La ricerca della Audi nel campo dei veicoli ibridi ha origini ventennali. Il primo prototipo risale al 1989 quando i progettisti tedeschi svilupparono una vettura sulla base della 100 Avant con la trazione anteriore affidata a un propulsore tradizionale a benzina e quella posteriore fornita da un motore elettrico inseribile con batterie al nickel-cadmio. Lo step successivo arrivò due anni dopo con un'altra versione della duo su telaio 100 Avant quattro ma bisognerà attendere fino al 1997 per veder avviata la produzione in piccola serie della prima ibrida, una Audi duo su telaio A4 Avant con propulsore termico turbodiesel da 90 Cv e motore elettrico raffreddato ad acqua da 29 Cv alimentato da una batteria al gel di piombo. L'obiettivo di questo veicolo innovativo è sempre stato quello della massima facilità d'uso con la possibilità di essere ricaricato a una normale presa di corrente e il motore elettrico, già da allora, era in grado di recuperare l'energia frenante in fase di decelerazione.
Oggi la ricerca della casa tedesca ha fatto passi da gigante e molti dei modelli della gamma Audi adottano di serie sistemi Start&Stop e di recupero dell'energia in frenata che ne fanno delle vetture micro-ibride e contribuiscono in modo determinante alla riduzione dei consumi e delle emissioni di CO2.
Dal prossimo anno sarà avviata la produzione della Q5 hybrid quattro che si avvale dell'abbinamento di un motore elettrico alimentato da una batteria compatta agli ioni di litio a un tradizionale benzina 2.000cc TFSI. Con 245 Cv di potenza e una coppia di 480 Nm questo Suv ibrido scatta da 0 a 100 km/h in 7,1 secondi e raggiunge una velocità massima di 222 km/h, mentre in modalità esclusivamente elettrica riesce a percorrere una distanza di 3 km a una velocità massima di 60 km/h. I consumi sono inferiori ai 7 litri ogni 100 km e corrispondono a emissioni di CO2 minori di 160 grammi per chilometro.
Il brand dei quattro anelli ha poi dimostrato il grado di tecnologia raggiunta nel campo dei veicoli alimentati esclusivamente da un propulsore elettrico con i modelli e-tron, il primo dei quali ha debuttato al salone di Francoforte del 2009 e grazie ai quattro propulsori elettrici il prototipo sportivo a due posti sviluppa una potenza di 313 Cv che gli consente di scattare da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi mentre la velocità è limitata elettronicamente a 200 km/h con un'autonomia di circa 200 km (la batteria agli ioni di litio si ricarica in 2,5 ore). Al salone di Detroit di quest'anno è toccato poi un altro studio e-tron, ovvero una biposto leggera e compatta con due propulsori elettrici sull'asse posteriore per una potenza di 204 Cv, mentre al recente salone di Parigi è stata mostrata la e-tron Spyder, la cui batteria può essere ricaricata a una normale presa, due motori elettrici per 87 Cv e un motore posteriore 3.000cc TDI biturbo con una potenza di 300 Cv e una coppia di 650 Nm con cambio a 7 rapporti S tronic.
Più concreta la proposta per la mobilità urbana della compatta A1 e-tron che si avvale di un motore elettrico da 61 Cv con un'autonomia di circa 50 km estendibile a oltre 200 km grazie al piccolo propulsore Wankel posteriore "range extender" che ricarica la batteria. Nei prossimi mesi le aziende municipalizzate e il Politecnico di Monaco di Baviera potranno contare su una flotta di prova delle A1 e-tron che coinciderà con l'inaugurazione di 200 nuove stazioni di ricarica.
Per quanto riguarda la supersportiva e-tron invece, la vettura inizierà a circolare su strada in piccola serie già a partire dal 2012.
Insomma l'impegno della Audi nel campo della mobilità elettrica è in forte espansione come conferma anche l'inaugurazione del nuovo centro di sviluppo e di collaudo di quattro piani, la creazione di 390 posti di lavoro e l'investimento di 65 milioni di euro nelle più moderne tecnologie.
Il centro di ricerca Projekthaus e-performance funge invece da "think tank" della casa con una task-force di specialisti di diverse discipline che intrattengono contatti con tecnici esterni all'azienda.
