Il week end della Countryman
Al debutto la maxi Mini
di MAURILIO RIGO
In vendita con un listino che va da 21 mila euro in su la nuova crossover anglo-tedesca. Cinque porte e trazione integrale: due anteprime per la marca
Nel fine settimana le concessionarie Mini spalancheranno le porte per far "toccare con mano" al pubblico le qualità dell'ultima nata della famiglia, la Countryman che va in vendita con un listino da 21 mila euro in su. Ultima non significa certo inferiore poiché la nuova vettura è la prima della storia del brand a essere dotata di quattro porte con un vero portellone posteriore (che si apre sollevando il logo) e un portabagagli degno del nome (da 350 a 1.170 litri di capacità). A vederla ha l'aria di una Mini "vitaminizzata" e supera, seppure per una manciata di millimetri, la lunghezza dei quattro metri e per sostenere quell'aria da crossover che si rispetti, i progettisti hanno provveduto a dotarla di una trazione integrale a quattro ruote motrici per proseguire il viaggio anche quando l'asfalto finisce. Chi si aspettava un "suvvone" è quindi stato deluso anche perché la Countryman non si è mai voluta dar…
Nel fine settimana le concessionarie Mini spalancheranno le porte per far "toccare con mano" al pubblico le qualità dell'ultima nata della famiglia, la Countryman che va in vendita con un listino da 21 mila euro in su. Ultima non significa certo inferiore poiché la nuova vettura è la prima della storia del brand a essere dotata di quattro porte con un vero portellone posteriore (che si apre sollevando il logo) e un portabagagli degno del nome (da 350 a 1.170 litri di capacità). A vederla ha l'aria di una Mini "vitaminizzata" e supera, seppure per una manciata di millimetri, la lunghezza dei quattro metri e per sostenere quell'aria da crossover che si rispetti, i progettisti hanno provveduto a dotarla di una trazione integrale a quattro ruote motrici per proseguire il viaggio anche quando l'asfalto finisce. Chi si aspettava un "suvvone" è quindi stato deluso anche perché la Countryman non si è mai voluta dare arie da Suv (a quelli ci pensa la "capofamiglia" Bmw), ma rappresenta la quarta variante della gamma Mini a cui resta fedele in tutto e per tutto.
Ovvero questa Mini "lievitata" rispecchia il carattere del marchio sposando appieno la sua filosofia quindi è chic, snob, alla moda, fashion, trendy oppure più semplicemente "lifestyle" termine che ultimamente è molto abusato per indicare le vetture da "fichetti". Il look viene irrobustito attraverso un frontale più corposo con griglia esagonale, proiettori più squadrati che si integrano nel cofano, passaruota generosi ben in evidenza e gruppi ottici posteriori in rilievo per enfatizzare le dimensioni della vettura. Intendiamoci, qualità e tecnologia non fanno certo difetto alla Countryman, tant'è che una versione debitamente preparata dalla Prodrive ha già esordito nel Campionato mondiale rally (dove peraltro in passato la casa ha già colto significative vittorie), però non si può nemmeno dire che sia proposta a buon mercato. Il listino prezzi parte infatti dai 21.000 euro della entry level One Countryman (a due ruote motrici) e arriva ai 28.950 della versione top di gamma rappresentata dalla Cooper S Countryman All4 a trazione integrale. Inizialmente saranno disponibili tre propulsori a benzina e due diesel con potenze comprese tra i 98 Cv (One Countryman) e 184 Cv (Cooper S Countryman), per i benzina, mentre per la motorizzazione a gasolio la scelta è tra i 90 Cv (One D Countryman) e 112 Cv (Cooper D Countryman).
La trazione integrale All4 è optional è può essere abbinata solo alle motorizzazioni a benzina da 184 Cv e diesel da 112 Cv (successivamente potrebbe essere estesa al resto della gamma), mentre solo i propulsori a benzina, in alternativa al cambio manuale a sei rapporti, possono essere abbinati all'automatico a sei rapporti con funzione Steptronic. Gli interni "a tutto tondo" rispecchiano la filosofia Mini con le classiche rotondità ben in evidenza e il "center rail" pronto ad accogliere ogni tipo di accessorio per aumentare il comfort di bordo agli occupanti dei sedili anteriori e del divanetto posteriore capace di accogliere tre passeggeri (sul nostro mercato la configurazione a due sedili posteriori è opzionale). La maggior altezza da terra delle vettura coincide poi anche con un posto di guida rialzato che consente di controllare meglio quello che succede intorno all'auto soprattutto quando si mettono le ruote (dai 16 ai 18 pollici), fuori dall'asfalto. Su strada la Mini Countryman mantiene il famoso "go-kart feeling" della famiglia e consente di ampliare il raggio di azione dei modelli precedenti poco avvezzi ad abbandonare le normali strade asfaltate.
