Con il mese di gennaio torna l'appuntamento con una delle tasse più odiate dagli italiani.
Soltanto l'"Aggio esattoriale e il "Canone Rai", riescono a fare peggio del "bollo auto" o meglio, la tassa di possesso, nella "hit parade" delle vessazioni del Belpaese.
Lo rivela l'Associazione Contribuenti Italiani che ha commissionato lo studio a Krls Network of Business Ethics condotto attraverso "Lo Sportello del Contribuente", e che sarà pubblicato integralmente nel prossimo numero del magazine "Contribuenti.it".
Ma il popolo italiano riserva un'altra piazza importante al mondo dell'auto in questa speciale classifica dei balzelli più detestati.
Con un "sorprendente" quarto posto infatti rincarano la dose le accise sulla benzina che se molti cittadini vedono il "bollo" come un'imposta desueta al pari del canone Rai, alcune di esse risalgono addirittura alla guerra dell'Abissinia.
Dallo studio risulta che in generale le imposte più odiate sono quelle indirette, che si pagano senza tener conto del reddito pro capite come ribadiscono all'associazione:
"Se, infatti, sembra logico da parte del cittadino partecipare al prelievo fiscale collettivo in maniera progressiva rispetto al reddito percepito durante l'anno, non sembra altrettanto accettabile vedersi tassare ripetutamente in base ai consumi. Tale imposizione colpisce il cittadino senza tener contro della propria capacità contributiva in dispregio al dettato costituzionale. Infatti, paradossalmente, le imposte indirette incidono maggiormente sulle famiglie più povere anziché su quelle più benestanti. In alcuni casi, poi, addirittura si assiste ad una doppia imposizione indiretta come nel caso dell'applicazione dell'Iva sulle accise presente sull'acquisto di carburante o nel consumo di energia elettrica". (m. r.)
Soltanto l'"Aggio esattoriale e il "Canone Rai", riescono a fare peggio del "bollo auto" o meglio, la tassa di possesso, nella "hit parade" delle vessazioni del Belpaese.
Lo rivela l'Associazione Contribuenti Italiani che ha commissionato lo studio a Krls Network of Business Ethics condotto attraverso "Lo Sportello del Contribuente", e che sarà pubblicato integralmente nel prossimo numero del magazine "Contribuenti.it".
Ma il popolo italiano riserva un'altra piazza importante al mondo dell'auto in questa speciale classifica dei balzelli più detestati.
Con un "sorprendente" quarto posto infatti rincarano la dose le accise sulla benzina che se molti cittadini vedono il "bollo" come un'imposta desueta al pari del canone Rai, alcune di esse risalgono addirittura alla guerra dell'Abissinia.
Dallo studio risulta che in generale le imposte più odiate sono quelle indirette, che si pagano senza tener conto del reddito pro capite come ribadiscono all'associazione:
"Se, infatti, sembra logico da parte del cittadino partecipare al prelievo fiscale collettivo in maniera progressiva rispetto al reddito percepito durante l'anno, non sembra altrettanto accettabile vedersi tassare ripetutamente in base ai consumi. Tale imposizione colpisce il cittadino senza tener contro della propria capacità contributiva in dispregio al dettato costituzionale. Infatti, paradossalmente, le imposte indirette incidono maggiormente sulle famiglie più povere anziché su quelle più benestanti. In alcuni casi, poi, addirittura si assiste ad una doppia imposizione indiretta come nel caso dell'applicazione dell'Iva sulle accise presente sull'acquisto di carburante o nel consumo di energia elettrica". (m. r.)