisticato sistema a quattro ruote sterzanti e dove la presenza dell'elettronica è particolarmente massiccia rispetto alle rivali di categoria. Alla fascinosa concept Dezir, presentata al recente Salone di Parigi, è stato invece riservato il compito di anticipare i tratti stilistici del nuovo corso estetico che, a partire dal 2011, distinguerà tutti i nuovi modelli transalpini, caratterizzati quindi da un design dall'impronta sportiva e dalla forte personalità. Un segno di discontinuità con il presente e la voglia di riscoprire forme più originali, che ritroveremo sulla prossima Clio come su una possibile aggressiva GT Alpine o sulla annunciata terza generazione Twingo imparentata con la Smart.
D'altra parte, l'impegno parallelo sul fronte delle vetture "low cost", restituendo slancio e visibilità internazionale al marchio romeno Dacia, non solo ha permesso risultati remunerativi interessanti nel periodo più difficile, ma anche di articolare la strategia intuendo le potenzialità commerciali di modelli economici sia per i nuovi mercati emergenti che per quelli più maturi, dove cresce la fascia dei consumatori con redditi in ribasso.
Il vasto programma "emissioni zero", che comprende ben quattro modelli di diversa categoria da lanciare progressivamente, vedrà nel 2011 il debutto della berlina di taglia media Fluence, derivata dalla quattro porte costruita in Turchia e destinata con meccanica convenzionale soprattutto all'est, e del furgone Kangoo ZE, interessante in particolare per aziende e amministrazioni pubbliche sensibili ai temi ecologici e alla massima libertà di circolazione nei centri urbani. Siamo naturalmente ancora in un ambito sperimentale e pionieristico, ma Renault si distingue dagli altri costruttori che assai più timidamente hanno imboccato la stessa via e, tra l'altro, la vittoria del titolo di Auto dell'Anno da parte della Leaf di casa Nissan, marchio giapponese del gruppo, non fa che accrescere l'ottimismo che guarda a previsioni future di almeno un 10-15% del mercato mondiale riservato alle elettriche entro il 2020.
Alta tecnologia alla quale Renault non rinuncia neppure sui modelli dagli alti numeri produttivi, come testimoniato dall'arrivo dell'ultima generazione della media Laguna, berlina e wagon votata allo spazio e al comfort ma che non si nega un sofisticato sistema a quattro ruote sterzanti e dove la presenza dell'elettronica è particolarmente massiccia rispetto alle rivali di categoria. Alla fascinosa concept Dezir, presentata al recente Salone di Parigi, è stato invece riservato il compito di anticipare i tratti stilistici del nuovo corso estetico che, a partire dal 2011, distinguerà tutti i nuovi modelli transalpini, caratterizzati quindi da un design dall'impronta sportiva e dalla forte personalità. Un segno di discontinuità con il presente e la voglia di riscoprire forme più originali, che ritroveremo sulla prossima Clio come su una possibile aggressiva GT Alpine o sulla annunciata terza generazione Twingo imparentata con la Smart.