Prosegue il successo di Birò che si presenta al prossimo Motor Show di Bologna con un'anteprima mondiale. Il quadriciclo elettrico più venduto in Italia (dati del 2010), prodotto dalla italiana Estrima, sarà presente per la prima volta alla kermesse bolognese presso padiglione "Electric City powered by Enel".
L'azienda pordenonese esporrà in anteprima mondiale la versione "commerciale" del suo veicolo elettrico denominata "Van" che alla stessa struttura del modello biposto abbina una cabinatura posteriore che estende la capacità di carico dai normali 90 del Birò agli oltre 300 litri e fino a un peso massimo complessivo di 200 kg.
Inoltre i progettisti della Estrima hanno migliorato le prestazioni del Birò che ora è in grado di percorrere fino a 70 km con una ricarica contro i 50 km della versione di lancio.
E lo stesso range di utilizzo, variabile però in relazione al carico trasportato, è disponibile anche per Birò Van.
Non manca nemmeno un pizzico di "vanità" al piccolo Birò poiché la casa ha deciso di abbinare alle tradizionali tinte monocromatiche nuove versioni bicolore.
Il pubblico avrà la possibilità di provare questo quadri ciclo elettrico all'interno del circuito indoor allestito nel padiglione 30.
A riassumere le caratteristiche del Birò ci prova Matteo Maestri, presidente della Estrima:
"Quando mi chiedono di spiegare cos'è Birò mi trovo a dire prima cosa non è: né minicar, né golfcar, né uno scooter, almeno non nell'accezione comune del termine. Birò è un quadriciclo elettrico a 4 ruote, ma con 2 posti contigui, pensato per la città: abbiamo allora pensato di descriverlo con il neologismo Uev, Urban Electric Vehicle e con questo appellativo lo presenteremo. Birò Van, invece, è un concept pensato per migliorare il volume di carico di Birò e contiamo di proporlo presto alle realtà del settore delle consegne cittadine e alle grandi strutture nelle quali è necessario movimentare piccole merci, oltre che persone. L'idea del van mi è balenata confrontandomi con il responsabile di una struttura sanitaria privata che voleva un Birò per distribuire i farmaci in corsia: Birò era perfetto per l'indoor perché passava anche attraverso le porte antipanico, ma non era abbastanza pratico per il carico/scarico dei medicinali al quale lui pensava". (m. r.)
L'azienda pordenonese esporrà in anteprima mondiale la versione "commerciale" del suo veicolo elettrico denominata "Van" che alla stessa struttura del modello biposto abbina una cabinatura posteriore che estende la capacità di carico dai normali 90 del Birò agli oltre 300 litri e fino a un peso massimo complessivo di 200 kg.
Inoltre i progettisti della Estrima hanno migliorato le prestazioni del Birò che ora è in grado di percorrere fino a 70 km con una ricarica contro i 50 km della versione di lancio.
E lo stesso range di utilizzo, variabile però in relazione al carico trasportato, è disponibile anche per Birò Van.
Non manca nemmeno un pizzico di "vanità" al piccolo Birò poiché la casa ha deciso di abbinare alle tradizionali tinte monocromatiche nuove versioni bicolore.
Il pubblico avrà la possibilità di provare questo quadri ciclo elettrico all'interno del circuito indoor allestito nel padiglione 30.
A riassumere le caratteristiche del Birò ci prova Matteo Maestri, presidente della Estrima:
"Quando mi chiedono di spiegare cos'è Birò mi trovo a dire prima cosa non è: né minicar, né golfcar, né uno scooter, almeno non nell'accezione comune del termine. Birò è un quadriciclo elettrico a 4 ruote, ma con 2 posti contigui, pensato per la città: abbiamo allora pensato di descriverlo con il neologismo Uev, Urban Electric Vehicle e con questo appellativo lo presenteremo. Birò Van, invece, è un concept pensato per migliorare il volume di carico di Birò e contiamo di proporlo presto alle realtà del settore delle consegne cittadine e alle grandi strutture nelle quali è necessario movimentare piccole merci, oltre che persone. L'idea del van mi è balenata confrontandomi con il responsabile di una struttura sanitaria privata che voleva un Birò per distribuire i farmaci in corsia: Birò era perfetto per l'indoor perché passava anche attraverso le porte antipanico, ma non era abbastanza pratico per il carico/scarico dei medicinali al quale lui pensava". (m. r.)