Motori

Auto ad emissioni zero?
La Francia punta sull'elettrico

Ecco il progetto globale per le "auto con la spina" che diventa realtà in Paesi come la Francia, dove la produzione di energia elettrica (con il nucleare) è in surplus rispetto alle necessità del Paese

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Parte con 4 modelli la gamma elettrica Renault, due derivati e due progettati esclusivamente per l'elettrico. Ai derivati Kangoo Van e Fluence, infatti, si sono aggiunti la piccola berlina Zoè e l'inclassificabile Twizy, metà scooter e metà smart.
Ma i presupposti locali favoriscono lo sviluppo di questa soluzione con 5.000 euro di incentivi governativi per chi acquista un'elettrica, e non finisce qui: la produzione di energia a basso costo nelle centrali nucleari - secondo Renault - invita a sfruttare questa fonte alternativa al petrolio. L'elettrico, inoltre, non  inquina localmente, anche se il totale delle auto in circolazione nel mondo pesa solo per il 15% sulle emissioni di CO2.

La strategia di Renault è, dunque, di sviluppare una gamma elettrica per tutti, uscendo dalla politica delle nicchie. L'energia elettrica produce zero CO2 se deriva dall'eolico (che in Italia i verdi non vogliono perché le pale alterano l'ambiente...) e 12 grammi per 100 chilometri se deriva dal nucleare, mentre in Europa la media è sui 62 g/km, molto più elevata. Se si analizzano i dati del diesel, infine, si sale ad una media di 136 grammi, che raggiungono i 184 con i motori a benzina.

Ma l'alleanza Renault-Nissan crede in questo tipo di energia alternativa al petrolio e, proprio in questa direzione, ha sancito oltre 60 accordi con Paesi diversi perché venga accettato e sviluppato l'elettrico. Del resto il problema è sul come viene prodotta l'elettricità, che ha un equilibrio di inquinamento nelle aree intorno alle centrali, ma in città - dove si calcola che vivrà oltre il 70% della popolazione entro il 2050 - riduce a zero emissioni e rumore.

Un punto debole delle auto elettriche può essere identificato nel costo del pacco batterie, cui Renault ha posto rimedio con una cessione in leasing. Acquistando una Fluence, ad esempio, si sborsano 21.900 euro (ma 5.000 vengono rimborsati subito dal governo francese) cui si devono aggiungere 79 euro/mese per il leasing delle batterie. Calcolando che un pacco batterie ha una vita media di 8/10 anni è facile ritenere che non si sostituiranno mai, perché è più breve la vita dell'auto stessa.

In parallelo allo sviluppo delle auto, inoltre, Renault ha progettato una serie di sistemi per la ricarica, che vanno dalla presa di corrente per una ricarica rapida (3 ore con presa a 400 Volt) alla carica notturna attaccati alla presa 220 volt in garage - si dovrà scegliere se caricare l'auto o fare il bucato? - o addirittura alla creazione di stazioni Quick Drop che non ricaricano, ma sostituiscono il pacco batterie con uno di rotazione, in modo completamente automatico e in soli tre minuti.

In Italia gli incentivi per ora si fanno attendere, le colonnine di ricarica in strada potrebbero facilmente essere vittime di vandalismi, però il progresso va avanti comunque. Chissà che tra qualche anno non si possa leggere un annuncio del tipo: vendesi elettrica d'epoca....