Auto, vendite a picco: febbraio a meno 17,4%
di VINCENZO BORGOMEOProsegue il momento il difficile dopo il crollo del 17,2% di gennaio - LE TABELLE (PDF)
Vendite a picco: ormai non fa più quasi notizia. Eppure il meno 17,41% di febbraio - soprattutto considerando che arriva dopo il pesante -17,25% di gennaio dovrebbe far riflettere.
L'Aci spiega che la ripresa ci sarà solo nel 2016, i concessionari attraverso la loro associazione sono sul piede di guerra, ma la terribile crisi del mondo dei motori non importa più a nessuno... Eppure, come spiega proprio Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l'associazione che rappresenta i concessionari "Il mercato dell'auto è stato inghiottito da una nebbia che non accenna a diradarsi; un mercato fantasma che riflette la situazione generale del Paese, oggi aggravata dalla mancanza di chiarezza nel quadro post elettorale. Stiamo addirittura peggiorando rispetto all'annus horribilis dell'auto, il 2012, che ci ha portato ai livelli dei mercati degli anni Settanta consegnandoci, tra le altre cose, la maglia nera a livello europeo".
LE TABELLE (PDF)
Forte a…
L'Aci spiega che la ripresa ci sarà solo nel 2016, i concessionari attraverso la loro associazione sono sul piede di guerra, ma la terribile crisi del mondo dei motori non importa più a nessuno... Eppure, come spiega proprio Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l'associazione che rappresenta i concessionari "Il mercato dell'auto è stato inghiottito da una nebbia che non accenna a diradarsi; un mercato fantasma che riflette la situazione generale del Paese, oggi aggravata dalla mancanza di chiarezza nel quadro post elettorale. Stiamo addirittura peggiorando rispetto all'annus horribilis dell'auto, il 2012, che ci ha portato ai livelli dei mercati degli anni Settanta consegnandoci, tra le altre cose, la maglia nera a livello europeo".
LE TABELLE (PDF)
Forte a…
Vendite a picco: ormai non fa più quasi notizia. Eppure il meno 17,41% di febbraio - soprattutto considerando che arriva dopo il pesante -17,25% di gennaio dovrebbe far riflettere.
L'Aci spiega che la ripresa ci sarà solo nel 2016, i concessionari attraverso la loro associazione sono sul piede di guerra, ma la terribile crisi del mondo dei motori non importa più a nessuno... Eppure, come spiega proprio Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l'associazione che rappresenta i concessionari "Il mercato dell'auto è stato inghiottito da una nebbia che non accenna a diradarsi; un mercato fantasma che riflette la situazione generale del Paese, oggi aggravata dalla mancanza di chiarezza nel quadro post elettorale. Stiamo addirittura peggiorando rispetto all'annus horribilis dell'auto, il 2012, che ci ha portato ai livelli dei mercati degli anni Settanta consegnandoci, tra le altre cose, la maglia nera a livello europeo".
LE TABELLE (PDF)
Forte anche il grido d'allarme dell'Unrae: "15 mesi consecutivi in calo a doppia cifra, impatti occupazionali e chiusura di
aziende: l’auto soffre la pressione fiscale su famiglie ed imprese. Ancora calo a due cifre per il mercato italiano dell’auto che a febbraio ha registrato 108.419 immatricolazioni con un calo del 17,4% rispetto a febbraio 2012, mese che a sua volta aveva perso il 18,6%. Si tratta del 19° calo a doppia cifra da gennaio 2011, il 15° calo consecutivo a doppia cifra e il peggior febbraio dal 1979 (92.227 immatricolazioni) che ugualmente contava su 20 giorni lavorativi. L’Italia dell’automobile chiude così il primo bimestre dell’anno in perdita di oltre il 17% (-17,3%) a 222.406 auto vendute, continuando a registrare flessioni che rappresentano circa il doppio del calo medio in Europa".
"Con una fase della politica ancora tutta da inquadrare, il mondo dell’auto guarda a Ginevra per stimolare, attraverso il rinnovamento dei modelli e le offerte sempre più competitive, l’interesse dei consumatori - ha detto Jacques Bousquet, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere - ma in Italia restano i problemi dell’eccessiva pressione fiscale su famiglie ed imprese, e sull’auto in particolare, con il rallentamento di tutti i consumi e l’attesa che il prossimo Esecutivo possa mettere l’auto tra le proprie priorità".
