Un richiamo passi. Due, tre, quattro, anche. Ma quando le segnalazioni diventano migliaia, anche un colosso come la Toyota Motor Corporation entra nel panico. Per mettere a tacere le voci di un presunto calo della sicurezza delle proprie auto, la multinazionale giapponese ha dunque deciso di appoggiarsi alla ricerca universitaria, investendo 50 milioni di dollari in un maxi progetto che per cinque anni coinvolgerà i più prestigiosi atenei nordamericani, dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) (web.mit.edu) alla University of Michigan (www.umich.edu) alla Virginia Tech University (www.vt.edu). L'obiettivo è quello di rivoluzionare la casa automobilistica rendendo i prodotti più sicuri grazie alle idee sfornate nel corso del quinquennio dai migliori ingegneri universitari.
Finora la ricerca per lo sviluppo di auto con sistemi di safety d'avanguardia è sempre stata fatta in seno alla stessa multinazionale, grazie a scienziati-dipendenti che lavoravano in laboratori interni. Ma stavolta Toyota punta al grande salto. I progetti di cui ha bisogno saranno realizzati da menti fresche e competitive, animate dalla voglia di passare alla storia per aver migliorato la qualità della vita dei consumatori. Il merito della geniale intuizione è del presidente e CEO Akio Toyoda, che per tenere sotto controllo il tutto ha nominato un responsabile supervisore, Moritaka Yoshida.
Il Toyota's Collaborative Safety Research Center (www.toyota.com/csrc), che avrà sede presso il Technical Toyota Center (TTC), ad Ann Arbor, nel Michigan, e coinvolgerà ricercatori e gli ingegneri Toyota dal Nord America e Giappone, è stato inaugurato ufficialmente a Tokyo a gennaio 2011 con tre progetti di ricerca iniziali, e negli ultimi mesi ha inglobato altri sei partner e 10 nuove aree operative, dalla lotta alla distrazione al volante alla sicurezza dei pedoni e dei bambini, fino alle precauzioni da studiare per i conducenti anziani.
Tra i progetti in via di sviluppo uno, in collaborazione col MIT, punta a capire come i sistemi di comando vocale influscano negativamente sulla concentrazione quando si guida; un altro, in tandem col Transportation Active Safety Institute della Indiana University (www.indiana.edu) e della Purdue University Indianapolis (www. iupui. edu), è invece nato per sviluppare test di sicurezza per pedoni più sosfisticati e realistici; un altro ancora, in collaborazione con lo University of Michigan Transportation Research Institute (www.umtri.umich.edu/news.php), studierà in che modo le persone anziane e sovrappeso sono coinvolte negli incidenti stradali, e sempre sul fronte "terza età al volante" il Virginia Tech's Transportation Institute (www.vtti.vt.edu) sta sviluppando un programma di training cerebrale ad hoc per guidatori over 60, coinvolti nel 30% degli incidenti che si verificano negli Stati Uniti. Lo stesso ateneo sta anche lavorando per realizzare sistemi di allerta innovativi e cercare di capire quanto quelli già esistenti servano o quanto invece sono inutili o inefficienti.
Un progetto della Wake Forest School of Medicine (http://www.wakehealth.edu/About-the-School-of-Medicine/) punta invece a sviluppare un software in grado di notificare in tempo reale al guidatore i possibili effetti di un incidente e i danni fisici che provocherebbe alle persone a bordo, tenendo conto di velocità, stato della strada, luminosità etc, mentre la Wayne State University School of Medicine (home. med. wayne. edu) si sta concentrando sull'analisi degli stati cognitivi e comportamentali del guidatore. Last but not least, la Wayne State sta anche cercando di realizzare sistemi di simulazione di incidente che tengano conto delle peculiarità fisiche di ognuno, adulto o bambino. Di modo che gli ingegneri possano, in futuro, sviluppare sistemi di sicurezza ad personam, talmente efficienti da non lasciare nulla al caso. Meno che mai la nostra vita.
Finora la ricerca per lo sviluppo di auto con sistemi di safety d'avanguardia è sempre stata fatta in seno alla stessa multinazionale, grazie a scienziati-dipendenti che lavoravano in laboratori interni. Ma stavolta Toyota punta al grande salto. I progetti di cui ha bisogno saranno realizzati da menti fresche e competitive, animate dalla voglia di passare alla storia per aver migliorato la qualità della vita dei consumatori. Il merito della geniale intuizione è del presidente e CEO Akio Toyoda, che per tenere sotto controllo il tutto ha nominato un responsabile supervisore, Moritaka Yoshida.
Il Toyota's Collaborative Safety Research Center (www.toyota.com/csrc), che avrà sede presso il Technical Toyota Center (TTC), ad Ann Arbor, nel Michigan, e coinvolgerà ricercatori e gli ingegneri Toyota dal Nord America e Giappone, è stato inaugurato ufficialmente a Tokyo a gennaio 2011 con tre progetti di ricerca iniziali, e negli ultimi mesi ha inglobato altri sei partner e 10 nuove aree operative, dalla lotta alla distrazione al volante alla sicurezza dei pedoni e dei bambini, fino alle precauzioni da studiare per i conducenti anziani.
Tra i progetti in via di sviluppo uno, in collaborazione col MIT, punta a capire come i sistemi di comando vocale influscano negativamente sulla concentrazione quando si guida; un altro, in tandem col Transportation Active Safety Institute della Indiana University (www.indiana.edu) e della Purdue University Indianapolis (www. iupui. edu), è invece nato per sviluppare test di sicurezza per pedoni più sosfisticati e realistici; un altro ancora, in collaborazione con lo University of Michigan Transportation Research Institute (www.umtri.umich.edu/news.php), studierà in che modo le persone anziane e sovrappeso sono coinvolte negli incidenti stradali, e sempre sul fronte "terza età al volante" il Virginia Tech's Transportation Institute (www.vtti.vt.edu) sta sviluppando un programma di training cerebrale ad hoc per guidatori over 60, coinvolti nel 30% degli incidenti che si verificano negli Stati Uniti. Lo stesso ateneo sta anche lavorando per realizzare sistemi di allerta innovativi e cercare di capire quanto quelli già esistenti servano o quanto invece sono inutili o inefficienti.
Un progetto della Wake Forest School of Medicine (http://www.wakehealth.edu/About-the-School-of-Medicine/) punta invece a sviluppare un software in grado di notificare in tempo reale al guidatore i possibili effetti di un incidente e i danni fisici che provocherebbe alle persone a bordo, tenendo conto di velocità, stato della strada, luminosità etc, mentre la Wayne State University School of Medicine (home. med. wayne. edu) si sta concentrando sull'analisi degli stati cognitivi e comportamentali del guidatore. Last but not least, la Wayne State sta anche cercando di realizzare sistemi di simulazione di incidente che tengano conto delle peculiarità fisiche di ognuno, adulto o bambino. Di modo che gli ingegneri possano, in futuro, sviluppare sistemi di sicurezza ad personam, talmente efficienti da non lasciare nulla al caso. Meno che mai la nostra vita.