Motori

Auto, mercato Italia: a marzo -4,9%
Concessionari: "Dati falsi"

La quota di mercato in Italia di Fiat Group Automobiles è cresciuta al 28,75%, rispetto al 25,96% di un anno fa. Era da giugno 2012 che
non si raggiungeva queste vendite per Torino. Ma secondo i dealer il mercato reale sarebbe a meno 35% - TABELLE

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Piccola ripresa - almeno secondo le statistiche - a marzo per il mercato dell'auto in Italia. Dopo una sfilza di cali a due cifre il mese scorso le vendite hanno limitato le perdite al 4,9%, a fronte di 132.020 nuove immatricolazioni contro le 138.816 di un anno fa. Ricordiamo infatti che a febbraio il calo del mercato era stato del 17,41%. Ma non si può certo dimenticare che il marzo del 2012 fu il famoso mese dello sciopero delle bisarche che falsano quindi qualsiasi confronto.

LE TABELLE

In compenso ci sono buone notizie per Fiat Group Automobiles che a marzo ha visto la sua quota di mercato in Italia crescere al 28,75%, rispetto al 25,96% di un anno fa. A febbraio la quota di mercato del gruppo torinese era al 28,48%. Nei primi tre mesi del 2013 la quota del Lingotto è al 29,04%, in crescita rispetto al 27,87% del 2012.
 
"A marzo - spiegano a Fiat Group Automobiles - abbiamo immatricolato 38 mila unità (era da giugno 2012 che
non si raggiungeva questo valore), il 5,3 per cento in più in confronto allo stesso mese del 2012, che aveva visto i marchi del Gruppo particolarmente penalizzati dallo sciopero delle bisarche. La quota è al 28,75 per cento in crescita di 2,8 punti percentuali rispetto all’anno scorso. Positivo anche il primo trimestre dell’anno, in cui FGA ha immatricolato 103 mila vetture (il 9,3 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) per una quota del 29 per cento, in crescita rispetto ai primi tre mesi del 2012 di 1,2 punti percentuali".

Ma a cosa è dovuto tutto questo? "Sostanzialmente - spiegano a Torino - al buon risultato della 500L che un anno fa non era ancora commercializzata e alla promozione con la quale è stato possibile acquistare le vetture bi-fuel di Fiat, Lancia e Alfa Romeo con un incentivo almeno equivalente a quello previsto dal Governo, hanno permesso al Gruppo di ottenere un risultato positivo, con ben quattro auto (Panda, Punto, Ypsilon e 500L) ai primi posti della classifica delle auto più vendute nel mese".

Tanto ottimismo si scontra però con l'analisi dei concessionari secondo cui il mercato auto di marzo in realtà è a meno 35%: “Il dato grezzo - spiega infatti la Federauto, associazione di categoria - trae in inganno perché sembra quasi che si sia attenuata la caduta della domanda, senza però tenere conto che marzo 2012 aveva perso il -26,72% rispetto allo stesso mese del 2011. In realtà il -4,9% di marzo, se confermato come trend nei prossimi mesi, vedrebbe realizzarsi un mercato attorno a 1.300.000 vetture immatricolate, ovvero il 35% in meno dei 2 milioni di pezzi considerati come il livello minimo per la sopravvivenza della filiera automotive italiana che fattura l’11,4% del Pil, versa nelle casse dello Stato il 16,6% delle entrate fiscali nazionali e occupa, con l’indotto allargato, 1.200.000 persone”.

“E il primo danneggiato da questo tracollo dei volumi - spiega Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto -  è proprio lo Stato che oltre a perdere circa 3 miliardi tra Iva e tasse varie deve anche sborsare milioni di euro per sostenere centinaia di migliaia di lavoratori in cassa integrazione. Con una perdita sociale enorme, senza contare il riflesso negativo sui consumi interni che produce una spirale senza fine: buste paga più leggere e incertezza sul futuro portano a minori consumi e quindi a minori posti di lavoro. Una catena da spezzare quanto prima”.

Prese di posizioni politiche a parte, la Federauto ha ragione perché non si può dimenticare il delirio dello scorso marzo quando lo sciopero infinito delle bisarche mise letteralmente in ginocchio il settore, facendo consegnare alla fine solo 138.816 macchine, con un calo quindi superiore al 26%.