Venticinque anni di auto a trazione integrale. Può sembrare quasi un paradosso parlando di BMW, il marchio che ha fatto della trazione posteriore e dello stile di guida più sportivo il suo segno distintivo. Eppure, la casa bavarese ha venduto fino ad oggi quasi due milioni di 4x4 (dalla prima 325 iX) e offre una gamma quanto mai ricca di queste vetture, praticamente al pari della rivale Audi, tradizionale riferimento della categoria. E, anzi, riuscendo ad anticipare l'avversaria con l'ingresso in forze, già alla fine degli anni Novanta, nel settore delle sport-utility, dove ormai la BMW spazia dalla compatta X1 alle grandi X5 e X6, passando per una bestseller come la X3, intermedio cavallo di battaglia prodotto dal 2004 in oltre 600 mila unità, che adesso cede il testimone ad una seconda generazione rinnovata nel design e nei contenuti tecnici e di equipaggiamento.
Costruita, assieme alle sorelle maggiori, nello stabilimento statunitense di Spartanburg in Sud Carolina, e non più nella fabbrica Magna di Graz in Austria, la neonata di Monaco non rivoluziona i tratti estetici del modello precedente, ma acquista grinta e cresce un po' nelle dimensioni (4,65 metri di lunghezza), a vantaggio di uno spazio interno decisamente migliorato e di un vano di carico più ampio, che raggiunge i 550/1.600 litri di capacità con la funzionale possibilità di frazionamento in tre parti del sedile posteriore ribaltabile. Curati, come sempre, inoltre, gli allestimenti: sobri, di qualità e con la solita estrema dovizia di accessori, anche attingendo da una interminabile lista di optional (dall'apertura automatica del portellone all'head-up display).
Ma è sul fronte della dinamica che la nuova X3 vuole marcare la differenza rispetto ad una concorrenza recente (come Audi Q5 o Mercedes GLK), che ha infranto la splendida solitudine di chi ha creato di fatto la fascia commerciale delle SUV medie di classe superiore. Utilizzando così uno schema di trazione integrale permanente (non c'è una variante a sola trazione anteriore) che l'avvicina alle X5 e X6, la debuttante vuole sottolineare soprattutto l'indole sportiva, scegliendo una ripartizione di base della coppia che privilegia il posteriore, proponendo uno sterzo con servo elettromeccanico di grande precisione e un assetto in sintonia. A richiesta, è possibile d'altra parte disporre di un sistema che permette di regolare su tre diverse configurazioni le tarature fondamentali della X3, accentuando o meno le doti di comfort. Paragonabile a quello di una berlina ad alte prestazioni, dunque, il comportamento su strada, mentre l'off-road non è nel DNA della nuova BMW, anche se è in grado di disimpegnarsi all'occorrenza su qualche terreno difficile.
Le caratteristiche del telaio si sposano bene del resto con i motori. Per ora sono soltanto due quelli in listino, ma autentici protagonisti nella vasta compagine del marchio tedesco. In primo piano, almeno per il mercato italiano (circa il 70 per cento delle preferenze previste), il quattro cilindri due litri a gasolio da 184 Cv: non proprio silenziosissimo, ma dalla progressione eccellente fin dai regimi più bassi e dagli spunti aggressivi. Un autentico leader di categoria, poi, il sei cilindri tre litri a benzina, turbo ad iniezione diretta da 306 Cv, che rende la X3 quasi una granturismo (245 km/h di velocità massima potenziale e meno di 6 secondi da 0 a 100 km/h). Per entrambi, debutta un raffinato cambio automatico-sequenziale ZF a ben otto rapporti (per il diesel in alternativa al manuale a sei marce), che si avvale di start&stop per contenere consumi ed emissioni. In futuro, la gamma crescerà secondo tradizione, sia verso l'alto che verso il basso e magari con qualche "sorpresa ibrida".
In vendita già da questo mese, con prezzi secondo copione non certo economici (a partire da 41.750 euro), la bavarese punta ad un ruolo importante nella fase di rilancio della casa dopo un periodo difficile, che comunque il gruppo di Monaco ha affrontato senza eccessivi danni: 1,4 milioni le unità previste a fine 2010.
Costruita, assieme alle sorelle maggiori, nello stabilimento statunitense di Spartanburg in Sud Carolina, e non più nella fabbrica Magna di Graz in Austria, la neonata di Monaco non rivoluziona i tratti estetici del modello precedente, ma acquista grinta e cresce un po' nelle dimensioni (4,65 metri di lunghezza), a vantaggio di uno spazio interno decisamente migliorato e di un vano di carico più ampio, che raggiunge i 550/1.600 litri di capacità con la funzionale possibilità di frazionamento in tre parti del sedile posteriore ribaltabile. Curati, come sempre, inoltre, gli allestimenti: sobri, di qualità e con la solita estrema dovizia di accessori, anche attingendo da una interminabile lista di optional (dall'apertura automatica del portellone all'head-up display).
Ma è sul fronte della dinamica che la nuova X3 vuole marcare la differenza rispetto ad una concorrenza recente (come Audi Q5 o Mercedes GLK), che ha infranto la splendida solitudine di chi ha creato di fatto la fascia commerciale delle SUV medie di classe superiore. Utilizzando così uno schema di trazione integrale permanente (non c'è una variante a sola trazione anteriore) che l'avvicina alle X5 e X6, la debuttante vuole sottolineare soprattutto l'indole sportiva, scegliendo una ripartizione di base della coppia che privilegia il posteriore, proponendo uno sterzo con servo elettromeccanico di grande precisione e un assetto in sintonia. A richiesta, è possibile d'altra parte disporre di un sistema che permette di regolare su tre diverse configurazioni le tarature fondamentali della X3, accentuando o meno le doti di comfort. Paragonabile a quello di una berlina ad alte prestazioni, dunque, il comportamento su strada, mentre l'off-road non è nel DNA della nuova BMW, anche se è in grado di disimpegnarsi all'occorrenza su qualche terreno difficile.
Le caratteristiche del telaio si sposano bene del resto con i motori. Per ora sono soltanto due quelli in listino, ma autentici protagonisti nella vasta compagine del marchio tedesco. In primo piano, almeno per il mercato italiano (circa il 70 per cento delle preferenze previste), il quattro cilindri due litri a gasolio da 184 Cv: non proprio silenziosissimo, ma dalla progressione eccellente fin dai regimi più bassi e dagli spunti aggressivi. Un autentico leader di categoria, poi, il sei cilindri tre litri a benzina, turbo ad iniezione diretta da 306 Cv, che rende la X3 quasi una granturismo (245 km/h di velocità massima potenziale e meno di 6 secondi da 0 a 100 km/h). Per entrambi, debutta un raffinato cambio automatico-sequenziale ZF a ben otto rapporti (per il diesel in alternativa al manuale a sei marce), che si avvale di start&stop per contenere consumi ed emissioni. In futuro, la gamma crescerà secondo tradizione, sia verso l'alto che verso il basso e magari con qualche "sorpresa ibrida".
In vendita già da questo mese, con prezzi secondo copione non certo economici (a partire da 41.750 euro), la bavarese punta ad un ruolo importante nella fase di rilancio della casa dopo un periodo difficile, che comunque il gruppo di Monaco ha affrontato senza eccessivi danni: 1,4 milioni le unità previste a fine 2010.