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Ma è molto difficile ottenere questi valori, infatti il dato sulle emissioni di anidride carbonica è quasi introvabile sulle fonti ufficiali, cioè i siti delle case. È quanto emerso da una un'indagine condotta in Gran Bretagna riportata da "Terra!"

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Auto come lavatrici, con un certo numero di A sull'etichetta per identificarne consumi e classe di efficienza? Non proprio così, ma almeno che sia possibile capire quanta CO2 producano realmente, per conoscere il grado di inquinamento di ciascun modello e, perché no, quantificare la spesa relativa ai consumi.

Ma è molto difficile ottenere questi valori, infatti il dato sulle emissioni di anidride carbonica è quasi introvabile sulle fonti ufficiali, cioè i siti delle case. È quanto emerso da una un'indagine condotta in Gran Bretagna tra ottobre e novembre del 2009, e poi riportata dall'associazione Terra!

Assodato che oggi i consumatori "girano" sul web prima di decidere in merito all'acquisto di un'auto, cercano anche di sapere quanta CO2 produrrà la loro prossima auto e quanto gli costerà mantenerla. Un rapporto appena pubblicato da Energy Saving trust, Friends of the Hearth e We Are Futureproof, denuncia che oltre 350 persone hanno cercato  on line con i loro PC per 3 volte i valori di CO2 sui siti dei produttori, con un riscontro positivo del 50%, mentre negli altri casi il valore è introvabile. Se fino ad un anno fa, infatti, il 40% dei potenziali clienti consultava in Rete i siti delle case prima dell'acquisto, oggi la maggior parte dei consumatori ricorre preventivamente a questo moderno sistema di comunicazione.

"La nostra ricerca ha dimostrato che in molti casi scoprire i costi di gestione dei vari modelli di auto e il loro impatto ambientale dai siti web dei produttori di auto è come cercare il classico ago nel pagliaio  -  ha detto Marian Spain, direttore strategico di Energy Saving trust  -  la differenza tra la family car più efficiente e la peggiore è di 2 tonnellate di emissioni e oltre 1.000 euro l'anno, quindi sarebbe opportuno poterla conoscere. Intanto anche i produttori di auto a basse emissioni non stanno pubblicizzando il grado di efficienza dei loro veicoli. Chiediamo che venga apposta perciò su ogni esemplare di auto un'etichetta di efficienza energetica, come per i comuni elettrodomestici."
In una classifica di efficienza i siti web di Mini, Kia, Lexus e Honda sono stati quelli in cui i partecipanti all'indagine on line hanno avuto maggiore facilità di accesso alle informazioni ai dati relativi alla CO2. Il tempo medio per trovare tali dati variava dai 74 secondi per la Lexus fino a quasi 8 minuti per l'Alfa Romeo, buona ultima in classifica, insieme a Nissan e smart.
 
"Un numero sempre più elevato di persone vuole scegliere auto ecologiche e più efficienti, ma lo studio inglese ha mostrato che le case automobilistiche sembrano ritenere che il pubblico debba perdere tempo per una vana caccia alle informazioni su complicati siti web. I valori della CO2, invece, dovrebbero essere di facile e intuitiva accessibilità per una decisione consapevole da parte degli utenti, e i produttori di auto stanno provocando un disservizio in tal senso, riuscendo a non rendere questi dati accessibili sui propri siti web" ha dichiarato Daniel Moretti, responsabile campagna trasporti e mobilità di "Terra!"
Sia questo un invito ai costruttori, dunque, perché forniscano spontaneamente i dati sui valori delle emissioni e dei consumi, insieme alle altre informazioni tecniche di potenza, velocità, misure e volumi attraverso i media, siano essi in carta stampata, affissioni murali o siti web.

Razionalizzando gli acquisti, ad esempio, si è calcolato che gli inglesi potrebbero risparmiare ogni anno oltre 500 milioni di sterline e 1,2 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Estendendo queste valorizzazione a livello mondiale si può pensare di rivitalizzare l'intero pianeta e allungarne forse la vita. O dimentichiamo che sulla Terra ci viviamo noi umani?