La poltrona migliore? Il letto più comodo? Sono in cabina. I due filoni che guidano le scelte nella progettazione di un veicolo industriale, infatti, sono quello tecnologico e la qualità della vita a bordo.
I tecnici Mercedes-Benz, sanno bene che gli autisti trascorrono giorni e perfino settimane sul loro camion, e devono viverci nel miglior modo possibile. Finiti, dunque, i tempi dei volanti duri da girare (oggi il servosterzo ha eliminato gli sforzi nelle manovre), mentre il comfort sonoro è paragonabile a quello di un'auto di lusso.
Il sei cilindri del nuovo Actros - un "pesante" con peso totale a terra fino a 44 tonnellate, un TIR insomma, come vengono definiti comunemente dagli automobilisti - gira sommesso, con un brontolio che si avverte nettamente, ma il sound è gradevole e mai eccessivo.
Niente più cambio, è un automatico intelligente, che sceglie il rapporto più adatto tra i 12 a disposizione in funzione di velocità, carico, fondo stradale e pendenza, e sparita anche la frizione. Tutto a portata di mano e di sguardo, con un monitor che fornisce una vasta messe di indicazioni, dal navigatore allo "stato di salute" dei vari componenti del veicolo; il posto di guida ormai è aeronautico per completezza di strumenti e controlli incrociati.
Un miracolo anche la chiave, che ormai somiglia più a un cellulare che a un attrezzo per aprire le portiere e avviare il motore: prima ancora di salire a bordo esegue automaticamente un check completo delle condizioni del mezzo, rilevando prima dell'autista se è presente qualche anomalia. La centralina del nuovo Actros inoltre (un Euro6 dai consumi sorprendentemente contenuti, -6% rispetto alla versione precedente) è anzi in grado di comunicare direttamente alla fabbrica se c'è un possibile guasto, e l'intervento può talvolta perfino arrivare da lontano, rimediando all'inconveniente già da Maastricht.
Superata la fase tecnologia innovativa poi si sale finalmente a bordo con una scaletta di 4 gradini, che forse sarebbe meglio definire un appartamento posto in alto rispetto alla strada. Con 6 tipi differenti di cabine per larghezza e volumetria, infatti, si trova la formula migliore sia per i camion destinati al corto raggio sia per quelli che percorreranno grandi distanze sulle linee internazionali. A bordo, oltre alla poltrona con molle ad aria per il conducente, uno spazio di totale relax per il secondo autista, con sedile anatomico regolabile in ogni direzione e tanto spazio per distendere le gambe. Abbondante l'uso di moquette e tanti i ripostigli per gli oggetti personali.
Alle spalle della zona di guida, inoltre, una postazione con due letti a castello di oltre 2 metri di lunghezza e con materassi anatomici, in modo da garantire autisti sempre freschi e con riflessi pronti, una sicurezza per loro come per gli altri utenti della strada.
Dato che nei giorni festivi il traffico pesante non può circolare (qualcuno ricorderà i parcheggi autostradali pieni di autoarticolati nelle giornate di domenica) sarebbe fortemente improduttivo costringere gli autisti a trascorrere almeno 24 ore in ambienti poco accoglienti, sarebbe come tornare a casa per trovare finestre piene di spifferi, la cucina che non funziona, il divano sfondato.
E negli accessori in after market, per le totale personalizzazione del veicolo, figurano infatti anche cucine e wc chimici, insomma una vera casa su ruote, per affrontare nel modo migliore le fatiche di una vita lontana da casa e letteralmente .... in mezzo a una strada.
I tecnici Mercedes-Benz, sanno bene che gli autisti trascorrono giorni e perfino settimane sul loro camion, e devono viverci nel miglior modo possibile. Finiti, dunque, i tempi dei volanti duri da girare (oggi il servosterzo ha eliminato gli sforzi nelle manovre), mentre il comfort sonoro è paragonabile a quello di un'auto di lusso.
Il sei cilindri del nuovo Actros - un "pesante" con peso totale a terra fino a 44 tonnellate, un TIR insomma, come vengono definiti comunemente dagli automobilisti - gira sommesso, con un brontolio che si avverte nettamente, ma il sound è gradevole e mai eccessivo.
Niente più cambio, è un automatico intelligente, che sceglie il rapporto più adatto tra i 12 a disposizione in funzione di velocità, carico, fondo stradale e pendenza, e sparita anche la frizione. Tutto a portata di mano e di sguardo, con un monitor che fornisce una vasta messe di indicazioni, dal navigatore allo "stato di salute" dei vari componenti del veicolo; il posto di guida ormai è aeronautico per completezza di strumenti e controlli incrociati.
Un miracolo anche la chiave, che ormai somiglia più a un cellulare che a un attrezzo per aprire le portiere e avviare il motore: prima ancora di salire a bordo esegue automaticamente un check completo delle condizioni del mezzo, rilevando prima dell'autista se è presente qualche anomalia. La centralina del nuovo Actros inoltre (un Euro6 dai consumi sorprendentemente contenuti, -6% rispetto alla versione precedente) è anzi in grado di comunicare direttamente alla fabbrica se c'è un possibile guasto, e l'intervento può talvolta perfino arrivare da lontano, rimediando all'inconveniente già da Maastricht.
Superata la fase tecnologia innovativa poi si sale finalmente a bordo con una scaletta di 4 gradini, che forse sarebbe meglio definire un appartamento posto in alto rispetto alla strada. Con 6 tipi differenti di cabine per larghezza e volumetria, infatti, si trova la formula migliore sia per i camion destinati al corto raggio sia per quelli che percorreranno grandi distanze sulle linee internazionali. A bordo, oltre alla poltrona con molle ad aria per il conducente, uno spazio di totale relax per il secondo autista, con sedile anatomico regolabile in ogni direzione e tanto spazio per distendere le gambe. Abbondante l'uso di moquette e tanti i ripostigli per gli oggetti personali.
Alle spalle della zona di guida, inoltre, una postazione con due letti a castello di oltre 2 metri di lunghezza e con materassi anatomici, in modo da garantire autisti sempre freschi e con riflessi pronti, una sicurezza per loro come per gli altri utenti della strada.
Dato che nei giorni festivi il traffico pesante non può circolare (qualcuno ricorderà i parcheggi autostradali pieni di autoarticolati nelle giornate di domenica) sarebbe fortemente improduttivo costringere gli autisti a trascorrere almeno 24 ore in ambienti poco accoglienti, sarebbe come tornare a casa per trovare finestre piene di spifferi, la cucina che non funziona, il divano sfondato.
E negli accessori in after market, per le totale personalizzazione del veicolo, figurano infatti anche cucine e wc chimici, insomma una vera casa su ruote, per affrontare nel modo migliore le fatiche di una vita lontana da casa e letteralmente .... in mezzo a una strada.