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Mercato auto giugno, è ancora calo: meno 5,5%

La quota di mercato di Fiat in Italia è scesa al 27,46% rispetto al mese precedente. Nel complesso nei primi 6 mesi del 2013 le immatricolazioni si sono attestate a 731.203 unità, in flessione del 10,31% rispetto allo stesso periodo del 2012. E' il 39° calo mensile a partire dal marzo 2010 - TABELLE (pdf)
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Ancora un segno meno per il mercato dell'auto che a giugno con 122.008 nuove vetture immatricolate in Italia fa segnare un ulteriore calo del 5,51% rispetto alle 129.118 di un anno fa.

LE TABELLE (pdf)

Nei primi 6 mesi del 2013 le immatricolazioni si sono attestate a 731.203 unità, in flessione del 10,31% rispetto allo stesso periodo del 2012. E la Fiat? A giugno la quota di mercato del colosso torinese in Italia è scesa al 27,46% rispetto al mese precedente. A maggio la quota di mercato del Lingotto era risultata pari al 30,2%.

Insomma, è ancora crisi, ed è immediata la reazione dei concessionari: "Deve però esser chiaro a tutti che anche se quest'anno alla fine eguagliassimo il 2012, evento peraltro improbabile, il problema rimarrebbe in tutta la sua interezza. Oramai siamo a un mercato italiano simile a quello del 1969, ossia 44 anni fa. Inoltre a testimoniare che l'Italia ha sbagliato tutte le scelte politiche sull'automotive sono i dati sulle …
Ancora un segno meno per il mercato dell'auto che a giugno con 122.008 nuove vetture immatricolate in Italia fa segnare un ulteriore calo del 5,51% rispetto alle 129.118 di un anno fa.

LE TABELLE (pdf)

Nei primi 6 mesi del 2013 le immatricolazioni si sono attestate a 731.203 unità, in flessione del 10,31% rispetto allo stesso periodo del 2012. E la Fiat? A giugno la quota di mercato del colosso torinese in Italia è scesa al 27,46% rispetto al mese precedente. A maggio la quota di mercato del Lingotto era risultata pari al 30,2%.

Insomma, è ancora crisi, ed è immediata la reazione dei concessionari: "Deve però esser chiaro a tutti che anche se quest'anno alla fine eguagliassimo il 2012, evento peraltro improbabile, il problema rimarrebbe in tutta la sua interezza. Oramai siamo a un mercato italiano simile a quello del 1969, ossia 44 anni fa. Inoltre a testimoniare che l'Italia ha sbagliato tutte le scelte politiche sull'automotive sono i dati sulle vendite  2012 in Europa, dove siamo stati il fanalino di coda. Cos'altro bisogna aspettare per intervenire?" Questo il commento iniziale di Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l’associazione che rappresenta i concessionari di tutti marchi commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali, industriali e autobus.

Secondo le stime di Federauto la proiezione dei dati del primo semestre 2013 porta a intravedere un consuntivo annuale non superiore a 1.250.000 immatricolazioni, con un peggioramento dell’avvilente 2012 chiuso con poco più di 1.400.000 pezzi.
Conclude Pavan Bernacchi: “Al Presidente del Consiglio Letta, ai suoi Ministri dell’Economia Saccomanni, dello Sviluppo Economico Zanonato e dei Trasporti Lupi, chiediamo di leggere con attenzione i dati perché c'è la necessità di reagire subito, mettendo al più presto intorno al tavolo i rappresentanti di tutta la filiera automobilistica. Un settore che, peraltro, continua a dare allo Stato entrate fiscali per una quota pari al 16,6% del PIL. Ma per quanto?”

Nel frattempo Federauto annuncia che da questo mese, grazie a Dat-Italia, azienda leader a livello europeo nella gestione delle quotazioni dell'usato e dei listini del nuovo, sarà possibile proporre un'analisi mensile sulla svalutazione delle vetture sul mercato italiano. I dati saranno diffusi da Federauto in accordo con Dat-Italia e costituiranno un ulteriore momento di approfondimento e di analisi per il settore.

Ma torniamo alle vendite. Per capire come è sprofondato il mercato dell'auto, basti dire che questo è il 39° calo mensile a partire dal marzo 2010, cioè dalla fine degli ultimi incentivi alla rottamazione.

La serie nera iniziata allora si è interrotta infatti solo due volte (+4,2% a maggio 2011 e +4,17% ad agosto 2011) in 41 mesi. In particolare nel giugno scorso, secondo i dati diffusi oggi dal Ministero dei Trasporti, le immatricolazioni sono state 122.008 con una contrazione del 5,51%. Si tratta di un calo piuttosto contenuto rispetto a quelli del passato anche recente, soprattutto se si tiene conto che nel giugno scorso vi è stato un giorno lavorato in meno rispetto a giugno 2012.

"Il tasso di caduta dunque rallenta - spiegano al Centro Studi Promotor - ma ciò non toglie che il livello della domanda scivoli sempre più in basso e che sia difficile prevedere quando verrà toccato il fondo. Le attese degli operatori, rilevate dal Centro Studi Promotor nel quadro della sua inchiesta congiunturale di giugno, non sono certo positive. Il 56% degli interpellati prevede nei prossimi mesi nuovi cali della domanda, mentre in giugno sono stati bassi sia i livelli di acquisizione di ordini (86% degli interpellati) che quelli di affluenza di visitatori nelle showrooms (88% degli interpellati)".