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Su strada con la Volvo V40
Finiture, stile è un po' di grinta

La diesel da 150 cavalli va forte, consuma il giusto e propone un bel rapporto qualità prezzo. Bagagliaio piccolo, tanta sicurezza ma accessori a pagamento cari
2 minuti di lettura
Se un rapper (Grynch) arriva a fare un brano che si chiama "My Volvo" un motivo ci sarà: la casa svedese gronda personalità da ogni bullone ed è proprio questa anima che - per fortuna - esce dalla nuova V40. Forse la migliore risposta a chi pensava che la nuova proprietà cinese Geely potesse stravolgere il marchio di Goteborg. Certo, i tempi della 240 di Grynch forse sono lontani ma il discorso ovviamente vale per tutti gli altri miti del mondo dei motori.

Largo quindi a una macchina molto personale che sembra più una coupé cinque porte (non esiste ovvio, ma ormai...) che una station wagon. Un aspetto che affascina ma che poi obbliga chi guida a fare i conti con una visibilità posteriore da vera sportiva e chi viaggia ad avere a che fare con un bagagliaio di 335 litri, pochini per una Sw di 4,4 metri.

Tuttavia quello che si apprezzo in questa macchina è l'aspetto "ideologico". Ossia che faccia spendere all'acqui…
Se un rapper (Grynch) arriva a fare un brano che si chiama "My Volvo" un motivo ci sarà: la casa svedese gronda personalità da ogni bullone ed è proprio questa anima che - per fortuna - esce dalla nuova V40. Forse la migliore risposta a chi pensava che la nuova proprietà cinese Geely potesse stravolgere il marchio di Goteborg. Certo, i tempi della 240 di Grynch forse sono lontani ma il discorso ovviamente vale per tutti gli altri miti del mondo dei motori.

Largo quindi a una macchina molto personale che sembra più una coupé cinque porte (non esiste ovvio, ma ormai...) che una station wagon. Un aspetto che affascina ma che poi obbliga chi guida a fare i conti con una visibilità posteriore da vera sportiva e chi viaggia ad avere a che fare con un bagagliaio di 335 litri, pochini per una Sw di 4,4 metri.

Tuttavia quello che si apprezzo in questa macchina è l'aspetto "ideologico". Ossia che faccia spendere all'acquirente soldi per proteggere la vita altrui: questa è l'unica macchina al mondo ad avere l'airbag esterno che esce dal cofano e salva la pelle (si spera) al pedone investito: se volete farvi investire da una macchina mi raccomando scegliete una V40. Certo, ci sono poi anche il sistema che riduce il rischio dei temponamenti in città, gli airbag per le ginocchia del pilota, i sedili anti-colpi di frusta, il Lane Keeping Aid con sterzata automatica e segnalazione tattile, un geniale Park Assist Pilot per facilitare il parcheggio parallelo; ma l'airbag esterno che esce fal vano motore è una vera pietra miliare nel discorso della sicurezza.

Il design è sportivo come dicevamo, ma non mancano elementi molto personali come lo spigolo sulla coda, i fari posteriori a freccia e il muso appuntito. Tutte cose che poi hanno portato al famoso slogan "Designed Around You": piacerà o no ma di sicuro è unica e oggi basta questo fra auto sempre più banali.

PREZZI e SCHEDE - le IMMAGINI

La nuova V40 ha effettivamente tutte le carte in regola per agguantare una buona fetta di mercato, tanto più che i look si avvicina più alle "taglie forti", a quelle station cioè di segmento superiore e di maggiori contenuti.  Le finiture sono di qualità e anche qui ci sono scelte uniche come il pomello del cambio retroilluminato come i tasti di un McBook (è un optional da 30 euro) o la parte centrale della plancia sottile e staccata dal fondo della vettura.

Belli e comodi anche i sedili, con tessuti che non fanno rimpiangere la pelle, anche se quelli posteriori hanno la seduta corta e ospitano comodamente solo due persone: quello centrale sta seduto su una specie di strapuntino ed ha anche difficoltà ad allacciare la cintura. Strani poi i vani portaoggetti ai lati del sedile posteriore: quando si scende si butta di sicuro per terra il suo contenuto. Poco male, fino a quando non vi finisce un iPhone in un tombino... A quel punto vorrete andare a Goteborg a strozzare il progettista.

Il motore provato era il 2000 diesel da 150 Cv, il più gettonato, che spinge come un forsennato a qualsiasi regime e pur non arriavando alle vette del turbo benzina T5 da 254 Cv con accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi, questo si difende con forza, promettendo uno 0-100 in 9 secondi e, soprattutto, una bella fluidità di marcia che rende poi facile fare i 14 km litro, un consumo nella media per la categoria ma forse non tanto se consideriamo il carattere sportiveggiante della macchina. Peccato solo che lo sterzo non sia molto diretto, altrimenti il quadro sarebbe quasi perfetto perché la macchina ha uno sterzo preciso, un rollio limitato e quindi è divertente da guidare.

Infine il prezzo: è allineato a quello della concorrenza ma con gli optional il discorso va a farsi benedire: qui non si può rinuncciare ai sensori di parcheggio e alla telecamera posteriore, mentre l'acqisto del navigatore (1100 euro) obbliga a prendere anche un superstereo con schermo a colori da 7' da altri 1000 euro. L'alternativa? Andare in giro con il Tom Tom attaccato al vetro e i paraurti tutti graffiati nei parcheggi. Non sarebbe una bella scena...