Per convincere clienti speciali ci vogliono auto speciali, e nel mondo queste non parlano necessariamente italiano. Con questa filosofia strategica e la voglia di espansione la blasonata inglese Aston Martin è partita alla conquista della Cina nel 2008, uno dei mercati ormai più emersi che emergenti, riuscendo in breve ad aprire showroom a Pechino e altre 5 città, mentre altri tre punti saranno inaugurati a breve.
Una cosa singolare perché in Italia la situazione è disastrosa: è stata appena chiuso il punto vendita di Roma e i clienti che devono fare i tagliandi sono costretti a spedire le macchine a Milano... Comodo no? In compenso si aprono concessionarie in giro per il mondo... Ultimo in ordine di tempo, il portabandiera della marca inglese a Shangai, nel distretto di Pudong, è un centro in grado di esporre 18 Aston Martin contemporaneamente, ma riveste un ruolo di primaria importanza per la diversificazione nell'esposizione merceologica. Accanto al salone delle sportive inglesi, infatti, è stata realizzata una sezione dedicata all'orologeria della svizzera Jaeger-Le Coultre e una alla sublimazione degli impianti audio svedesi della Bang & Olufsen. Il centro Aston Martin di Shangai, inoltre, è lo specchio della filosofia aziendale e, oltre ad ospitare altri marchi di settori diversi, è stato arredato con sculture posizionate in modo da costituire una vera e propria galleria d'arte, così che i visitatori abbiano anche un motivo in più per entrare nel moderno showroom.
Del resto la crescita del 103% lo scorso anno mostra un chiaro segno di incoraggiamento a proseguire nell'opera di espansione sul territorio, in una nazione ricca, ultrapopolosa e priva di preconcetti. Per la Cina i marchi provenienti dall'Europa - un piccolo concentrato di nazioni - si equivalgono abbastanza, e i prodotti di ogni singolo Paese devono farsi strada per i propri meriti, partendo tutti dal pregi di essere ambasciatori della civiltà tecnologica del Vecchio Continente. Miti italiani come Ferrari, Maserati o Lamborghini (anche se quest'ultimo è ormai un marchio tedesco del Gruppo Volkswagen) nella realtà orientale producono auto equivalenti a Vantage, Virage, DB9, DBS, alla 4porte Rapide o alla "selvaggia" V12 carrozzata da Zagato, uno zampino italiano non manca nemmeno nella gamma inglese, e vengono soppesati e valutati in funzione del controvalore che offrono in termini di prodotto e immagine, ma secondo una classifica cinese ....
Il recente centro di Shangai è stato aperto in collaborazione con il locale Aston Martin Dealer Group, ed è il quarto punto vendita per Mister Zheng Ting, direttore di tutte le operazioni della società cinese, nonché forte di una grande esperienza sul territorio, dovuta ai tanti centri vendita realizzati fino ad oggi in Asia e in grado di offrire ai visitatori e potenziali clienti tutto ciò che si aspettano secondo un'angolazione e un gusto propri della Cina, cosa che nessun europeo sarebbe in grado di realizzare.
Una cosa singolare perché in Italia la situazione è disastrosa: è stata appena chiuso il punto vendita di Roma e i clienti che devono fare i tagliandi sono costretti a spedire le macchine a Milano... Comodo no? In compenso si aprono concessionarie in giro per il mondo... Ultimo in ordine di tempo, il portabandiera della marca inglese a Shangai, nel distretto di Pudong, è un centro in grado di esporre 18 Aston Martin contemporaneamente, ma riveste un ruolo di primaria importanza per la diversificazione nell'esposizione merceologica. Accanto al salone delle sportive inglesi, infatti, è stata realizzata una sezione dedicata all'orologeria della svizzera Jaeger-Le Coultre e una alla sublimazione degli impianti audio svedesi della Bang & Olufsen. Il centro Aston Martin di Shangai, inoltre, è lo specchio della filosofia aziendale e, oltre ad ospitare altri marchi di settori diversi, è stato arredato con sculture posizionate in modo da costituire una vera e propria galleria d'arte, così che i visitatori abbiano anche un motivo in più per entrare nel moderno showroom.
Del resto la crescita del 103% lo scorso anno mostra un chiaro segno di incoraggiamento a proseguire nell'opera di espansione sul territorio, in una nazione ricca, ultrapopolosa e priva di preconcetti. Per la Cina i marchi provenienti dall'Europa - un piccolo concentrato di nazioni - si equivalgono abbastanza, e i prodotti di ogni singolo Paese devono farsi strada per i propri meriti, partendo tutti dal pregi di essere ambasciatori della civiltà tecnologica del Vecchio Continente. Miti italiani come Ferrari, Maserati o Lamborghini (anche se quest'ultimo è ormai un marchio tedesco del Gruppo Volkswagen) nella realtà orientale producono auto equivalenti a Vantage, Virage, DB9, DBS, alla 4porte Rapide o alla "selvaggia" V12 carrozzata da Zagato, uno zampino italiano non manca nemmeno nella gamma inglese, e vengono soppesati e valutati in funzione del controvalore che offrono in termini di prodotto e immagine, ma secondo una classifica cinese ....
Il recente centro di Shangai è stato aperto in collaborazione con il locale Aston Martin Dealer Group, ed è il quarto punto vendita per Mister Zheng Ting, direttore di tutte le operazioni della società cinese, nonché forte di una grande esperienza sul territorio, dovuta ai tanti centri vendita realizzati fino ad oggi in Asia e in grado di offrire ai visitatori e potenziali clienti tutto ciò che si aspettano secondo un'angolazione e un gusto propri della Cina, cosa che nessun europeo sarebbe in grado di realizzare.