Non vogliono sentir parlare di "ritiri", ma alla Toyota sono comunque in trincea per il maxi "richiamo" (8 milioni di auto) che coinvolge buona parte della gamma, dopo qualche caso di problemi al pedale dell'acceleratore e, per quanto riguarda la Prius, all'impianto Abs. La rete lavora ormai 24 ore su 24 e in Italia si pensa di risolvere la questione in non più di 8 settimane. Ferita nell'orgoglio (e nella... borsa), la Casa nipponica, leader mondiale del settore, non intende davvero abbassare la guardia per riaffermare quella fama di affidabilità che ha decretato il successo commerciale e d'immagine di prodotti capaci di reggere la sfida, in particolare su questo terreno, anche con le rivali tedesche.
Nel frattempo si aggiorna la Auris, la medio-compatta erede proprio di quella Corolla protagonista indiscussa della irresistibile ascesa della Toyota e a lungo bestseller del mercato internazionale. Lanciata nel 2007, l'avversaria giapponese di Golf, Astra, Megane e simili, si presenta ora con un abito più aggressivo, che mette da parte i toni un po' troppo anonimi del modello d'esordio, offre allestimenti migliorati nella qualità percepita e, sul piano tecnico, pone l'accento su consumi e contenimento delle emissioni inquinanti, sfoderando inoltre l'asso nella manica di una versione ibrida che andrà ad arricchire la gamma entro l'estate prossima.
Immutata, d'altra parte, la formula di base che vede sempre la Auris strizzare l'occhio alle monovolume in materia di architettura dell'abitacolo, non a caso fra i più spaziosi della categoria (per 4,25 metri di lunghezza del corpo vettura), caratterizzato dalla "guida alta" e da un vano di carico dalle buone dimensioni.
Sul fronte dinamico, i modelli per l'Europa adottano una taratura specifica delle sospensioni che favorisce l'handling, mentre la scuderia motori comprende i già noti quattro cilindri riveduti e corretti in chiave ecologica. Per l'Italia, un 1.300 e un 1.600 a benzina da 99 e 132 Cv e i diesel 1.400 e due litri da 90 e 126 Cv, tutti in sintonia con la vocazione familiare della Auris e con una nota di merito, nel comportamento su strada, per il più piccolo a gasolio, che non soffre di troppi complessi d'inferiorità e si conferma come quello più "giusto" per la medio-compatta nipponica.
Destinata al popoloso e strategico segmento C del mercato continentale (qualcosa come 3 milioni di auto vendute all'anno), la nuova Toyota punta a percentuali di settore del 4 per cento e da noi la previsione è intorno a 6 mila unità per la fine del 2010, con prezzi a partire da circa 15 mila euro. Alla ibrida verrà poi assegnato il ruolo di offrire un modello più economico e di "volume" rispetto alla Prius, dalla quale comunque la Auris anche elettrica, siglata HSD, riprende lo schema tecnico fondamentale e il motore 1.800 a benzina.
Nel frattempo si aggiorna la Auris, la medio-compatta erede proprio di quella Corolla protagonista indiscussa della irresistibile ascesa della Toyota e a lungo bestseller del mercato internazionale. Lanciata nel 2007, l'avversaria giapponese di Golf, Astra, Megane e simili, si presenta ora con un abito più aggressivo, che mette da parte i toni un po' troppo anonimi del modello d'esordio, offre allestimenti migliorati nella qualità percepita e, sul piano tecnico, pone l'accento su consumi e contenimento delle emissioni inquinanti, sfoderando inoltre l'asso nella manica di una versione ibrida che andrà ad arricchire la gamma entro l'estate prossima.
Immutata, d'altra parte, la formula di base che vede sempre la Auris strizzare l'occhio alle monovolume in materia di architettura dell'abitacolo, non a caso fra i più spaziosi della categoria (per 4,25 metri di lunghezza del corpo vettura), caratterizzato dalla "guida alta" e da un vano di carico dalle buone dimensioni.
Sul fronte dinamico, i modelli per l'Europa adottano una taratura specifica delle sospensioni che favorisce l'handling, mentre la scuderia motori comprende i già noti quattro cilindri riveduti e corretti in chiave ecologica. Per l'Italia, un 1.300 e un 1.600 a benzina da 99 e 132 Cv e i diesel 1.400 e due litri da 90 e 126 Cv, tutti in sintonia con la vocazione familiare della Auris e con una nota di merito, nel comportamento su strada, per il più piccolo a gasolio, che non soffre di troppi complessi d'inferiorità e si conferma come quello più "giusto" per la medio-compatta nipponica.
Destinata al popoloso e strategico segmento C del mercato continentale (qualcosa come 3 milioni di auto vendute all'anno), la nuova Toyota punta a percentuali di settore del 4 per cento e da noi la previsione è intorno a 6 mila unità per la fine del 2010, con prezzi a partire da circa 15 mila euro. Alla ibrida verrà poi assegnato il ruolo di offrire un modello più economico e di "volume" rispetto alla Prius, dalla quale comunque la Auris anche elettrica, siglata HSD, riprende lo schema tecnico fondamentale e il motore 1.800 a benzina.