Non è un fuoristrada (né tantomeno voleva esserlo) ma si adegua a un utilizzo più "campagnolo" anche se la maggior parte dei suoi acquirenti difficilmente la utilizzerà su percorsi offroad, magari la sfoggerà un po' infangata davanti al bar tanto è lì che finiranno la maggior parte di queste vetture con buona pace del profondo lavoro dei progettisti che c'è dietro e gli sforzi del marketing per proporlo come un veicolo differente. Quello che conta è che la Countryman è l'ultima novità della Mini e come tale va mostrata fino all'uscita del prossimo modello ( e tra non molto ne vedremo altre). Infine una curiosità, in questi giorni hanno suscitato scalpore i primi "schizzi" che ritraggono uno scooter elettrico targato Mini, un prototipo che sarà mostrato al salone di Parigi (dove il Gruppo festeggerà i 10 anni dell'acquisizione del brand), e che anticipa possibili soluzioni della casa nel mondo delle due ruote sempre coerenti con lo stile Mini. D'altronde anche lo scooter risiede nel dna del marchio per via dell'accoppiata (poco felice) Mini-Innocenti, dove alla Innocenti però andava riconosciuta la paternità della gloriosa Lambretta.
Ovvero questa Mini "lievitata" rispecchia il carattere del marchio sposando appieno la sua filosofia quindi è chic, snob, alla moda, fashion, trendy oppure più semplicemente "lifestyle" termine che ultimamente è molto abusato per indicare le vetture da "fichetti". Il look viene irrobustito attraverso un frontale più corposo con griglia esagonale, proiettori più squadrati che si integrano nel cofano, passaruota generosi ben in evidenza e gruppi ottici posteriori in rilievo per enfatizzare le dimensioni della vettura. Intendiamoci, qualità e tecnologia non fanno certo difetto alla Countryman, tant'è che una versione debitamente preparata dalla Prodrive ha già esordito nel Campionato mondiale rally (dove peraltro in passato la casa ha già colto significative vittorie), però non si può nemmeno dire che sia proposta a buon mercato. Il listino prezzi parte infatti dai 21.000 euro della entry level One Countryman (a due ruote motrici) e arriva ai 28.950 della versione top di gamma rappresentata dalla Cooper S Countryman All4 a trazione integrale. Inizialmente saranno disponibili tre propulsori a benzina e due diesel con potenze comprese tra i 98 Cv (One Countryman) e 184 Cv (Cooper S Countryman), per i benzina, mentre per la motorizzazione a gasolio la scelta è tra i 90 Cv (One D Countryman) e 112 Cv (Cooper D Countryman).
La trazione integrale All4 è optional è può essere abbinata solo alle motorizzazioni a benzina da 184 Cv e diesel da 112 Cv (successivamente potrebbe essere estesa al resto della gamma), mentre solo i propulsori a benzina, in alternativa al cambio manuale a sei rapporti, possono essere abbinati all'automatico a sei rapporti con funzione Steptronic. Gli interni "a tutto tondo" rispecchiano la filosofia Mini con le classiche rotondità ben in evidenza e il "center rail" pronto ad accogliere ogni tipo di accessorio per aumentare il comfort di bordo agli occupanti dei sedili anteriori e del divanetto posteriore capace di accogliere tre passeggeri (sul nostro mercato la configurazione a due sedili posteriori è opzionale). La maggior altezza da terra delle vettura coincide poi anche con un posto di guida rialzato che consente di controllare meglio quello che succede intorno all'auto soprattutto quando si mettono le ruote (dai 16 ai 18 pollici), fuori dall'asfalto. Su strada la Mini Countryman mantiene il famoso "go-kart feeling" della famiglia e consente di ampliare il raggio di azione dei modelli precedenti poco avvezzi ad abbandonare le normali strade asfaltate.
Non è un fuoristrada (né tantomeno voleva esserlo) ma si adegua a un utilizzo più "campagnolo" anche se la maggior parte dei suoi acquirenti difficilmente la utilizzerà su percorsi offroad, magari la sfoggerà un po' infangata davanti al bar tanto è lì che finiranno la maggior parte di queste vetture con buona pace del profondo lavoro dei progettisti che c'è dietro e gli sforzi del marketing per proporlo come un veicolo differente. Quello che conta è che la Countryman è l'ultima novità della Mini e come tale va mostrata fino all'uscita del prossimo modello ( e tra non molto ne vedremo altre). Infine una curiosità, in questi giorni hanno suscitato scalpore i primi "schizzi" che ritraggono uno scooter elettrico targato Mini, un prototipo che sarà mostrato al salone di Parigi (dove il Gruppo festeggerà i 10 anni dell'acquisizione del brand), e che anticipa possibili soluzioni della casa nel mondo delle due ruote sempre coerenti con lo stile Mini. D'altronde anche lo scooter risiede nel dna del marchio per via dell'accoppiata (poco felice) Mini-Innocenti, dove alla Innocenti però andava riconosciuta la paternità della gloriosa Lambretta.