Motori

Opel Astra Tourer?
Una piccola Insignia

Piacerà a molti per linee e prestazioni. E' proposta fin da subito con 4 motorizzazioni benzina, 5 diesel e una a GPL

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Poteva mancare la versione Tourer, la station wagon della nuova Opel Astra, in una gamma che ha iniziato con la Kadett nel 1936 a credere nella carrozzeria Caravan? Così il marchio tedesco della General Motors ha continuato con una vettura dallo stile moderno e decisamente dall'estetica... poco italiana, producendo la Astra Tourer, proposta da subito con 4 motorizzazioni benzina, 5 diesel e una a GPL.
Per l'Italia l'offerta dei motori è più selezionata di altri mercati, con potenze tra 90 e 160 cavalli, equamente divise tra benzina e gasolio, mentre dal prossimo anno sarà disponibile anche il sistema Start & Stop. I cambi manuali a 6 marce sono abbinati al 1400 turbo e al 1600 turbo benzina. Per il 1300 diesel, e le versioni aspirate dei benzina 1400 e 1600 invece, è disponibile un 5 rapporti. L'automatico al momento si può avere sul 1600 benzina (aspirato e turbo) e sul due litri a gasolio. In un secondo momento sarà disponibile anche per il 1400 turbo benzina da 140 cavalli.

Progettando a Russelsheim la nuova Astra Tourer si è badato molto anche alla razionalità di una vettura destinata a soddisfare le esigenze di spazio di chi lavora come di famiglie con bambini, creando un'auto dalle due facce, la solida lavoratrice di tutti i giorni e l'elegante station wagon per portare la famiglia in gita durante il fine settimana. Il vano bagagli, infatti, raggiunge i 1550 litri, con poche e semplici manovre necessarie a ribaltare in avanti i sedili posteriori, che il sistema Flex Fold di Opel fa scomparire sotto al pavimento, creando una superficie perfettamente piana.

Curata fino nei dettagli, l'Astra Tourer ha preso molto dalla sorella maggiore, la Insignia, riproponendone anche l'estetica molto piacevole e ben armonizzata. Tra tutti gli accessori tecnologici spiccano i fari bi-xeno adattativi, che si orientano insieme alle ruote anteriori, e la telecamera Opel-Eye, in grado di leggere i cartelli stradali con limiti di velocità e divieto di sorpasso e trasmettendone l'avviso sul quadro strumenti, mentre un altro sistema avverte il guidatore di un eventuale, repentino, cambio di corsia. Gradevoli e ben curati anche gli interni, che Opel punta a far diventare un punto di forza, con sedili anteriori ergonomici, plancia divisa tra l'area davanti al volante, con strumenti circolari, e la parte al centro, caratterizzata da un grande display multifunzione.

Se guardarla è un piacere, guidarla riesce a trasmettere ancora oggi - quando le auto ormai sono disegnate dal computer e si somigliano molto tra di loro - risposte dirette ai comandi del guidatore. Il motore turbodiesel da 160 cavalli eroga grande coppia fin dai bassi regimi e i rapporti del cambio appaiono ben scalati. La frenata potente poi trasmette quella sicurezza che si vorrebbe sempre avere da un'auto. I tecnici però sono riusciti a mantenere il comportamento brillante anche sul 1400 benzina nella versione turbo da 140 cavalli, perfetto esempio di quella tendenza al downsizing delle cilindrate cui oggi molti costruttori puntano per far risparmiare all'utente carburante e premi assicurativi, mentre anche l'ambiente trae vantaggio da un motore di cilindrata più piccola, con emissioni inferiori.

I prezzi partono da 18.100 euro per la 1400 benzina aspirata da 90 cavalli, e il listino è modulare: si devono aggiungere 1.000 euro per passare al benzina 1600 da 115 Cv, altri 750 per raggiungere il 1400 turbo da 140 Cv. Sono 2.000 euro, infine, per cominciare con il diesel 1300 da 95 Cv (20.100), poi 21.100 per il 1700 da 115 cavalli e 21.850 per quello con potenza di 125 Cv. Più di 23.000 il top del due litri a gasolio da 160 cavalli.