Mogli e buoi dei paesi tuoi, dice un vecchio adagio. Chissà se vale anche per le automobili? Per quelle inglesi forse sì, visto che il rilancio, anzi la rinascita, di un marchio storico come TVR passa per la sua recente acquisizione da parte di Les Edgar, un imprenditore del Sussex noto nel settore dei software e dei videogame, dal trentatreenne Nikolai Smolenski che, dopo avere acquistato nel 2004 l'azienda di Bristol Avenue, l'aveva chiusa già nel Dicembre 2006 licenziandone i 400 dipendenti.
Il 12 Luglio 2012 Smolenski aveva confermato la cessata attività dell'azienda, affermando che i costi di produzione erano troppo elevati e la domanda troppo limitata per garantire qualche profitto all'attività, ma oggi, ad undici mesi di distanza, la TVR sembra pronta a riprendere la sua avventura di piccolo costruttore di automobili granturismo iniziata nel 1947 da Trevor Wilkinson.
"Non è possibile che marche come TVR siano lasciate scomparire o migrare all'estero!" dice il neo-proprietario. "La nostra non è una decisione avventata. Abbiamo i capitali per portarla avanti e persone appassionate e con il giusto senso degli affari".
Con queste premesse è abbastanza logico attendersi che la nuova gestione rispetterà la tradizione e l'originale spirito britannico della TVR. Al momento l'azienda inglese non avrebbe in programma la realizzazione di un nuovo modello, ma, oltre a garantire ai clienti la fornitura dei ricambi, parla di "sviluppo di gruppi propulsori alternativi'', cosa questa che fa immaginare un rilancio della coupè Sagaris con una motorizzazione ibrida od elettrica.
La storia passata della TVR è per molti versi simile a quella di molti piccoli costruttori britannici che nel Secondo Dopoguerra sfruttando da una parte la disponibilità di molti ingegneri aeronautici rimasti disoccupati e dall'altra quella di ogni genere componenti presso le maggiori industrie automobilistiche e di aziende specializzate, cominciano ad allestire esemplari unici (special) con leggere carrozzerie in alluminio ed in vetroresina praticamente su ordinazione di singoli clienti.
Da questi presupposti nasce, nel 1958, la Grantura, una coupè con telaio a traliccio tubolare d'acciaio e carrozzeria in vetroresina, che, essendo stata prodotta in un migliaio di unità in circa undici anni nelle sue successive versioni, viene considerata la prima TVR vera e propria. Ad essa fanno seguito modelli come Trident, Griffith, Vixen, Tuscan, Chimaera, Cerbera.
Come nel caso di altri costruttori britannici, la storia di TVR è contrassegnata da numerosi passaggi di proprietà. Fondata nel 1947 da Trevor Wilkinson, un ventiquattrenne ingegnere già proprietario della Trevcar Motors (compra-vendita di auto usate) dal cui nome deriva quello della TVR (TreVoR), in società con Jack Pickard, nel 1965 l'azienda passa nelle mani di Martin Lilley. Il nuovo proprietario, un appassionato e facoltoso pilota dilettante di auto da corsa, si ispira forse a quanto fatto in quegli anni da Carroll Shelby con le AC Cobra ed abbandona progressivamente gli originali 4 cilindri BMC e Ford di media cilindrata a favore di poderosi V6 e V8 Ford e Rover.
L'"era Lilley" dura fino al 1981 quando la TVR finisce nelle mani di Peter Wheeler, un ingegnere chimico che opera nel settore delle forniture petrolifere, che eredita una situazione economica pesantissima (nel 1983 sono prodotte solo 53 automobili), ma tra varie difficoltà porta comunque avanti l'azienda fino al 2004 quando la cede al giovane magnate russo Smoleski.
Il 12 Luglio 2012 Smolenski aveva confermato la cessata attività dell'azienda, affermando che i costi di produzione erano troppo elevati e la domanda troppo limitata per garantire qualche profitto all'attività, ma oggi, ad undici mesi di distanza, la TVR sembra pronta a riprendere la sua avventura di piccolo costruttore di automobili granturismo iniziata nel 1947 da Trevor Wilkinson.
"Non è possibile che marche come TVR siano lasciate scomparire o migrare all'estero!" dice il neo-proprietario. "La nostra non è una decisione avventata. Abbiamo i capitali per portarla avanti e persone appassionate e con il giusto senso degli affari".
Con queste premesse è abbastanza logico attendersi che la nuova gestione rispetterà la tradizione e l'originale spirito britannico della TVR. Al momento l'azienda inglese non avrebbe in programma la realizzazione di un nuovo modello, ma, oltre a garantire ai clienti la fornitura dei ricambi, parla di "sviluppo di gruppi propulsori alternativi'', cosa questa che fa immaginare un rilancio della coupè Sagaris con una motorizzazione ibrida od elettrica.
La storia passata della TVR è per molti versi simile a quella di molti piccoli costruttori britannici che nel Secondo Dopoguerra sfruttando da una parte la disponibilità di molti ingegneri aeronautici rimasti disoccupati e dall'altra quella di ogni genere componenti presso le maggiori industrie automobilistiche e di aziende specializzate, cominciano ad allestire esemplari unici (special) con leggere carrozzerie in alluminio ed in vetroresina praticamente su ordinazione di singoli clienti.
Da questi presupposti nasce, nel 1958, la Grantura, una coupè con telaio a traliccio tubolare d'acciaio e carrozzeria in vetroresina, che, essendo stata prodotta in un migliaio di unità in circa undici anni nelle sue successive versioni, viene considerata la prima TVR vera e propria. Ad essa fanno seguito modelli come Trident, Griffith, Vixen, Tuscan, Chimaera, Cerbera.
Come nel caso di altri costruttori britannici, la storia di TVR è contrassegnata da numerosi passaggi di proprietà. Fondata nel 1947 da Trevor Wilkinson, un ventiquattrenne ingegnere già proprietario della Trevcar Motors (compra-vendita di auto usate) dal cui nome deriva quello della TVR (TreVoR), in società con Jack Pickard, nel 1965 l'azienda passa nelle mani di Martin Lilley. Il nuovo proprietario, un appassionato e facoltoso pilota dilettante di auto da corsa, si ispira forse a quanto fatto in quegli anni da Carroll Shelby con le AC Cobra ed abbandona progressivamente gli originali 4 cilindri BMC e Ford di media cilindrata a favore di poderosi V6 e V8 Ford e Rover.
L'"era Lilley" dura fino al 1981 quando la TVR finisce nelle mani di Peter Wheeler, un ingegnere chimico che opera nel settore delle forniture petrolifere, che eredita una situazione economica pesantissima (nel 1983 sono prodotte solo 53 automobili), ma tra varie difficoltà porta comunque avanti l'azienda fino al 2004 quando la cede al giovane magnate russo Smoleski.