Le misure adottate dall'Unione europea per combattere l'inquinamento automobilistico sono insufficienti. Parola di Greenpeace. L'associazione ambientalista lancia l'allarme mentre la prossima settimana i ministri dell'industria europei si preparano a adottare una strategia continentale sui veicoli "verdi" e a basso consumo.
Ecco quindi che Greenpeace chiede di rafforzare l'unico strumento realmente efficace dell'Unione europea per raggiungere questo obiettivo, innalzando gli standard di efficienza nei consumi delle auto. Per l'organizzazione che si batte per un mondo più pulito, l'Unione europea si è data nel 2009 degli obiettivi troppo poco ambiziosi con le auto vendute che dovranno emettere in media 130 grammi di CO2 per chilometro entro il 2015 e 95 gr/km di CO2 entro il 2020.
A supporto delle sue affermazioni e di come i miglioramenti nell'efficienza possono essere molto più veloci, Greenpeace ha appena diffuso un importante studio realizzato dal Centro inglese per la Responsabilità e la Sostenibilità che individua ben quattro diversi percorsi attraverso i quali è possibile raggiungere l'obiettivo di 80 grammi di CO2 al 2020. Tali percorsi prevedono sia un incremento delle auto ibride ed elettriche che il passaggio ad auto più piccole e meno potenti.
Secondo Andrea Lepore, promotore della campagna clima di Greenpeace: "I ministri dell'industria europei devono riconoscere che l'unico modo per rilanciare la competitività del settore automobilistico europeo è indirizzarlo verso veicoli a bassi consumi e basse emissioni. Ma questo è possibile solo con una legislazione ambiziosa e limiti più stringenti".
L'associazione ambientalista conclude quindi che se l'Unione europea intende ottenere al più presto veicoli meno inquinanti, non deve far altro che fissare obiettivi più ambiziosi: 80 grammi di CO2 per chilometro entro il 2020 e 50 gr/km di CO2 entro il 2030. (m. r.)
Ecco quindi che Greenpeace chiede di rafforzare l'unico strumento realmente efficace dell'Unione europea per raggiungere questo obiettivo, innalzando gli standard di efficienza nei consumi delle auto. Per l'organizzazione che si batte per un mondo più pulito, l'Unione europea si è data nel 2009 degli obiettivi troppo poco ambiziosi con le auto vendute che dovranno emettere in media 130 grammi di CO2 per chilometro entro il 2015 e 95 gr/km di CO2 entro il 2020.
A supporto delle sue affermazioni e di come i miglioramenti nell'efficienza possono essere molto più veloci, Greenpeace ha appena diffuso un importante studio realizzato dal Centro inglese per la Responsabilità e la Sostenibilità che individua ben quattro diversi percorsi attraverso i quali è possibile raggiungere l'obiettivo di 80 grammi di CO2 al 2020. Tali percorsi prevedono sia un incremento delle auto ibride ed elettriche che il passaggio ad auto più piccole e meno potenti.
Secondo Andrea Lepore, promotore della campagna clima di Greenpeace: "I ministri dell'industria europei devono riconoscere che l'unico modo per rilanciare la competitività del settore automobilistico europeo è indirizzarlo verso veicoli a bassi consumi e basse emissioni. Ma questo è possibile solo con una legislazione ambiziosa e limiti più stringenti".
L'associazione ambientalista conclude quindi che se l'Unione europea intende ottenere al più presto veicoli meno inquinanti, non deve far altro che fissare obiettivi più ambiziosi: 80 grammi di CO2 per chilometro entro il 2020 e 50 gr/km di CO2 entro il 2030. (m. r.)