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Auto elettrica no grazie
In Italia non sfonda

Eppure si risparmia il 33% sull'assicurazione, il 100% sul bollo, l'82% sull'alimentazione...
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Non inquina, si rifornisce con pochi euro, non paga il bollo e può circolare ovunque. Detta così, l'auto elettrica è il sogno di ogni automobilista. Eppure non convince e in Italia la domanda rimane bassa. Nel 2011 sono state vendute solo 300 vetture elettriche, complice la crisi del settore, complice un'offerta ancora limitata. Complice il prezzo. Sì, perché un'auto elettrica costa anche tre volte il corrispettivo modello non elettrico. Così, anche se si risparmia il 33% sull'assicurazione, il 100% sul bollo, l'82% sull'alimentazione (su questo il sito Supermoney. eu ha pubblicato di recente un'indagine) la vettura elettrica dovrebbe essere "eterna" per ammortizzare la spesa differenziale rispetto alla motorizzazione tradizionale. Senza parlare poi della valida alternativa dell'alimentazione a gas, che consente di dimezzare i costi del rifornimento. E anche se trovare un distributore di gpl è un'impresa (ancor peggio il metan…
Non inquina, si rifornisce con pochi euro, non paga il bollo e può circolare ovunque. Detta così, l'auto elettrica è il sogno di ogni automobilista. Eppure non convince e in Italia la domanda rimane bassa. Nel 2011 sono state vendute solo 300 vetture elettriche, complice la crisi del settore, complice un'offerta ancora limitata. Complice il prezzo. Sì, perché un'auto elettrica costa anche tre volte il corrispettivo modello non elettrico. Così, anche se si risparmia il 33% sull'assicurazione, il 100% sul bollo, l'82% sull'alimentazione (su questo il sito Supermoney. eu ha pubblicato di recente un'indagine) la vettura elettrica dovrebbe essere "eterna" per ammortizzare la spesa differenziale rispetto alla motorizzazione tradizionale. Senza parlare poi della valida alternativa dell'alimentazione a gas, che consente di dimezzare i costi del rifornimento. E anche se trovare un distributore di gpl è un'impresa (ancor peggio il metano), è sicuramente più semplice che scovare una colonnina di ricarica. Pure funzionante magari.

Gli altri difetti, non da poco, della auto elettriche, evidenziati anche da una ricerca della Deloitte, sono la bassa autonomia delle batterie - nell'ordine dei 160 chilometri - e il tempo di ricarica, che oscilla tra le tre e le otto ore. "Anche se la percorrenza media giornaliera è di 60 chilometri, l'autonomia non è considerata a livelli accettabili dal consumatore" spiega Vittorio Chiesa, responsabile dell'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano. "Questo giustifica il basso numero di immatricolazioni. Non ci sono le condizioni perché il mercato decolli nel breve periodo. Mancano anche le infrastrutture: a parte le colonnine installate in alcune città dalle utility, non c'è una presenza capillare sul territorio. Si fa fatica a investire se non crescono i numeri di vendita. Ma i numeri non crescono perché non ci sono le infrastrutture... è un cane che si morde la coda".

Eppure le stime parlano di un milione di esemplari circolanti in Europa nel 2020. "Secondo la mia opinione la massa critica si raggiungerà ben oltre quella data" continua Chiesa. "In 7-8 anni non ci sono i presupposti per una crescita del mercato di questa portata. Finché le batterie continueranno a costare 15-16 mila euro l'auto elettrica continuerà a essere troppo cara". Neanche con gli incentivi si può abbattere la spesa? "Si parla di 5.000 euro per il 2013 e 2014 e di 3.500 euro per il 2015. Troppo pochi. E anche se si dimezzassero entro il 2020 i costi delle batterie, il prezzo della vettura rimarrebbe comunque troppo alto rispetto alla motorizzazione tradizionale". Si parla di 18mila euro per l'elettrica a fronte di 10 mila per il modello a benzina. Secondo Deloitte 15mila euro è la cifra che la maggioranza degli italiani sarebbe disposta a spendere per un veicolo elettrico.

E all'estero? Londra entro il 2015 si doterà di 25mila punti di ricarica e di mille veicoli pubblici elettrici; in Norvegia né Iva né bollo, 3.500 punti di ricarica, parcheggio gratuito e libero accesso alle corsie preferenziali; la utility olandese Enexis prevede che nel mondo entro il 2017 verranno installate oltre 7,7 milioni di punti di ricarica per un valore di 3,3 miliardi. "La situazione negli altri paesi europei è più o meno simile a quella italiana a livello di diffusione dei veicoli elettrici" dice Chiesa "poi può cambiare la percezione della situazione condizionata da altri fattori, come per esempio una sensibilità maggiore al rispetto dell'ambiente. Ma le differenze rimangono minime. L'auto elettrica deve ancora fare molta strada".