Nel frattempo prosegue anche la ricerca nel campo dei propulsori con celle a combustibile e lo studio Audi Q5 HFC, che adotta la tecnologia "Hybrid Fuel Cell", dimostra come sia impiegabile anche per le lunghe percorrenze. Secondo la casa tedesca però prima di poter implementare queste tecnologie su una vettura di serie è necessario superare diversi ostacoli di natura tecnica e commerciale e chiarire alcune importanti questioni come, ad esempio, l'approvvigionamento di idrogeno e il costo energetico della sua produzione. (m. r.)
Oggi la ricerca della casa tedesca ha fatto passi da gigante e molti dei modelli della gamma Audi adottano di serie sistemi Start&Stop e di recupero dell'energia in frenata che ne fanno delle vetture micro-ibride e contribuiscono in modo determinante alla riduzione dei consumi e delle emissioni di CO2.
Dal prossimo anno sarà avviata la produzione della Q5 hybrid quattro che si avvale dell'abbinamento di un motore elettrico alimentato da una batteria compatta agli ioni di litio a un tradizionale benzina 2.000cc TFSI. Con 245 Cv di potenza e una coppia di 480 Nm questo Suv ibrido scatta da 0 a 100 km/h in 7,1 secondi e raggiunge una velocità massima di 222 km/h, mentre in modalità esclusivamente elettrica riesce a percorrere una distanza di 3 km a una velocità massima di 60 km/h. I consumi sono inferiori ai 7 litri ogni 100 km e corrispondono a emissioni di CO2 minori di 160 grammi per chilometro.
Il brand dei quattro anelli ha poi dimostrato il grado di tecnologia raggiunta nel campo dei veicoli alimentati esclusivamente da un propulsore elettrico con i modelli e-tron, il primo dei quali ha debuttato al salone di Francoforte del 2009 e grazie ai quattro propulsori elettrici il prototipo sportivo a due posti sviluppa una potenza di 313 Cv che gli consente di scattare da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi mentre la velocità è limitata elettronicamente a 200 km/h con un'autonomia di circa 200 km (la batteria agli ioni di litio si ricarica in 2,5 ore). Al salone di Detroit di quest'anno è toccato poi un altro studio e-tron, ovvero una biposto leggera e compatta con due propulsori elettrici sull'asse posteriore per una potenza di 204 Cv, mentre al recente salone di Parigi è stata mostrata la e-tron Spyder, la cui batteria può essere ricaricata a una normale presa, due motori elettrici per 87 Cv e un motore posteriore 3.000cc TDI biturbo con una potenza di 300 Cv e una coppia di 650 Nm con cambio a 7 rapporti S tronic.
Più concreta la proposta per la mobilità urbana della compatta A1 e-tron che si avvale di un motore elettrico da 61 Cv con un'autonomia di circa 50 km estendibile a oltre 200 km grazie al piccolo propulsore Wankel posteriore "range extender" che ricarica la batteria. Nei prossimi mesi le aziende municipalizzate e il Politecnico di Monaco di Baviera potranno contare su una flotta di prova delle A1 e-tron che coinciderà con l'inaugurazione di 200 nuove stazioni di ricarica.
Per quanto riguarda la supersportiva e-tron invece, la vettura inizierà a circolare su strada in piccola serie già a partire dal 2012.
Insomma l'impegno della Audi nel campo della mobilità elettrica è in forte espansione come conferma anche l'inaugurazione del nuovo centro di sviluppo e di collaudo di quattro piani, la creazione di 390 posti di lavoro e l'investimento di 65 milioni di euro nelle più moderne tecnologie.
Il centro di ricerca Projekthaus e-performance funge invece da "think tank" della casa con una task-force di specialisti di diverse discipline che intrattengono contatti con tecnici esterni all'azienda.
Nel frattempo prosegue anche la ricerca nel campo dei propulsori con celle a combustibile e lo studio Audi Q5 HFC, che adotta la tecnologia "Hybrid Fuel Cell", dimostra come sia impiegabile anche per le lunghe percorrenze. Secondo la casa tedesca però prima di poter implementare queste tecnologie su una vettura di serie è necessario superare diversi ostacoli di natura tecnica e commerciale e chiarire alcune importanti questioni come, ad esempio, l'approvvigionamento di idrogeno e il costo energetico della sua produzione. (m. r.)