Motori

"Il mercato dell'auto
al giro di boa del 2011"

I lavori della kermesse, a cui hanno partecipato alcuni tra i maggiori esponenti del settore, sono stati aperti delle relazioni di Jaques Bousquet, neopresidente Unrae, e di Gianmarco Giorda, direttore operativo Anfia

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Come uscire dalla crisi economica che attanaglia il settore dell'auto è stato il tema del convegno "Il mercato dell'auto al giro di boa del 2011", promosso dal Centro studi Promotor GL events. Gli effetti della recessione si traducono con le difficoltà della rete dei concessionari e l'impossibilità, da parte degli automobilisti, di sostituire delle auto che invece vorrebbero cambiare. La preoccupante situazione è stata discussa da alcuni dei maggiori protagonisti della scena automobilistica e il convegno milanese si è aperto con le relazioni di Jaques Bousquet, presidente Unrae, e di Gianmarco Giorda, direttore operativo Anfia.

I lavori della tavola rotonda sono stati aperti dall'intervento di Giuseppe Tartaglione, amministratore delegato di Volkswagen group Italia, secondo cui la via d'uscita per la situazione di stallo che sta attraversando il mercato automobilistico italiano passa "da un rinnovamento del settore sia a livello di prodotto sia a livello di organizzazione, con l'obiettivo di far rinascere la voglia di acquistare auto, anche grazie ad una massiccia dose di innovazione (che permette di creare nuovi mercati) ed a investimenti in infrastrutture".
Per Roberto Matteucci, amministratore delegato di General Motors Italia: "Il mercato automobilistico del dopo crisi si baserà sulla contemporanea coesistenza di diversi sistemi di alimentazione, come l'elettrico, l'ibrido, la benzina, il diesel ad alta efficienza, il metano ed il gpl. Saranno meno importanti i segmenti tradizionali di mercato e si creeranno nuovi piccoli sotto segmenti: per questo sarà più difficile cercare di anticipare i gusti ed i trend del mercato".

Secondo Massimo Gargano, amministratore delegato di Toyota Motor Italia: "In questo quadro di incertezza, probabilmente, aspettare perché si avverino le condizioni per una ripresa può avere un prezzo troppo alto; c'è bisogno di un intervento strutturale che aiuti il mercato a ripartire. Intervento strutturale che dovrebbe porsi obiettivi a medio lungo termine e puntare su un approccio di sistema stabile, moderno e innovativo".
Per Luca Napolitano, direttore del mercato Italia di Fiat Automobiles: "Una revisione del sistema auto in Italia deve focalizzarsi su due aspetti molto importanti, e cioè sui costi per i consumatori e sulla tematica della sicurezza sulla strada. Vi è inoltre da prendere in considerazione la questione dell'assetto distributivo, dal momento che le concessionarie stanno pagando un prezzo molto alto alla crisi del mercato automobilistico".
Infine Loris Casadei, direttore generale di Porsche Italia, ha affermato che l'auto deve essere difesa "perché continua ad essere un indispensabile bene di mobilità individuale per tutti. Questa libertà individuale non deve però collidere con le esigenze della collettività in termini di sicurezza e di ecocompatibilità".

Nel suo intervento conclusivo del convegno Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor GL events, ha sottolineato: "Il recupero del mercato dell'auto è oggi essenzialmente legato al rilancio dell'economia la cui ripresa si è fermata nel 3° trimestre del 2010. Come ormai è evidente l'unica misura che possa avere un effetto immediato sull'economia e sull'auto è una riforma fiscale che dia risorse ai consumatori. Il Governo deve rompere gli indugi e deve fare anche le scelte corrette evitando manovre controproducenti come l'aumento dell'iva che toglie ai consumatori con una mano quello che dovrebbe dare con l'altra e in ogni caso deprime i consumi e alimenta l'inflazione".

Idee e indicazioni interessanti non sono mancate dall'autorevole platea ora però la parola torna al mercato sperando in un inversione di tendenza che risollevi bilanci e morale. (m. r.)