Motori

Timori nel settore delle 2 ruote
per la mancanza di incentivi

Corrado Capelli, presidente di Confindustria Ancma, torna a chiedere la proroga del sostegno governativo per un settore già in crisi

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Il comparto delle due ruote teme profonde ripercussioni negative in mancanza del rinnovo degli incentivi governativi. In sofferenza da tempo per quanto riguarda le vendite di moto e cinquantini il settore "sopravvive" grazie al buon andamento del segmento degli scooter ma l'assenza del sostegno all'acquisto sta creando un clima di incertezza e preoccupazione tra costruttori e rivenditori.

E forti perplessità sono state espresse chiaramente da Corrado Capelli, presidente di Confindustria Ancma: "Senza incentivi al mercato delle 2 ruote tutta la filiera rischia di entrare in una crisi profonda. Non è corretto assimilare le 2 ruote al mondo auto, perché nelle nostre città un uso più intenso di scooter e moto risolverebbe i problemi di congestione del traffico e di inquinamento. Il rinnovo nel 2010 degli incentivi a favore delle 2 ruote porterebbe ad un abbattimento del traffico e delle emissioni inquinanti nelle aree metropolitane, che si tradurrebbe in un vantaggio per tutti i cittadini. Chiediamo con forza che il Governo ne tenga conto".
 
Secondo i dati diffusi da Confindustria Ancma lo scorso anno grazie agli incentivi, in 10 mesi, sono stati demoliti 263.000 veicoli obsoleti, uno svecchiamento del parco circolante che ha prodotto benefici in termini di riduzione delle emissioni inquinanti e crescita del livello di sicurezza dei motocicli. Secondo l'associazione questo processo non va interrotto perché ci sono ancora 5.800.000 mezzi omologati Euro zero ed Euro 1, che hanno oltre 10 anni di vita, pari al 63% dell'intero parco circolante, dati che relegano l'Italia nelle ultime posizioni tra principali paesi europei.
 
"Il sostegno al consumo non serve solo a salvaguardare i livelli occupazionali del settore  -  ha dichiarato Capelli - ma permette di accelerare il ricambio con indubbi vantaggi per l'ambiente. Senza un rinnovo più mirato delle facilitazioni all'acquisto, secondo la proposta di Confindustria Ancma, che lega il contributo ad una percentuale sul prezzo di listino, in modo da valorizzare le tecnologie più innovative e con un target massimo di 70 kW per non penalizzare il comparto moto, i contraccolpi sul mercato saranno evidenti e ridurranno in modo notevole il gettito Iva".
 
Secondo lo schema di incentivi proposto da Confindustria Ancma, l'investimento previsto per su base annua sarebbe di circa 100 milioni di euro che potrebbero essere recuperati per oltre il 50% attraverso il maggior introito Iva previsto.
Insomma il clima di incertezza c'è anche se i pareri sono discordanti poiché in sistema degli incentivi, secondo alcuni costruttori, "droga" il mercato falsando il reale andamento delle vendite. (m. r.)