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Si rivede la Stratos,
rivive il mito dei rally

La vettura sportiva mattatrice dei rally negli anni '70 realizzata per il sogno di un ricco imprenditore tedesco. Costruita in esemplare unico da Pininfarina potrebbe essere prodotta in serie limitata
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Diciamo subito che la Lancia non c'entra nulla. Ma, nonostante tutto, a volte i sogni possono trasformarsi in realtà. Nel caso della nuova Stratos il requisito di questa trasformazione, oltre a una smisurata passione per la mitica Lancia mattatrice nei rally degli anni '70, è stato un cospicuo conto in banca. Così l'imprenditore tedesco Michael Stoschek, collezionista e campione europeo di rally, ha realizzato il suo sogno grazie a una solida base come quella della Ferrari 430 Scuderia e all'estro di un designer di fama mondiale come Pininfarina. Il fanatismo di Stoschek nei confronti della Lancia Stratos è di vecchia data e risale al 1986, anno in cui il pilota teutonico organizzo il raduno mondiale dedicato alla vettura in Alta Badia. In quell'occasione Stoschek conobbe Chris Hrabalek altro "malato" della Startos che diede vita alla Fenomenon Stratos (che debuttò al salone di Ginevra del 2005) e partecipò alla realizzazione del pro…
Diciamo subito che la Lancia non c'entra nulla. Ma, nonostante tutto, a volte i sogni possono trasformarsi in realtà. Nel caso della nuova Stratos il requisito di questa trasformazione, oltre a una smisurata passione per la mitica Lancia mattatrice nei rally degli anni '70, è stato un cospicuo conto in banca. Così l'imprenditore tedesco Michael Stoschek, collezionista e campione europeo di rally, ha realizzato il suo sogno grazie a una solida base come quella della Ferrari 430 Scuderia e all'estro di un designer di fama mondiale come Pininfarina. Il fanatismo di Stoschek nei confronti della Lancia Stratos è di vecchia data e risale al 1986, anno in cui il pilota teutonico organizzo il raduno mondiale dedicato alla vettura in Alta Badia. In quell'occasione Stoschek conobbe Chris Hrabalek altro "malato" della Startos che diede vita alla Fenomenon Stratos (che debuttò al salone di Ginevra del 2005) e partecipò alla realizzazione del progetto e acquisì i diritti sul marchio Stratos.

Insomma i tempi erano maturi per la realizzazione di un esemplare unico che incarnasse i desideri dell'imprenditore ed ex pilota tedesco nonché quelli di suo figlio Maximilian che nel 2008 decisero di rivolgersi a Pininfarina per materializzare la "reincarnazione" in chiave moderna dell'auto.
Il carrozziere torinese ha attinto a piene mani dalla Fenomenon reinterpretando il tema originale della Stratos di Bertone degli anni '70 e realizzando una vettura su misura per Michael e Maximilian Stoschek che sono stati coinvolti fin dall'inizio nelle varie fasi del progetto che ha visto l'intero processo, e la relativa produzione, svilupparsi presso il Centro stile e ingegneria Pininfarina di Cambiano.

Il compito è stato impegnativo come spiega Luca Borgogno, uno dei designer del team Pininfarina che ha seguito gli adattamenti necessari alla fattibilità di stile del progetto Nuova Stratos: "Il sogno di Mr. Stoschek era di ricreare una vettura come quella, e il nostro lavoro è stato di interpretare il suo sogno. Alla fine, il ruolo di una casa di design come Pininfarina è quello di contribuire con creatività e competenze che vadano oltre le aspettative del cliente. Abbiamo gestito l'intero processo fino alla costruzione della vettura finita. Seguendo in prima persona questo processo, il cliente ha vissuto un'esperienza assolutamente unica: ha avuto la possibilità di assistere alla nascita della propria automobile, un ambiente del tutto personale creato su misura per lui".

Dopo aver messo a punto il look della nuova Stratos (con relativi test in galleria del vento per ottimizzare l'aerodinamica), i progettisti si sono concentrati sulla meccanica che è stata adeguatamente adattata da quella della Ferrari Scuderia, universalmente riconosciuta come il "benchmark" delle supercar: "Il telaio è stato accorciato di 20 cm e unito ad una gabbia di sicurezza in tubi di acciaio certificata FIA. Sia la scocca - che è 33 cm più corta di quella della Scuderia - che gli interni sono interamente costruiti in fibra di carbonio e alluminio. Il motore 4.3L V8 è stato dotato di una nuova unità di controllo e di un sistema di scarico ad alte prestazioni, compresi collettore e catalizzatore. Il cambio a 6 marce è dotato di un nuovo differenziale autobloccante meccanico, e l'elettronica di controllo è stata modificata per consentire cambi marcia ancora più veloci, meno di 60 millisecondi.

Il telaio è stato completamente riprogettato, compresa l'integrazione di un nuovo sistema di taratura elettronica dell'ammortizzatore, regolabile tramite il volante, di molle modificate e di camber e convergenze ottimizzate. I sistemi frenanti Brembo, costituiti da dischi in carboceramica di 398 mm di diametro e pinze a 6 pistoncini sull'asse anteriore, e 350 mm di diametro e pinze a 4 pistoncini al retrotreno, sono dotati di pastiglie da competizione. Infine, è stato adottato un servosterzo elettro-idraulico, il nuovo volante di forma modificata mostra i regimi di cambiata tramite led multi-colore e le palette cambio sono ispirate a quelle della Ferrari 430 da corsa. Nonostante la gabbia d'acciaio di circa 55 kg ed i 28 kg dell'unità di condizionamento d'aria - che è necessaria a causa delle grandi superfici vetrate  -  la Nuova Stratos pesa circa 80 kg meno del veicolo di base".

La vettura, regolarmente omologata per l'utilizzo stradale dalla tedesca Tuv, è un trionfo di fibra di carbonio (cofano anteriore e cofano motore, e le porte, sono incernierate come sulla Stratos originale), raggiunge i 200 km/h in meno di 10 secondi e al suo sviluppo ha contribuito anche l'ex pilota di Formula 1, Tiago Monteiro (è stata apprezzata anche dal presidente della Ferrari, Montezemolo, che l'ha provata).
La nuova Stratos è stata realizzata in esemplare unico ma se la domanda da parte degli appassionati dovesse risultare adeguata non è esclusa la sua produzione in tiratura limitata.