E anche le informazioni che giungono dalla raccolta ordini non lasciano presagire cambiamenti nel breve termine. Secondo un primo scambio tra UNRAE e ANFIA i contratti a febbraio hanno evidenziato una perdita del 25% a quasi 110.000 unità, che portano il cumulato a circa 220.000 ordini (-20%), con un portafoglio contratti che rimane su livelli di minimo.
"Ancora volumi bassissimi per il mercato italiano, di poco inferiori a quelli di trent’anni fa: febbraio 1983, infatti, aveva chiuso a 110.240 unità immatricolate - ha commentato Roberto Vavassori, Presidente di ANFIA. Di fronte a un trend che seguita a peggiorare, con ripercussioni insostenibili per le imprese produttrici e per tutti gli operatori del comparto, che attendono da mesi segnali di rilancio, la nostra Associazione continua a lavorare affinché si possa istituire al più presto una Consulta sul settore automotive".
E la Fiat? A Febbraio sono quasi 31 mila le registrazioni di Fiat Group Automobiles, che ottiene un risultato migliore del mercato, aumentando la quota (al 28,5%) di 0,2 punti percentuali. Nel progressivo annuo FGA ha immatricolato 65 mila vetture per una quota del 29,25%, in crescita rispetto ai primi due mesi del 2012 di 0,4 punti percentuali. Con 23.400 immatricolazioni il marchio Fiat a febbraio migliora di 2,4 punti percentuali la quota, che ora si attesta al 21,6%. Poco meno di 50 mila le registrazioni nei primi due mesi dell'anno, grazie alle quali il brand ottiene una quota del 22,1%, in crescita di 2,2 punti percentuali in confronto allo stesso periodo dell'anno scorso.
Ai vertici della classifica delle auto più vendute nel mese si piazzano Panda (con il 45,9% di quota nel segmento A) e Punto (con il 18,4% di quota nel segmento B). Prosegue il successo di vendite della 500L, che anche questo mese si conferma la più venduta del suo segmento con una quota del 36,5%. Bene anche 500 (con il 14,9% di quota nel segmento A) e Freemont, primo nel suo segmento con una quota del 27,7%. Lancia in febbraio ottiene una quota del 4%, con oltre 4.300 immatricolazioni. Sono invece più di 9.300 le registrazioni nel progressivo annuo, per una quota del 4,2%. Dopo l'ottimo risultato di gennaio anche a febbraio la Ypsilon si conferma ai vertici della classifica delle auto più vendute, piazzandosi al quarto posto con una quota del 10,3% nel segmento B.
La versione EcoChic Metano, in vendita da metà gennaio, sta andando bene, tanto da raggiungere quasi il 30% delle Ypsilon ordinate a febbraio. Alfa Romeo con 2.500 immatricolazioni ottiene a febbraio una quota del 2,3%. Nel progressivo annuo le registrazioni sono 5.300 e la quota è del 2,4%. Tra le medie, Giulietta vola con una quota nel segmento C del 10,9%. Quasi 600 le Jeep immatricolate in Italia a febbraio, per una quota stabile allo 0,5%. Sono poco meno di 1.200 le registrazioni del 2013, e anche in questo caso la quota è stabile allo 0,5%. Anche in febbraio il Grand Cherokee, ammiraglia di casa Jeep, si mantiene tra le posizioni di vertice del suo segmento con il 19,2% di quota.
L'Aci spiega che la ripresa ci sarà solo nel 2016, i concessionari attraverso la loro associazione sono sul piede di guerra, ma la terribile crisi del mondo dei motori non importa più a nessuno... Eppure, come spiega proprio Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l'associazione che rappresenta i concessionari "Il mercato dell'auto è stato inghiottito da una nebbia che non accenna a diradarsi; un mercato fantasma che riflette la situazione generale del Paese, oggi aggravata dalla mancanza di chiarezza nel quadro post elettorale. Stiamo addirittura peggiorando rispetto all'annus horribilis dell'auto, il 2012, che ci ha portato ai livelli dei mercati degli anni Settanta consegnandoci, tra le altre cose, la maglia nera a livello europeo".
