Motori

In pista con la Zoé
la Renault di domani

Primo test con il prototipo elettrico che entrerà in produzione nel 2012. Linee eleganti e interni funzionali per una cittadina da desiderare

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Si avvia in silenzio come ogni elettrica che si rispetti, ma è ancora un prototipo, che trasmette sensazioni limitate, da qualche scricchiolio della carrozzeria, fisiologico per un'auto ancora non in produzione (andrà in linea dal prossimo anno), a qualche fischio nel motore, ma non è definitivo nemmeno lui.

Della Zoé si sa che sarà al di sotto dei 4 metri di lunghezza, che è un modello progettato direttamente per la propulsione elettrica, e con un vano bagagli sufficiente per contenere soprattutto le buste della spesa. Definita dalla stessa Renault come city car, infatti, la Zoé è maneggevole e con grande visibilità, e con un'autonomia calcolata in circa 150 chilometri. "Sono sufficienti per rispondere alle esigenze di quanti usino l'auto per andare e tornare dall'ufficio - ha sottolineato Andrea Baracco, responsabile comunicazione Renault Italia - anche se con qualche piccola digressione per un paio di commissioni."

Peggio per i pendolari, che pare non siano contemplati per l'uso quotidiano della piccola francese a spina. Una spina per ricaricarla dalla presa nel box di casa, oppure con tensione più elevata (400 V) nei punti di ricarica industriali - ancora tutti da costruire - o con la sostituzione delle batterie in stazioni totalmente automatiche dedicate. Infrastrutture ancora da costruire sul territorio. La Francia, inoltre, è un Paese produttore di energia elettrica in eccesso grazie al nucleare, energia che vende a caro prezzo anche all'Italia, che invece deve fare i conti con un peso rilevante sulla bilancia dei pagamenti per le forniture elettriche.

Il listino della Zoé non è ancora stato definito, ma dovrebbe essere al di sotto dei 20.000 euro della Kangoo, si può avanzare un'ipotesi intorno ai 17.000 euro, cui si aggiungono i 45 euro di noleggio a lungo termine delle batterie, che restano di proprietà Renault. "Usare le batterie in ciclo di noleggio - è sempre Baracco a parlare - serva a seguire l'evoluzione degli accumulatori senza ulteriori spese, perché la sostituzione entro i 5.000 cicli di vita previsti sarà cura della Società che gestisce il nolo. La batterie, infatti, vengono cambiate con le nuove quando scendono all'80% dell'efficienza iniziale". E il riciclo dell'usato? Niente paura, si è pensato anche a quello, prevedendo di installarle come tampone di immagazzinamento dell'energia proveniente dall'eolico, che adesso di notte è costretto spesso a fermare le pale per mancanza di consumi. Saranno le batterie in esaurimento, invece, a costituire la scorta per i consumi del giorno successivo.

Sulla Zoé proto c'è (e resterà anche sulla versione definitiva) una leva del cambio, un cambio che non è tale, perché l'elettrica ha solo posizioni avanti, indietro, folle. Ma pare che installare una pulsantiera sia troppo costoso, eppure era già montata sulla Simca Mille negli anni '70.