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L'ibrido diventa pubblico
Idee per gli autobus

Amministrazioni locali e le aziende di trasporto pubblico potrebbero contribuire ad abbattere le emissioni nei centri urbani dotandosi di autobus a propulsione ibrida
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Un vecchio autobus urbano che ad ogni accelerata soffia nell'aria una nuvola di colore nero. A chi non è mai capitato di vederlo? Lo abbiamo visto tutti: purtroppo la scena è, a dir poco, frequente. Ed anche un po' irritante, a dire il vero, per tutti quegli automobilisti, troppo spesso indicati come principale causa dell'inquinamento urbano, che devono sottoporre le loro vetture al periodico Bollino Blu, dotarsi di un'auto omologata Euro 5, montare un impianto GPL e sono incoraggiati a comprare una nuova automobile a propulsione ibrida od addirittura elettrica. Forse, oltre a limitare la circolazione in alcune zone del centro, le amministrazioni pubbliche potrebbero anche dare il buon esempio, invitando le aziende di trasporto pubblico a sostituire progressivamente gli autobus più datati con mezzi moderni e meno inquinanti. In fondo, le soluzioni esistono da tempo. Anzi, da molto tempo.

Già nel 1986, ad esempio, la svedese Scania ha cominciato ad effettuare…
Un vecchio autobus urbano che ad ogni accelerata soffia nell'aria una nuvola di colore nero. A chi non è mai capitato di vederlo? Lo abbiamo visto tutti: purtroppo la scena è, a dir poco, frequente. Ed anche un po' irritante, a dire il vero, per tutti quegli automobilisti, troppo spesso indicati come principale causa dell'inquinamento urbano, che devono sottoporre le loro vetture al periodico Bollino Blu, dotarsi di un'auto omologata Euro 5, montare un impianto GPL e sono incoraggiati a comprare una nuova automobile a propulsione ibrida od addirittura elettrica. Forse, oltre a limitare la circolazione in alcune zone del centro, le amministrazioni pubbliche potrebbero anche dare il buon esempio, invitando le aziende di trasporto pubblico a sostituire progressivamente gli autobus più datati con mezzi moderni e meno inquinanti. In fondo, le soluzioni esistono da tempo. Anzi, da molto tempo.

Già nel 1986, ad esempio, la svedese Scania ha cominciato ad effettuare una serie di prove di autobus ibridi. In seguito ha presentato 6 diversi prototipi alcuni dei quali, primi al mondo, funzionanti addirittura con carburanti rinnovabili, come l'etanolo, poi sottoposti a prove su strada nel traffico di Stoccolma negli anni 2009-2010.
Sulla stessa strada si è mossa la tedesca MAN che la scorsa primavera ha presentato l'autobus Lion's City Hybrid. Consuma fino al 30% di carburante in meno di autobus convenzionale e consente così di risparmiare fino a 10.000 litri di gasolio all'anno e di abbattere sensibilmente le emissioni di CO2.

Praticamente negli stessi giorni Iveco ha ottenuto invece dalla città francese di Digione il più grande ordine di autobus ibridi mai registrato in Europa fino a oggi (102 Citelis ibridi Diesel-elettrici di 12 1 18 metri) che si aggiungono a quelli consegnati, da Febbraio 2011 ed attualmente in esercizio a Poitiers, Tolone, Parigi, sull'isola di La Reunion e perfino nella nostra Monza. Altri Iveco Citelis ibridi sono inoltre attualmente in fase di prova in altre città europee, come ad esempio a Vienna.

Anche i famosi autobus rossi di Londra sono destinati a diventare sempre più verdi. Entro il 2012 saranno stanziati 5 milioni di Sterline per aumentare di altre 70 unità il numero degli autobus ibridi che porteranno i passeggeri da una parte all'altra della capitale inglese.

Più silenziosi, puliti ed efficienti nel consumo di carburante rispetto a quelli con motore Diesel, gli autobus ibridi riducono l'inquinamento e le emissioni locali di anidride carbonica di almeno il 30% rispetto agli autobus convenzionali. Forse sarebbe il caso di cominciare a prenderli in considerazione. Se vogliamo davvero abbattere le emissioni nocive nell'ambito urbano, perché non cominciare dai mezzi pubblici anziché da quelli privati?