Prima fra tutte, l’introduzione di limiti di velocità compatibili con l’idea di mettere al centro delle strade le persone, e non più i motori. Ostacoli e resistenze lascerebbero così il posto a città nuove, più umane e vivibili. Sarebbe una nobile gara a proporre soluzioni più efficaci. I numeri, purtroppo, rimangono freddi e astratti. E nessuna indignazione adeguata si avverte in giro. Difficile far leva sulle emozioni, meglio quindi affidarsi alla razionalità per orientare le nostre azioni, partendo da un dato di fatto: ridurre la strage è possibile essendo soprattutto figlia del mancato rispetto delle regole. Un terzo dei pedoni morti a causa dell’insicurezza stradale viene direttamente uccisa sulle strisce.
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