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Caro-assicurazioni,
i consumatori danno battaglia

L'Adiconsum d'accordo con l'Isvap per una riduzione delle tariffe del 15-18% ma il provvedimento da solo non basta. Per l'Unione Nazionale Consumatori manca una vera liberalizzazione delle tariffe

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Tra i temi "caldi" del momento, oltre all'impennata dei prezzi dei carburanti e dell'energia in generale, è tornato prepotentemente alla ribalta l'argomento del "caro assicurazioni". Le polizze variano da città a città ma tutti sono d'accordo nel definirle troppo elevate e che è necessario cercare di trovare un accordo per ridurre i prezzi.

E proprio a favore dei provvedimenti antifrode allo studio per una diminuzione delle tariffe del 15-18%, come dichiarato dal presidente Isvap, Giancarlo Giannini, l'Adiconsum si è detta pienamente d'accordo.
Secondo Paolo Landi, presidente dell'associazione dei consumatori, la discesa dei prezzi dei premi da pagare da sola non è sufficiente: "Oltre alla riduzione delle tariffe è indispensabile garantire anche il servizio di liquidazione nelle regioni del Mezzogiorno".

Per l'Adiconsum tutti gli interventi per contrastare le frodi trovano il favore dei consumatori che
in ultima analisi ne pagano i costi. L'Agenzia antifrodi non è sufficiente, ma occorre una decisa volontà delle compagnie di contrastare tutti quei fenomeni di rendita presenti nel sistema assicurativo oltre che di frode.

I consumatori vogliono quindi far sentire la propria voce e chiedono al ministro di essere ascoltati poiché, sempre secondo l'associazione, c'è bisogno di mettere a fuoco anche la qualità del servizio reso agli assicurati sia andando ad una revisione dell'indennizzo diretto, ma soprattutto vincolando le compagnie ad avere centri di liquidazione in tutto il territorio nazionale.
Insomma il quadro dipinto dall'Adiconsum è molto più articolato di una semplice riduzione delle tariffe e implica una maggiore efficienza delle compagnie assicuratrici che appaiono poco propense a migliorare i propri servizi agli automobilisti.

Pronta a dare battaglia è anche l'Unione Nazionale Consumatori che reputa inutile la segnalazione dell'Isvap sull'RC-auto al Parlamento e al Governo, come confermato dal segretario generale dell'Unc, Massimiliano Dona: "Le proposte formulate dall'Isvap sulle tariffe relative all'RC-auto sono tardive e non aggiungono nulla di nuovo a quello che si ripete da anni senza risultati. Il nodo vero senza sciogliere il quale non si risolverà il problema del caro-polizze, è quello della liberalizzazione del settore, che in Italia c'è solo sulla carta: l'aumento costante dei prezzi è il risultato della mancanza di vera concorrenza all'interno del mercato italiano RC-auto dovuta soprattutto alla rigidità del sistema di vendita delle polizze.

E' indubbiamente importante istituire una banca dati efficiente per contrastare il fenomeno dei sinistri fraudolenti, ma bisogna creare al contempo una bad company per impedire che le compagnie continuino a 'scaricarè su tutti gli assicurati i costi derivanti da tale fenomeno".
Per il momento, come sempre, a farne le spese sono gli utenti della strada costretti spesso a pagare cifre "astronomiche" per una polizza.