Motori

Chevrolet, che storia
tutto iniziò da uno svizzero

Nato nel 1911, il marchio porta il nome del fondatore Louis. Già una decina d'anni furono sufficienti alle vetture dell'epoca per sfiorare i 200 orari...

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Moderno, attuale, anzi d'epoca. Con molte differenze tecniche, ma il confronto regge. Passando dalla Volt, l'auto elettrica ad autonomia estesa grazie ad un piccolo motore endotermico che funge da generatore, quando le batterie al litio esauriscono la carica, alle Chevrolet d'epoca .... È sufficiente non badare alle emissioni e ai consumi per poter effettuare un confronto realistico.
 
Nato nel 1911, il marchio porta il nome del fondatore, lo svizzero Louis Chevrolet. Già una decina d'anni furono sufficienti alle vetture dell'epoca per sfiorare i 200 orari. Certo, assetto, freni, e perfino le strade non tenevano il confronto con quelle attuali, ma correre si poteva, eccome.
Nuovi particolari funzionali migliorarono le "Chevy" - così le chiamavano affettuosamente gli americani - dalla sospensione che "si inginocchiava" al tetto in acciaio in un solo pezzo, e al light truck Suburban Carryall, presentato nel 1935, primo camion leggero americano con carrozzeria station wagon realizzata in acciaio, e uno dei primi SUV del mondo.

Ma fu negli anni '50 il vero inizio di una nuova era per il marchio. È di quegli anni la nascita della Bel Air, offerta con carrozzeria berlina 4 porte, coupé 2 porte e cabriolet. Mossa da un poderoso - per l'epoca - V8 di 4,7 litri e 185 cavalli, la Bel Air fu anche la prima vettura americana a basso prezzo ad offrire la trasmissione automatica, con l'introduzione dell'optional Powerglide già sui modelli 1950. La prima Chevrolet Bel Air, inoltre, inseriva l'hardtop nel design delle vetture a costi abbordabili.
Capostipite di una storia senza fine, la Bel Air coniugava eleganza con prestazioni di rispetto e ancora oggi non sfigura in mezzo ai modelli del terzo millennio.

È sufficiente arrivare poi al 1957 per trovare i primi truck Chevrolet con la trazione integrale montata in fabbrica. Soltanto l'anno dopo fu presentata la Impala, che sarebbe diventata la berlina tradizionale più venduta di tutti i tempi, con oltre 13 milioni di unità con questo nome venduti fino al 1996, anno di costruzione delle ultime Impala a trazione posteriore. Il nome Impala fu riutilizzato nel 2000 per la più grande berlina moderna di Chevrolet, ancora in produzione.
Intanto nel 1953 era stata costruita la prima carrozzeria in vetroresina sulla neonata Corvette, una vettura che di strada ne sta ancora facendo molta.
Le evoluzioni si sono succedute con il primo Pick up ricavato da una vettura stradale, El Camino, seguendo una moda tutta made in USA, con un cassone dalle sponde tanto basse quanto trendy per il periodo.

Quindi si arriva al 1960, quando Chevrolet guadagna il premio di auto dell'anno con la Corvair, la prima (e unica) automobile americana a montare un motore posteriore a sei cilindri raffreddato ad aria, una delle più diffuse anche in Europa grazie alla cilindrata inferiore ai tre litri.

Alla fine del 1966 infine, entrò in produzione la Camaro. Nel maggio dell'anno dopo una Camaro SS Convertible fu utilizzata come Pace Car per la 500 miglia di Indianapolis, riproponendosi con lo stesso ruolo due anni dopo, un'immagine mai perduta, infatti nel 2011, mentre Chevrolet e la Indy 500 festeggiano il centenario, è stata una nuova Camaro SS Convertible Indy Pace Car, creata nello spirito dell'edizione del 1969. In tutto, dal 1948 ad oggi, Chevrolet ha fornito la pace car per la Indy 500 per 22 volte, di cui 7 con la Camaro e 10 con la Corvette.

La storia? Continua ancora oggi, ma quello che colpisce in queste vetture americane è il mantenersi attuali in molti aspetti, a cominciare dalle prestazioni per finire al comfort. Già negli anni '60 le Chevy avevano alzacristalli elettrici, la panchetta a tre posti anteriore con movimento elettrico, condizionatore e tanti particolari che solo di recente sono approdati anche sui modelli più popolari. Ma sulle vetture del "cravattino" (questo simboleggia la croce dorata del marchio) l'attenzione ai particolari di comfort è sempre stata in primo piano.