LE TABELLE (PDF)
Forte anche il grido d'allarme dell'Unrae: "15 mesi consecutivi in calo a doppia cifra, impatti occupazionali e chiusura di
aziende: l’auto soffre la pressione fiscale su famiglie ed imprese. Ancora calo a due cifre per il mercato italiano dell’auto che a febbraio ha registrato 108.419 immatricolazioni con un calo del 17,4% rispetto a febbraio 2012, mese che a sua volta aveva perso il 18,6%. Si tratta del 19° calo a doppia cifra da gennaio 2011, il 15° calo consecutivo a doppia cifra e il peggior febbraio dal 1979 (92.227 immatricolazioni) che ugualmente contava su 20 giorni lavorativi. L’Italia dell’automobile chiude così il primo bimestre dell’anno in perdita di oltre il 17% (-17,3%) a 222.406 auto vendute, continuando a registrare flessioni che rappresentano circa il doppio del calo medio in Europa".
"Con una fase della politica ancora tutta da inquadrare, il mondo dell’auto guarda a Ginevra per stimolare, attraverso il rinnovamento dei modelli e le offerte sempre più competitive, l’interesse dei consumatori - ha detto Jacques Bousquet, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere - ma in Italia restano i problemi dell’eccessiva pressione fiscale su famiglie ed imprese, e sull’auto in particolare, con il rallentamento di tutti i consumi e l’attesa che il prossimo Esecutivo possa mettere l’auto tra le proprie priorità".
E anche le informazioni che giungono dalla raccolta ordini non lasciano presagire cambiamenti nel breve termine. Secondo un primo scambio tra UNRAE e ANFIA i contratti a febbraio hanno evidenziato una perdita del 25% a quasi 110.000 unità, che portano il cumulato a circa 220.000 ordini (-20%), con un portafoglio contratti che rimane su livelli di minimo.
"Ancora volumi bassissimi per il mercato italiano, di poco inferiori a quelli di trent’anni fa: febbraio 1983, infatti, aveva chiuso a 110.240 unità immatricolate - ha commentato Roberto Vavassori, Presidente di ANFIA. Di fronte a un trend che seguita a peggiorare, con ripercussioni insostenibili per le imprese produttrici e per tutti gli operatori del comparto, che attendono da mesi segnali di rilancio, la nostra Associazione continua a lavorare affinché si possa istituire al più presto una Consulta sul settore automotive".
E la Fiat? A Febbraio sono quasi 31 mila le registrazioni di Fiat Group Automobiles, che ottiene un risultato migliore del mercato, aumentando la quota (al 28,5%) di 0,2 punti percentuali. Nel progressivo annuo FGA ha immatricolato 65 mila vetture per una quota del 29,25%, in crescita rispetto ai primi due mesi del 2012 di 0,4 punti percentuali. Con 23.400 immatricolazioni il marchio Fiat a febbraio migliora di 2,4 punti percentuali la quota, che ora si attesta al 21,6%. Poco meno di 50 mila le registrazioni nei primi due mesi dell'anno, grazie alle quali il brand ottiene una quota del 22,1%, in crescita di 2,2 punti percentuali in confronto allo stesso periodo dell'anno scorso.
Ai vertici della classifica delle auto più vendute nel mese si piazzano Panda (con il 45,9% di quota nel segmento A) e Punto (con il 18,4% di quota nel segmento B). Prosegue il successo di vendite della 500L, che anche questo mese si conferma la più venduta del suo segmento con una quota del 36,5%. Bene anche 500 (con il 14,9% di quota nel segmento A) e Freemont, primo nel suo segmento con una quota del 27,7%. Lancia in febbraio ottiene una quota del 4%, con oltre 4.300 immatricolazioni. Sono invece più di 9.300 le registrazioni nel progressivo annuo, per una quota del 4,2%. Dopo l'ottimo risultato di gennaio anche a febbraio la Ypsilon si conferma ai vertici della classifica delle auto più vendute, piazzandosi al quarto posto con una quota del 10,3% nel segmento B.
La versione EcoChic Metano, in vendita da metà gennaio, sta andando bene, tanto da raggiungere quasi il 30% delle Ypsilon ordinate a febbraio. Alfa Romeo con 2.500 immatricolazioni ottiene a febbraio una quota del 2,3%. Nel progressivo annuo le registrazioni sono 5.300 e la quota è del 2,4%. Tra le medie, Giulietta vola con una quota nel segmento C del 10,9%. Quasi 600 le Jeep immatricolate in Italia a febbraio, per una quota stabile allo 0,5%. Sono poco meno di 1.200 le registrazioni del 2013, e anche in questo caso la quota è stabile allo 0,5%. Anche in febbraio il Grand Cherokee, ammiraglia di casa Jeep, si mantiene tra le posizioni di vertice del suo segmento con il 19,2% di quota.